Iniziativa sulla legittima difesa: una richiesta legittima e concreta

Feb 7 • Dal Cantone, Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 177 Views • Commenti disabilitati su Iniziativa sulla legittima difesa: una richiesta legittima e concreta

Roberta Soldati
Deputata UDC in Gran Consiglio

L’iniziativa sulla “legittima difesa “chiede unicamente che il cantone, a ogni persona residente in Ticino che è stata assolta o che è stata oggetto di abbandono di un procedimento penale per un reato commesso per legittima difesa, rimborsi i costi sostenuti per l’avvocato di fiducia. Tutto qui. Malgrado ciò, attorno a questa semplice richiesta, peraltro legittima, sono state sollevate obiezioni di presunte violazioni del diritto superiore e del principio della parità di trattamento. Tutto ciò ha creato nella popolazione una gran confusione.

Nel 2017, prima della votazione in Gran Consiglio sulla ricevibilità dell’iniziativa, era stato commissionato un parere al consulente giuridico del parlamento, nel quale venivano analizzati tutti questi aspetti, essendo gli stessi condizione primaria per sancire la ricevibilità o no del testo. Sulla presunta violazione del diritto superiore, le conclusioni sono state chiare: né il codice penale federale, né il codice di procedura penale federale escludono la possibilità per i cantoni di regolamentare il finanziamento della giustizia (oggetto dell’iniziativa), oltre quello già previsto. Questo è semplicemente il principio del federalismo su cui si basa la Svizzera. Se poi vi sono delle disparità fra i diversi cantoni, che problema c’è? Non sarebbe un unicum. Infatti, che dire della concorrenza fiscale fra cantoni?

Il codice di procedura penale prevede già che, in caso di assoluzione o abbandono del procedimento (vale per tutti i reati), le spese di procedura e quelle dell’avvocato d’ufficio, siano assunte pienamente dallo Stato. A chi invece, si sceglie liberamente il proprio avvocato (di fiducia), lo Stato attribuisce solo un’”indennità”.

L’iniziativa mira dunque a ripristinare una parità di trattamento per chi ha dovuto ricorrere alla legittima difesa per tutelare sé stesso e vuole scegliersi liberamente il proprio legale, nulla di più. Se, per ipotesi, vi fosse il rischio di un incremento della “giustizia fai da te”, allora perché ciò non è già avvenuto nel 2011, quando venne introdotto nel codice di procedura penale il rimborso integrale delle spese per l’avvocato d’ufficio? In fondo basterebbe lasciarsi attribuire un legale dallo Stato e non scegliersi il proprio. L’iniziativa estende il concetto di finanziamento della giustizia, ma non lo contraddice.

Il fatto che l’iniziativa voglia privilegiare solo gli imputati che avrebbero commesso reati in stato di legittima difesa, non implica automaticamente una disparità di trattamento rispetto ad altri reati. Il Tribunale federale sanziona unicamente le discriminazioni insostenibili e arbitrarie. Ciò non è il caso concreto, poiché l’iniziativa è circoscritta a una precisa categoria di imputati e nel contempo vittime di aggressioni ingiuste. Nulla impedisce ad altri cittadini di promuovere iniziative aventi lo stesso tenore per altri tipi di reato.

Le lacune contenute nel testo dell’iniziativa (termini e modalità di pagamento) possono essere sanate nel testo di legge, peraltro nel controprogetto contenuto nel rapporto di minoranza erano già state colmate. Come detto sopra, il rapporto giuridico aveva analizzato tutti questi aspetti e aveva concluso sulla piena ricevibilità dell’iniziativa. La votazione in Gran Consiglio nel 2017 non aveva visto voti contrari.

Da ultimo, non scordiamoci che l’iniziativa tutela le persone che, loro malgrado, sono state oggetto di un’aggressione  ingiusta e che per tutelare la loro incolumità, si sono viste costrette a reagire.

 

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