La deputazione ticinese alle Camere ricevuta a Palazzo civico

Set 6 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 38 Views • Commenti disabilitati su La deputazione ticinese alle Camere ricevuta a Palazzo civico

Marco Chiesa
Presidente deputazione ticinese alle Camere federali

Come tradizione, il comune d’origine del presidente della deputazione ticinese alle Camere federali, ha celebrato l’anno di presidenza che attualmente spetta all’UDC Marco Chiesa, in una pubblica manifestazione svoltasi nel palazzo civico di Lugano. Qui sotto, il discorso del consigliere nazionale.

 

 L’altro ieri ho letto un titolo che ha attirato la mia attenzione e suscitato il sorriso dei miei figli.

Diceva: “Marco Chiesa in visita a Lugano”. Mathias e Micol mi hanno guardato stupiti e detto, “noi siamo di Lugano”, “questa è casa nostra!”. Mica ci andiamo in visita.

Hanno ragione, la mia famiglia paterna è di Viganello, io stesso sono nato al vecchio Civico e ho vissuto tutta la città, da Molino Nuovo a Villa Luganese, a Pregassona e ora a Ruvigliana. Per non parlare della Valcolla, dove mia madre è stata per anni segretaria comunale di Cimadera.

Questa città, che amiamo, è proprio casa nostra.

Sia come cittadini che sportivi, e non potrebbe essere altro, con un padre che militava in una squadra mai dimenticata che ha vinto la Coppa svizzera.

Dunque, comprenderete l’onore e l’emozione di questa serata a Palazzo civico. Un palazzo che ho frequentato per una decina d’anni in qualità di consigliere comunale.

Beh, ne è passata di acqua sotto i ponti. E i ponti non sono più quelli di via Fola o della Madonnetta, tra una sponda e l’altra del Cassarate. Sono quelli di Berna dove tutti noi della deputazione ticinese, che saluto e ringrazio per la presenza, ci impegniamo in favore del nostro cantone e della sua popolazione, onorando la fiducia che ci è stata concessa.

Questa sera il mio pensiero non va dunque a ciò che ci divide, ma a ciò che ci unisce. Penso in particolare all’importanza della nostra democrazia che ci rende tutti protagonisti. 

La Svizzera è un Paese meraviglioso, perché non relega il cittadino a semplice elettore ogni quattro anni, ma lo valorizza perché può costantemente correggere le nostre decisioni e proporre soluzioni diverse. 

Ma per far sì che questo patto tra elettore ed eletti continui nel tempo, dobbiamo applicare le decisioni del sovrano e impegnarci per mantenere una Svizzera unita tra le sue parti, cosi come recita il mosaico svizzero con il motto “uno per tutti e tutti per uno” o come aveva consigliato San Nicolao della Flue nella sua lettera ai bernesi.

Il nostro Santo Patrono è un personaggio affascinante.

Nicolao, prima di tutto, è un marito che senza il consenso di sua moglie Dorotea non avrebbe potuto perseguire la sua missione. Lui stesso ha detto di esserle grato per sempre. Questo a dimostrazione, come se ce ne fosse ancora bisogno, che il ruolo di una donna è determinante. Approfitto dunque per ringraziare mia moglie per tutto ciò che fa per noi e per la nostra famiglia.

Dal Nicolao politico credo che possiamo ricavare ancora molti insegnamenti.  L’indipendenza, l’autodeterminazione, la capacità di crescere grazie all’aiuto reciproco, i principi universali insiti nelle nostre radici cristiane, tutti valori che formano il patrimonio collettivo del nostro paese e del nostro popolo. E che ritengo si debbano coltivare e preservare.

Concludo ringraziando tutti voi per la presenza, care amiche e cari amici, e dedico un ultimo pensiero al corpo dei volontari luganesi che ho sempre profondamente ammirato. Grazie al loro intervento, alla loro forza e volontà nel respingere i Cisalpini, siamo diventati “liberi e svizzeri”.

Al nostro paese, e a tutti noi, auguro dunque di poter continuare a coltivare le nostre differenze sulla base di quel denominatore comune che ci accomuna: l’amore per la Svizzera.

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