Religioni diverse, fanatismo sempre uguale

Mar 8 • L'opinione, Prima Pagina • 33 Views • Commenti disabilitati su Religioni diverse, fanatismo sempre uguale

Phil O’Soph

I Romani perseguitavano i Cristiani in nome dei propri Dei – in realtà per motivi meno lodevoli – ma i pretesti erano quelli. I Cristiani, giunti al potere, dichiararono eretici tutti quelli che non la pensavano come loro, mettendoli al rogo con la Santa Inquisizione. Peggio ancora, pretesero di «esportare»  il Cristianesimo imponendolo con crociate sanguinarie o con la conversione coatta di nativi di terre lontane che ne avrebbero volentieri fatto a meno perché, fino all’arrivo di missionari fanatici ed esaltati, stavano benissimo. I Musulmani imperversarono, in particolare nei territori mediterranei, prendendo a legnate (mi si passi l’eufemismo) tutti gli «infedeli» che professavano altre religioni. E così via, sempre convinti che «Dio (sempre il loro, naturalmente) lo vuole!».

Le religioni di oggi

Si chiamano ecologismo, lotta al cambiamento climatico, Covid 19 e altre che sono nate, e nasceranno ancora, in questa epoca di gente viziata dal benessere nella quale lo sport (inter)nazionale è diventato il rompere le palle fine a sé stesso. Infatti, se si chiedesse ai dimostranti «pro pianeta» o a quelli che imbrattano opere d’arte o si incollano sull’asfalto ostacolando il traffico, perché lo facciano, ne emergerebbe probabilmente che, per la maggior parte, dei problemi planetari non sanno nulla salvo ripetere però pedissequamente slogan inculcati nelle loro teste da chi astutamente li manipola. In compenso, amano questo alibi per poter impunemente esercitare il loro hobby: fare casino! In una società che – fortunatamente, dico io – non sono in grado di cambiare, perlomeno nell’immediato. A medio termine, con la complicità di quinte colonne masochiste insediate fra gli adulti, chissà?

Azioni non violente …

Rispetto al passato cosa è cambiato? Dall’uccidere tout court, quasi con disinvoltura, chi è contrario al «mainstream», oggi si è passati all’ostracismo e alla denigrazione degli avversari. Non ti ammazzo più ma, quantomeno, ti ridicolizzo e, se mi riesce, ti faccio perdere il posto di lavoro. È un’azione non violenta, ma non per questo inoffensiva. Se stai dalla parte di una minoranza «eretica» è vero, non rischi più il rogo, ma ti senti comunque giudicato anche da amici che stanno dall’altra parte della barricata e che, ormai contagiati dal novello fanatismo, affermano in tutta sicurezza che «il surriscaldamento del pianeta è ormai un fatto incontestabile». Esattamente come erano ritenuti «fatti incontestabili» gli Dei romani, il Cristianesimo, l’Islam, eccetera. Incontestabile un «cMN*@o»! Tutto è contestabile, tutti hanno diritto alle proprie opinioni: anche i negazionisti, i terrapiattisti, i gretini e quant’altro… fintanto che non pretendono di prevaricare gli altri o di imporre il loro stile di vita (peraltro spesso incongruentemente trasgredito da loro stessi) al resto del mondo. Specie se lo fanno imbrattando opere d’arte od ostacolando il traffico incollandosi all’asfalto.

… ma altre ancora sanguinarie

Non adattatosi alla presunta civilizzazione moderna si può senz’altro considerare l’Islam che nel Corano prevede ancora e sempre l’annientamento fisico degli «infedeli». O, per meglio dire, l’islamismo fondamentalista che fa compiere ai suoi adepti stragi, attentati esplosivi, suicidi dinamitardi al motto «Muoia Sansone… e giù colonne!». Purtroppo, la «civilizzazione» non tocca gli attentatori, impegna solo chi è civilizzato, e gli impedisce di utilizzare la giustizia sommaria rendendo pan per focaccia a chi si rende colpevole di tali atti palesemente incivili. Lo Stato non può usare gli stessi metodi, si dice (forse) giustamente. Ma quando si arriva all’aberrazione difendendo addirittura chi trucida e ammazza in nome di una fede, quando si permette ai parenti di un attentatore di citare in giudizio lo Stato le cui forze di polizia gli hanno sparato, c’è veramente da dubitare che i «civilizzati» siamo noi.

Che differenza c’è?

Per quanto riguarda le azioni intraprese dagli Stati o dalle pubbliche autorità, una domanda mi sorge spontanea: che differenza c’è fra le antiche crociate e le moderne guerre volte a imporre la democrazia? Fra le missioni volte a convertire al Cristianesimo a suon di legnate intere etnie e le ingerenze statali nella vita privata allo scopo di imporre comportamenti pseudo corretti dal punto di vista ambientale o ecologico? A mio avviso non ci sono grandi differenze anzi, ci sono alcune cose in comune: la smania di potere ma, soprattutto, l’interesse finanziario – il vil denaro, il guicciardiniano «suo particulare» – sotto forma di ghiotte forniture d’armi nell’immediato, e di ricostruzione a conflitto terminato nel caso di guerre; e di nuove succulente nicchie di mercato per ciò che riguarda le nuove religioni ambientali o ecologiche (vetture elettriche, pannelli solari, turbine eoliche, prodotti alimentari bio, e via di seguito). Perciò, non Dio quanto la finanza internazionale lo vuole.

Come detto nel titolo, le religioni sono cambiate, ma il fanatismo è rimasto il medesimo. E verosimilmente, anche la rottura di palle per chi fanatico non è.

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