Svolta energetica

Gen 10 • L'opinione, Prima Pagina • 98 Views • Commenti disabilitati su Svolta energetica

Tram 7 sulla Piazza Grande a Locarno (Foto https://www.flickr.com/photos/alcoalbe/16802292180 )

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

In dicembre, con grande riscontzro mediatico, è stata spenta una delle nostre centrali nucleari. Le altre chiusure seguiranno nei prossimi decenni. Da una delle numerose interviste in questo memorabile giorno è emersa la constatazione che ora dovrà essere importata  una maggiore quantità di energia elettrica. Nei prossimi anni, saremo dunque sempre più dipendenti dall’estero, e ciò dovrebbe dare da pensare. In molti settori (energia, alimentari, eccetera) il nostro obiettivo era finora quello di produrre il più possibile in Svizzera quanto viene consumato nel paese. Adesso dovremo acquistare l’energia disponibile sul mercato: magari prodotta da centrali al carbone o a gas ma, quasi sicuramente, anche da centrali nucleari. La nostra vicina Francia (come tanti altri paesi industriali) punta su moderne ed efficienti centrali atomiche – dunque su impianti che in futuro non sarà più possibile costruire in Svizzera. E cosa succederà, se a un certo punto l’estero necessiterà della sua energia al punto di non poterne più vendere?

Forse, in un prossimo futuro, rivivremo la mancanza temporanea d’energia, come succedeva spesso in un passato non troppo remoto. Il CORRIERE DEL TICINO ha nelle scorse settimane tirato fuori dall’archivio tale vicenda. Esattamente 100 anni fa, mancanza d’energia colpì il tram cittadino di Locarno. Molti si ricorderanno dei veicoli tranviari gialli e blu che, fino all’inizio degli anni sessanta del secolo scorso collegavano Solduno a Minusio, via Sant’Antonio, Piazza Grande e stazione FFS. Verosimilmente a causa di una grande siccità, nel tardo autunno del 1919 il fiume Maggia era quasi secco. Ciò fece sì che la produzione di elettricità della centrale idroelettrica di Ponte Brolla fosse conseguentemente molto bassa. A seguito di ciò – scrive il giornale- l’attività del tram dovette essere ridotta. Si riusciva a malapena a far circolare un tram ogni ora. Sul mezzogiorno poi, non si riusciva più a servire i lavoratori che, a quel tempo, tornavano a casa per il pranzo. Forse, fra qualche anno, dovremo riabituarci a tali situazioni…

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