La censura di Stato incombe in Svizzera!

Feb 7 • Lettori, Prima Pagina • 188 Views • Commenti disabilitati su La censura di Stato incombe in Svizzera!

In questi giorni, il cittadino elvetico avrà la possibilità di votare su un tema controverso inerente le modifiche di due articoli di legge nel Codice Penale Svizzero (CPS) e in quello militare, concernenti l’articolo normativo sulla discriminazione e l’incitamento all’odio (art. 261bis CPS). Malgrado l’intento delle modifiche normative possa sembrare innocuo, nella realtà dei fatti, queste possibili correzioni nell’ordinamento giuridico minerebbero le libertà di ogni cittadino (libertà d’opinione, d’informazione e di coscienza, libertà dei media e libertà economica) sancite nella Costituzione, destabilizzando gravemente l’espressione, il pensiero e le attività economiche di quei soggetti che manifesterebbero delle diversità di opinioni e delle criticità. Concretamente, ogni atto che incita odio o forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale, sono già di per sé punibili, in base alle disposizioni presenti nel CPS. I fautori di tali modifiche tacciono e mentono sulle conseguenze che potranno generare, all’interno della privacy di pensiero e di parola di ogni soggetto civile e religioso o di una collettività (ad es. nella famiglia).

Le insidie nascoste nel “ritocchino” dei 2 articoli di legge sono fondate su un carattere puramente ideologico di certe compagini partitiche e movimenti vicini ad ambienti atti a sovvertire e a demolire l’ordine naturale della società, imponendo velatamente un pensiero unico fondato sull’humus degli studi di genere (il propugnatore di tali modifiche è stato un parlamentare vallesano socialista). Uno dei modi per arrestare l’avanzare di censura statale con la solita “tattica del salame”, e garantire le libertà costituzionali di tutti i cittadini, è quello di esprimere nel foglio di votazione un esplicito “NO” alle modifiche dei Codici penali in materia di “discriminazione e incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale”.

 

Alex Bernasconi, Giubiasco

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