Migrazione dove arriveremo?

Dic 16 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 61 Views • Commenti disabilitati su Migrazione dove arriveremo?

Da un po’ di tempo l’UDC attira l’attenzione sulla continua crescita della popolazione, ma notiamo che gli altri partiti fanno orecchio da mercante!

Lo scorso mese di settembre, l’agenzia ATS scriveva che, stando ai dati rilevati dall’Ufficio federale di statistica (UST), alla fine del secondo trimestre la popolazione residente permanente nella Confederazione ha raggiunto 8’902’308 persone. Di queste, 2’369’382 avevano un passaporto straniero.

La popolazione residente permanente comprende la popolazione indigena e tutte le persone in possesso di un permesso di soggiorno valido che si trovano nel paese da almeno dodici mesi. Pertanto, vengono conteggiati anche i 45’405 rifugiati (sempre stando ai dati di fine giugno) provenienti dall’Ucraina con lo statuto S.

Il settimanale «Azione», la cui editrice è la cooperativa Migros, in data 4 dicembre in un articolo preciso e redatto da Ignazio Bonoli, si leggeva «che anche quest’anno, nei primi sei mesi, l’evoluzione si conferma: si è registrato un aumento di 10’732 persone per un totale di 85’732 immigrati. La maggior parte di loro provenienti da Germania, Portogallo, Italia, Francia e Polonia.

I motivi di questa immigrazione sono principalmente la forte domanda sul mercato del lavoro e il basso tasso di disoccupazione nel nostro paese».

L’immigrazione globale è aumentata del 14.8%, l’emigrazione è diminuita dello 0,9%.

Di conseguenza, a fine anno, il numero di stranieri a titolo permanente in Svizzera era salito a  2’241’854.

Lo testimonia pure il recente rapporto OCSE sulla migrazione che confronta i dati del 2019 con quelli del 2022. Il 2021 con la pandemia Covid non fa testo. Questi dati dicono che, nella nostra nazione, l’immigrazione netta è aumentata del 18%, ma solo del 3% nella vicina Germania e del 10% in Austria. Sempre questo rapporto considera che gran parte della migrazione è dovuta al lavoro. Favorita dalla libera circolazione delle persone in ambito UE. L’immigrazione interna allo spazio UE è costantemente diminuita dal 2016. mentre da noi è aumentata.

L’accordo di libera circolazione rende praticamente superflua per le aziende svizzere la ricerca di personale al di fuori dell’UE.

Pure le richieste d’asilo in Germania sono salite a 220mila, provenienti soprattutto da Siria, Afghanistan e Turchia. Sempre in questa nazione su un milione di abitanti si contano 2’616 asilanti, in Svizzera ben 2’647. Il numero d’asilanti è ancora in aumento, in ambito OCSE, perfino del 77%, rispetto allo stesso periodo del 2021. In ambito dei maggiori paesi, solo la vicina Italia (81%) ha un tasso d’aumento superiore.

La nostra nazione attualmente ha il 42%, mentre l’Austria segnala una diminuzione dall’anno precedente. La migrazione è un fenomeno mondiale e aumenterà sempre più.

Non dimentichiamo che, alla fine di novembre, la ministra della Giustizia Elisabeth Baume-Schneider, in un’intervista pubblicata dalla «NZZ am Sonntag» ha difeso la libera circolazione delle persone con l’UE: «Non ho paura di una Svizzera di 12 milioni di abitanti», ha dichiarato la consigliera federale. «Se vogliamo crescita e prosperità, abbiamo bisogno di lavoratori».

Quindi attendiamoci, in un futuro non troppo lontano, un’invasione di lavoratori, provenienti da altri Stati con le relative famiglie!

FRG

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