Perché cambiare banca costa così tanto?

Feb 7 • Lettori, Prima Pagina • 186 Views • Commenti disabilitati su Perché cambiare banca costa così tanto?

In un periodo di tassi d’interesse negativi come questo è praticamente impossibile far rendere un normale conto corrente, ma non va tanto meglio neanche a quello di risparmio, con tassi d’interesse anche in questo caso vicini allo zero. Inoltre, le spese di gestione della relazione possono arrivare anche ad alcune decine di franchi al mese erodendo così il nostro capitale.

Siamo quindi noi che paghiamo la banca per custodire i nostri averi ed essa ci offre in cambio, come unico “benefit”, la sicurezza di non dover tenere troppi contanti addosso o in casa. È davvero poca cosa!

Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare da questa situazione, non dobbiamo e non vogliamo essere marionette delle banche, dobbiamo prenderci il tempo per verificare – più o meno regolarmente – cosa il mercato ci offre, scegliendo l’istituto di credito migliore per le nostre esigenze in rapporto anche alla qualità e al prezzo.

Qui sorgono però nuovi problemi, in quanto queste operazioni di estinzione del conto sono, a seconda dei casi, piuttosto costose e il prezzo lievita ulteriormente se si ha anche un portafoglio azionario. Queste spese non sono sempre ben chiare al cliente, che le trova magari in una clausola scritta in piccolo nelle condizioni generali che nessuno legge mai davvero così attentamente.

Anche i tempi di trasferimento possono variare da banca a banca, con i propri averi che impiegano settimane per compiere alcune decine di chilometri.

Si tratta di una questione sentita dalla gente anche in Ticino; infatti, molte lamentele che riceve l’”Alleanza delle organizzazioni dei consumatori” – che comprende ACSI, FRC e SKS – fanno riferimento a questa problematica dei servizi finanziari costosi e poco trasparenti (anche se non è nelle prime sei di questa poco gloriosa classifica).

Spesso di rinuncia così a cambiare banca per non perdere tempo e soldi. Non si prospettano buone notizie nel medio periodo; in un recente comunicato stampa, la Banca nazionale svizzera ha affermato che i tassi d’interesse negativi – che vanno avanti da cinque anni – sono “necessari”.

L’efficienza bancaria svizzera altro non è che una caricatura sbiadita dei tempi d’oro finiti però da un pezzo. Chissà se torneranno? Non penso.

Ma perché “Mister Prezzi” non fa nulla?

 

Alessandro “Bubi” Berta, (Gordevio)

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