Un’iniziativa fondamentale

Nov 18 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 67 Views • Commenti disabilitati su Un’iniziativa fondamentale

Iniziativa popolare federale «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)»

Eros N. Mellini

Dal 18 agosto del 2021 è in corso la raccolta delle firme per un’iniziativa di fondamentale importanza, volta a salvaguardare l’utilizzo del denaro contante che certi ambienti intendono – con il pericolo di una riuscita – abolire a favore dei pagamenti esclusivamente per via bancaria o con carta di credito.

Ci sono diversi motivi per i quali la garanzia di poter continuare a pagare le nostre spese e i nostri acquisti in contanti è importante: la salvaguardia della nostra libertà, della nostra sfera privata da ingerenze arbitrarie, la difesa da applicazioni di spese e commissioni applicate sui movimenti delle carte di credito, la tutela dei nostri risparmi da futuri possibili espropri o interessi negativi imposti da uno Stato in cerca di fondi per coprire il proprio indebitamento dovuto a errate politiche economiche, da blocchi arbitrari del proprio conto bancario o dall’impossibilità di utilizzo degli strumenti telematici a causa di panne o attacchi di hacker o di interventi di manutenzione, eccetera, eccetera.

Con gli interessi praticamente inesistenti, negativi o neutralizzati da spese e commissioni che le banche addebitano sui conti bancari, domani potrebbe essere raccomandabile conservare i propri risparmi nel materasso. Niente interessi, ma la sicurezza di non vedere intaccato il capitale da prelievi indesiderati, di non rendere libero l’accesso ai nostri conti da parte di uno Stato ficcanaso, con conseguente arbitraria ingerenza nella nostra sfera privata.

L’esempio del materasso è evidentemente estremo, ma le mire neanche tanto occulte di chi sta attentando all’uso del contante sono da prendere seriamente in considerazione. In questo mondo vieppiù «orwelliano», i tentativi peraltro già riusciti di tenere sotto controllo il singolo cittadino grazie all’uso di sistemi telematici sono sotto gli occhi di tutti: carte-punti dei supermercati, acquisti via Internet e, appunto, le carte di credito hanno ormai registrato tutti i nostri dati, ma quantomeno ne siamo consapevoli e accettiamo tacitamente questa situazione. Ma vogliamo veramente renderla obbligatoria? No, grazie. Il cittadino che non voglia sottoporsi a questo controllo, può perlomeno sperare di riuscirci – dubito che ci riesca, ma in teoria può – rinunciando ai veri o presunti vantaggi della carta di credito, dell’E-banking, della carta-punti del grande magazzino o degli acquisti via Internet, lo può fare esclusivamente utilizzando il contante.

Personalmente non m’importa molto, i miei giri finanziari sono talmente ridotti da poter essere osservati da tutti gli addetti ai lavori più «curiosi», ma immagino che questa ingerenza possa essere invisa sia per principio sia perché per certe transazioni si esiga la massima riservatezza. Ed è proprio qui, credo, il nocciolo della questione: il completo controllo del cittadino e dei suoi movimenti finanziari da parte di governi nazionali e, ancora di più, organizzazioni sovrannazionali, a fini che non mi sono sempre dati di capire (l’accusa di complottismo è sempre dietro l’angolo) ma che, così a naso, percepisco come contrari all’interesse della popolazione. Non a caso, a esprimersi a favore dell’abolizione del contante è stata nel 2013, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (BCE). Togliendo di mezzo il contante, si può tranquillamente caricare di interessi negativi tutto il patrimonio depositato nelle banche e diventato ormai trasparente, espropriandolo di fatto ai cittadini un passo alla volta.

Ipotesi surreali? Forse ma, a scopo preventivo, preferisco prendere sul serio le motivazioni riportate sul formulario per la raccolta delle firme:

«Stando a quanto affermato da molti economisti di fama internazionale come il Prof. Kenneth Rogoff, l‘abolizione del contante è già stata sollecitata e l‘esperto di contanti Hansjörg Stützle (bargeldverbot.info) ha dichiarato: “Nell‘UE sarà difficile fermare l‘abolizione del contante”. L‘UE progetta l’introduzione di una valuta digitale nel 2026. In Svezia, presto sarà impossibile pagare in contanti ovunque.

Tutti dobbiamo porci le seguenti domande relative a un mondo in cui esistono solo valute digitali:

  1. Siamo sicuri che la politica non voglia fare di noi dei cittadini „trasparenti“ e non voglia controllare le nostre vite con l‘aiuto di „sistemi di credito sociale“?
  2. Cosa succede se manca l’elettricità e non funziona più nulla?
  3. Come sarà il nostro mondo se si avverano le previsioni del WEF1 o se gli eventi simulati si realizzano?
  4. Cosa succede se gli hacker danneggiano siti di importanza sistemica?
  • Il denaro contante è libertà perché è utilizzabile sempre e dovunque.
  • Il denaro contante promuove l‘indipendenza perché grazie ad esso non dipendiamo da sistemi tecnici (elettricità, lettori di carte, Internet).
  • Il denaro contante crea sicurezza, anche contro i tassi di interesse negativi e l‘espropriazione.
  • Il denaro contante è un importante fattore della nostra cultura svizzera di coesistenza volontaria e pacifica.»

Il termine per la raccolta delle firme è a febbraio 2023, e ne mancano ancora ca. 30’000. Vi invitiamo perciò a firmare e a far firmare il formulario, che può essere scaricato da Internet: https://fbschweiz.ch/index.php/it/bargeld-it), e a ritornarlo all’indirizzo indicato).

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