Frontalieri al contrario, che «fake news»!

Dic 16 • L'opinione, Prima Pagina • 18 Views • Commenti disabilitati su Frontalieri al contrario, che «fake news»!

Recentemente RSI  e Blue News (5 dicembre corrente) hanno diffuso la notizia che nel nostro cantone vi sono «Frontalieri al contrario, boom in Ticino».

Leggendo la notizia ci siamo accorti che, a parte il titolo, la questione, la possiamo definire di «lana caprina».

Francesco Giudici, responsabile del settore società all’Ufficio di statistica cantonale, indica che lo studio attualmente ha considerato 7 anni, dal 2013 al 2019, per motivi tecnici non si è potuto includere altri anni dopo il 2019.

Nei sette anni, presi in considerazione, i residenti frontalieri sono aumentati da 800 del 2013, dei quali 300 con passaporto rossocrociato, a 1’200 del 2019 e 350 con passaporto svizzero.

L’aumento di 400 unità diviso su 7 anni fa poco più di 57 unità all’anno. Scrivere  che il Ticino piace sempre meno, questa affermazione  ci sembra, una gran frottola!

Si indica che tra le persone residenti che sono passate a fare il frontaliere inverso  vi è un aumento soprattutto degli stranieri (!) con più di 40 anni, soprattutto provenienti dal Mendrisiotto. L’articolo continua indicando che si può ipotizzare trattarsi di persone arrivate a suo tempo in Ticino, quindi con residenza, ma che non hanno mai richiesto il cambio di passaporto.

Fra i motivi addotti: maggiore facilità nell’acquistare una residenza primaria quando si forma una famiglia. Al mercato oltre confine vi è una maggiore facilità d’accedere.

Inoltre, non vi è l’obbligo della cassa malati. Radio Kabul (RSI) ha pure intervistato una giovane Ticinese che ha scelto di trasferirsi e divenire così una frontaliera. La stessa viveva ad Arbedo, le piaceva, ma nel 2019 ha conosciuto la persona che è poi ha sposato. Quest’ultimo lavorava nella cucina di un ristorante a Milano, per cui era un po’ difficoltoso ritrovarsi e anche a livello economico vi erano spese non indifferenti. Con i risparmi ottenuti hanno acquistato una casa.

L’intervistata indica che vivendo in Italia ha registrato una diminuzione delle spese del 70-80% (!) e riesce ad accantonare quasi il 50 % dello stipendio.

Se questi sono i dati diffusi da RSI, noi siamo andati a spulciare i dati del terzo trimestre 2022 (luglio-settembre), diffusi dall’Ufficio federale di statistica (UST) inerenti ai frontalieri che lavorano da noi. I lavoratori con permesso G in Ticino erano 77’732 con un aumento dell’1,6 % rispetto al secondo trimestre dell’anno. Fra aprile e giugno avevamo 75’795, con un aumento del 4,2 % nei confronti del medesimo periodo del 2021.

In parole povere l’aumento in tre mesi è stato di ben 1’937 unità (!!).

Passando alla Svizzera, a fine settembre il numero dei frontalieri attivi, con permesso G, era di 374’304 unità. Il numero è del 5,8% più alto rispetto al terzo trimestre 2021 e del 1,3% nei confronti al periodo aprile-giugno 2022.

Poco più della metà dei frontalieri provengono dalla Francia (55,7%), il 24% dall’Italia e il 17,1% dalla Germania.

Negli ultimi 5 anni il numero di frontalieri è passato da 322’000, terzo trimestre 2017, a 374’000 nel 3° trimestre di quest’anno con un incremento del 16,3 %.

 

FRG

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