Naturalizzazioni agevolate, fermiamo la deriva della sinistra!

Feb 10 • L'opinione, Prima Pagina • 1426 Views • Commenti disabilitati su Naturalizzazioni agevolate, fermiamo la deriva della sinistra!

Piero Marchesi Presidente UDC Ticino

Piero Marchesi
Presidente UDC Ticino

A inizio gennaio sono apparsi i primi cartelloni pubblicitari promossi da ambienti vicini all’UDC che raffigurano una donna con il burqa. L’obiettivo è chiaro. Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della naturalizzazione agevolata degli stranieri della terza generazione, in votazione il 12 febbraio. Finalmente è partita la discussione su questa importante tematica e ha permesso di esporre le varie opinioni e di chiarire i pro e i contro di questa proposta. Nonostante le veementi reazioni degli ambienti di sinistra, che senza mezzi giri di parole l’hanno definita rozza, razzista e strumentale, in quanto – a loro dire – non riflette la realtà dei fatti, la campagna si è invece rivelata puntuale e azzeccata. L’opinione pubblica si è chiesta chi avesse ragione. L’UDC, che secondo la sinistra esaspera sempre i toni della comunicazione enfatizzando temi e problemi che non sono neppure all’ordine del giorno, o il PS, che propone una naturalizzazione agevolata per gli stranieri di terza generazione considerando il fatto di vivere nel Paese da diversi anni di per sé  sufficiente per definire una persona integrata. Negli ultimi giorni il partito socialista ha infine spazzato il campo da ogni dubbio, rivolgendo un chiaro appello agli stranieri che vivono nel Paese, affinché si affrettino a inoltrare la domanda di naturalizzazione in quanto, dal 2018, la procedura sarà un po’ più rigida. Lo ha fatto in ben 10 lingue straniere, tra cui l’arabo e il serbo. La concezione socialista del termine integrazione è quanto mai discutibile, perché scrivere a delle persone nella loro lingua d’origine e non in una lingua nazionale dimostra che integrati non lo sono del tutto. O comunque non automaticamente, come invece li considera l’oggetto in votazione. I cartelloni raffiguranti la donna con il burqa hanno smascherato le reali intenzioni della sinistra. Naturalizzare il più possibile, senza dare la giusta e dovuta importanza all’ottenimento della cittadinanza svizzera. L’oggetto in votazione pone di fatto un problema che non esiste. Ogni anno più di 40’000 stranieri ottengono la cittadinanza svizzera e, dati alla mano, il nostro Paese è tra quelli con la percentuale più alta di naturalizzati. Gli stranieri di terza generazione possono infatti ottenere la cittadinanza affrontando il percorso con la procedura standard, come tutti gli altri stranieri che ne fanno richiesta. Il tema in votazione presenta numerose controindicazioni, tra cui il fatto che attribuisce la maggior parte della competenza di questa procedura alla Confederazione, sottraendola di fatto a Cantoni e Comuni. Un funzionario dal suo ufficio a Berna sarà incaricato di decidere se un cittadino straniero di terza generazione domiciliato in Ticino ottempera ai requisiti definiti dalla legge. Nella procedura in votazione si elimina la possibilità per i Comuni di convocare il candidato e di analizzare altri aspetti che evidentemente non possono essere valutati solo sulla carta. Inoltre, sarà invertito l’onere della prova. Vale a dire che non toccherà più al richiedente dimostrare la propria integrazione, bensì sarà lo Stato a dover eventualmente dimostrare il contrario. Ci sono fin troppi motivi che portano a votare no a questa proposta, in particolar modo per il fatto che la procedura attuale permette già agli stranieri, anche a quelli di terza generazione, di diventare cittadini svizzeri con una procedura chiara ed efficiente. Fermiamo pertanto sul nascere questa tendenza a svendere il passaporto rossocrociato lanciata dalla sinistra, che qualora passasse sarà solo la prima di molte altre offensive sul tema.

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