C’è del nuovo nella Casa bianca

Feb 10 • L'opinione, Prima Pagina • 977 Views • Commenti disabilitati su C’è del nuovo nella Casa bianca

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Ha sorpreso mezzo mondo: il nuovo presidente degli Stati uniti non sa far altro, nei primi giorni della sua entrata in funzione, che attuare giorno dopo giorno quanto da lui promesso in campagna elettorale. Perlomeno effettua i primi passi in questa direzione. Che ciò incontrasse delle difficoltà era previsto. L’importante è tuttavia che Donald Trump non ha dimenticato quanto aveva detto durante la sua tournée elettorale – e proprio questo preoccupa apparentemente molti osservatori politici. È purtroppo così insolito sulla scena politica. Il modo con cui Trump affronta con decisione, addirittura con caparbietà, i suoi doveri, ricorda uno dei più famosi politici che 2000 anni fa contribuì a decidere i destini dell’allora impero romano: Marco Tullio Cicerone. Entrambi non avevano un nome conosciuto in politica, sono perciò da considerare neofiti della politica. Cicerone, il giurista e Trump, il manager dell’economia, non possono contare sul sostegno del cosiddetto establishment anzi, ad ambedue si è tentato di stroncare la carriera con tutti gli ostacoli possibili. Chi in politica non ha dei padrini a sostenerlo, deve dimostrare le sue capacità con gli atti. Cicerone combatté a suo tempo a difesa del mantenimento del regime repubblicano (democratico) dello Stato contro le brame di potere dei singoli. Trump vorrebbe rendere di nuovo forte il suo paese e si vede confrontato con gli interessi ben diversi della globalizzazione mondiale. Le ostilità da parte di coloro cui pesta i piedi sono prevedibili.    

Trump vuole combattere il terrorismo e, apparentemente, esagera un po’ con le sue misure di chiusura dell’immigrazione da Stati islamici. Anche Cicerone dovette condurre una battaglia contro i congiurati: era il gruppo facente capo al giovane Catilina, che tramava un colpo di Stato, ma che poté essere fermato in tempo. Cicerone, nella lotta contro questi sovversivi, aveva oltrepassato certi limiti, il che gli procurò un temporaneo esilio da Roma. Chi in politica vuole realizzare i suoi obiettivi in modo troppo diretto, pianta il coltello direttamente nei suoi avversari, e deve contare su tutta una serie di processi. Fin dove arriverà Trump, è per il momento difficile stabilirlo. Restiamo su Cicerone: il politico romano non riuscì, contro gli interessi strapotenti, a realizzare il suo ideale di uno Stato romano democratico, fallì sotto ogni punto di vista. Potrà Trump vincere la sua battaglia contro i clan politici e i loro onnipotenti interessi? Entro un paio d’anni, forse già entro un paio di mesi, ne sapremo di più …

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