Le nostre chiese stanno diventando sezioni del PSS?

Gen 22 • L'opinione, Prima Pagina • 223 Views • Commenti disabilitati su Le nostre chiese stanno diventando sezioni del PSS?

Patanegra

Porcherie

Le nostre chiese tradizionalmente cristiane sono in profonda crisi (soprattutto entrambe le due più importanti, la cattolica romana e la riformata, ma anche le altre). I credenti abbandonano in massa le chiese, e ciò certamente non a causa delle imposte parrocchiali. Il numero di frequentatori delle chiese si conta su una mano, e ciò da ben prima delle severe restrizioni a causa del coronavirus. Dietro questa costante drammatica Chiesexit devono esserci profonde motivazioni. Ma quali?

Le accuse di pedofilia elevatesi a gran voce negli ultimi anni nei confronti degli ecclesiastici, aumentate esponenzialmente, a causa di singoli casi, rispetto ai decenni passati, possono aver contribuito. Ma non credo che siano stati un fattore determinante. I motivi sono ben più profondi. Le nostre chiese cristiane, dall’alto della loro supponenza moralistico-elitaria, si sono allontanate dalla loro passata base di fedeli e sempre di più diffondono pretenziosi messaggi politici unilaterali, invece di concentrarsi sulla loro missione religiosa originale. E con questo, come si può constatare, una gran parte dei fedeli non si trova a suo agio.

Per esempio, ha lasciato di stucco che la Chiesa cattolica romana, tramite uno dei suoi alti “funzionari”, abbia dal pulpito affermato che “un buon cristiano non può votare UDC” (vescovo Peter Henrici). O che entrambe le nostre chiese nazionali, quella protestante in primis, siano recentemente scese in campo risolute in un’inaudita campagna di propaganda, sostenendo con molto denaro (denaro di chi?) un SÌ all’iniziativa per aziende responsabili.

Il noto professore di scienze politiche presso l’università cattolica della Renania settentrionale-Vestfalia di Colonia, Heinz Theisen, ha recentemente puntualizzato la problematica in un articolo nella NZZ: „Perfino le chiese si stanno allontanando dal realismo della dottrina sociale cristiana. L’orientamento al bene comune, alla famiglia, alla società e alla nazione viene trascurato; al suo posto dominano l’etica dei princìpi, e l’etica del buonismo a sostegno del globalismo e delle micro-identità delle minoranze”.

Io stesso, che sono un cattolico credente, in chiesa ci andavo solo raramente. E quando ci andavo, era forse solo per la messa natalizia di mezzanotte. Ma ho smesso anche con quello, dopo che per due volte di seguito dovetti udire dal pulpito non il gioioso messaggio natalizio, bensì solo aspre accuse contro la Svizzera, rea di trattare così male i rifugiati. È poi strano come – se dal pulpito si vuole far politica – si ignori magnanimamente la persecuzione dei cristiani nei paesi islamici o ci si limiti a un semplice cenno di rammarico strappato a fatica.

Anch’io ho perciò recentemente detto addio alla chiesa. E ho consigliato al vicariato generale della diocesi cattolica romana di Basilea – invece di continuare a presentarsi come chiesa – di annunciarsi quale sezione supplementare del Partito Socialista Svizzero (PSS). Finora non ho ricevuto risposta.

 

Patanegra

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