E sempre a proposito di lupi…

Giu 10 • L'opinione, Prima Pagina • 247 Views • Commenti disabilitati su E sempre a proposito di lupi…

Anna Lauwaert

Il vulcano Tambora (Indonesia) esplode nel 1815. Le ceneri causano «l’anno senza estate» quindi carestia e fame.
In Onsernone c’è gente che è morta di fame con dell’erba in bocca.
Nel 1848 nasce il mio bisnonno Petrus. La carestia è tale che i suoi genitori lo danno via a una coppia che non ha figli.
Quando la fame è tale da morire con dell’erba in bocca o dar via i propri figli, si sterminano i «grandi predatori» perché sono concorrenti.
Ancora negli anni 1980 il Cantone dava 20 CHF di premio per ogni volpe uccisa.
Un tempo, il contadino era «colui che produce cibo». Oggi il cibo viene dal supermercato, il latte esce dai Tetrapak e si crede che il pane cresca sugli alberi. Il cacciatore era «colui che protegge la gente dalle belve e porta carne in casa». Oggi è il cattivo.
Diverse generazioni sono cresciute con i film di Walt Disney. Nel 1942 in «Bambi» (notate la similitudine con «bambini») il cattivo cacciatore uccide il gentile animale. I lupi sono i gentili nel film «Il libro della jungla» del 1967.
Dopo la guerra 39-45, si sviluppa l’ideologia ambientalista, con nel 1961 il WWF, il cui primo presidente fu il duca di Edimburgo che sognava di rinascere come virus mortale per sterminare gli umani…
Nel 2009 dopo la «Conferenza sulla natura selvaggia e i grandi spazi naturali» di Praga nasce il Rewilding.
Il piano è: creare piccoli parchi che verranno collegati in un immenso parco lungo tutto l’arco alpino, sul modello dello Yellowstone. Il lupo contribuisce al fallimento dell’agricoltura di montagna, all’esodo rurale, alla desertificazione delle valli e al ritorno alla natura selvaggia. Gli umani verranno concentrati nei centri urbani. Il parco alpino diventerà una vasta zona di svago con trekking, capanne alpine e aspetti Disneyland con altalene «swing the world» e maxi panchine sulle cime.
Nel 1995 il prof. Boïtani è venuto ai Ronchini di Aurigeno a parlare degli allevamenti di lupi e annunciarne l’arrivo in Ticino.
Oggi «Circa il 75% della popolazione dell’UE vive nelle aree urbane.» Con il fossato tra città e campagna, la gente ha perso contatto con la realtà contadina. Se oggi si dovesse tenere una votazione pro o contro il lupo, vincerebbero i pro.

Un compromesso, con pastori, cani e recinti?

Dipende dal territorio: su vaste distese collinari come nel film Brokeback Mountain, i cow boy, a cavallo e con i cani, possono tener il gregge sott’occhio e sparare ai coyote. Sulle distese prative irlandesi si lavora coi cani. Si possono piantare recinti dove c’è terra. Da noi, per es. sull’alpe Ruscada il terreno ripido è inaccessibile ai cavalli e, per piantare recinti tra rocce e sassi, ci vogliono il compressore e l’Hilti. I prati sono piccoli, le pecore non ci rimangono, camminano tutto il giorno e spesso nel bosco, al riparo dal caldo. Ci sono sempre state pecore in Ruscada, col lupo è strage garantita, con o senza pastori.

Cani e pastori su territorio meno scosceso?

Per sorvegliare un gregge ci vuole una squadra di pastori professionisti, che lavorano a turni, giorno e notte e sottostanno alle leggi sul lavoro. Costano il loro stipendio, contributi sociali, vacanze, cassa malati, assicurazioni, alloggio (casette eliportate), ecc. Servono tutto l’anno non solo per le pecore, anche per gli altri animali, persone, bambini, cani, gatti, ecc., poiché il lupo gira anche tra le case in paese.
Ci sono due specie di cani: il pastore, come in Irlanda, che conduce il gregge e l’anti-lupo, come in Maremma, che lo difende. È un animale grande e potente che uccide e aggredisce tutto quanto egli percepisce come pericolo per il suo gregge, per es. un mountainbiker… un gruppo di escursionisti… Ci vogliono diversi anni prima di ottenerli e costano: tasse, cibo, cure, veterinario, assicurazioni, addestramenti, ecc.
Che cosa fa un pastore quando un branco di lupi attacca il suo gregge se non ha un arma in mano? Deve prenderli a bastonate? O strangolarli a mani nude? Deve avere un fucile, l’autorizzazione di sparare, formazione e permessi adeguati.

Parliamo dei costi

Tutti i contributi, risarcimenti, ecc. dati dallo Stato vengono pagati dai contribuenti. Il resto dei costi viene riversato sulla produzione cioè, aumento dei prezzi della carne, prodotti caseari, latte, formaggi, yogurt ecc. Invece di pagare 25 CHF per un kg di formaggio, siamo d’accordo di pagarne 40/50?
Il lupo significa squadre e uffici di studiosi con apparecchiature sofisticate come foto-trappole e videosorveglianza posate in montagna per il monitoraggio… (Privacy degli escursionisti? Sono legali?) pagati da Cantone e Confederazione, cioè dal contribuente. Non ci sono soldi per scuole, ospedali, casse malati, pensioni, restauro di opere d’arte e monumenti storici, ecc., però ci sono per mantenere il lupo?

Quanto costa il lupo?

Risponde il prof. Sandro Rusconi su Facebook: «Risposta facile: sommando il costo del monitoraggio federale, del monitoraggio dei cantoni, dei contributi per le misure passive, degli oneri che rimangono a carico degli allevatori, si arriva a circa 30 milioni all’anno. Questo significherebbe per i circa 150 lupi attualmente censiti in Svizzera un costo medio annuo di 200’000 CHF per esemplare. Una paga da professore, per intenderci. Soldi effettivamente buttati al vento!»
Quindi il lupo è un lusso costoso?
Risposta: «Analisi corretta: il lupo è un super-lusso e la sua presenza porta a uno spreco di soldi, di energia e di inquinamento che non sono giustificabili, poiché l’utilità ecologica di questa specie è minima, per non dire nulla. Solamente un ambientalismo cieco impedisce di vedere questa realtà oggettiva.»

Una grave crisi economica minaccia l’Europa, ma avanti con gli sprechi?

La biodiversità? Questa viene uccisa dagli inquinamenti: fonico, luminoso, aria, acqua, agricoltura industriale con concimi chimici, ecc. Il lupo non c’entra.
«Non c’è soluzione» perché Cantone e Confederazione sono legati da trattati internazionali e famigerate Direttive UE…
Sì, c’è una soluzione: i trattati vanno revocati e la Svizzera deve farsi i propri interessi. Ai contadini e pastori va autorizzata la legittima difesa, cioè sparare. Come si organizza la «guardia campi coltura» contro i cinghiali, si organizzi la «guardia gregge» contro il lupo.
Questo i politici non lo faranno, al contrario si mettono in coda ai mondialisti come ONU, NATO, OMS, UE, nonché Davos e il suo Great Reset programmato dall’Agenda 2030 del quale portano addirittura la spilla!
Però: Klaus Schwab, ci annuncia «carestia e miseria per tutti» . Quando il popolo ha fame, non solo stermina i predatori concorrenti, ma anche si ribella come nel 1789. Sociologi come Maffesoli annunciano «L’ère des soulèvements» cioè l’era delle insurrezioni.
Quindi, contadini, tenete duro: le ideologie crollano, invece il buon senso paesano perdura perché è consono alla natura. Ma, si devono ottenere la comprensione e il consenso dei concittadini e per quello bisogna informarli.

 

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