Dove è il tasto reset?

Nov 18 • L'opinione, Prima Pagina • 1459 Views • Commenti disabilitati su Dove è il tasto reset?

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Il nuovo consigliere federale ticinese Ignazio Cassis ha esternato già prima della sua elezione un’idea interessante: nella questione europea – concretamente, nel rapporto fra la Svizzera e l’UE – si dovrebbe premere il tasto reset. Che cosa significa in realtà questa operazione? Si parla di quel tasto quando si tratta di riportare al suo stato originale un sistema elettronico, per esempio un computer. Ciò è solitamente necessario quando un sistema non funziona più correttamente o non riesce più a eseguire i compiti per i quali è designato. È perciò degna di nota la constatazione del nostro nuovo consigliere federale, secondo cui nel rapporto UE-Svizzera non tutto funziona e l’attuale situazione deve essere attentamente verificata. E fin qui tutto bene – la domanda è soltanto se il nostro ministro sappia dove si trova il tasto reset e come lo si aziona. Questo leggendario tasto si trova in un posto ben protetto dai numerosi capiservizio e diplomatici svizzeri. E costoro hanno a gran voce e pubblicamente sottolineato che questo tasto non può e non deve essere premuto. Si è dunque già messo il nuovo consigliere federale al suo posto, ricordando a lui e alla popolazione che cosa gli è permesso e che cosa no. È questa la realtà politica nella Berna federale? Apparentemente sì.

Purtroppo, moti politici si sentono impegnati non nei confronti del popolo, bensì verso l’enorme esercito di burocrati e funzionari amministrativi, che ostinatamente rifiutano di considerare nuove idee. In politica, ci sono comunque in Svizzera e in altri paesi delle persone che confido saprebbero trovare il tasto reset e anche azionarlo. Sono rari, ma si trovano in tutti i partiti. Sul palcoscenico internazionale vedo due politici cui affiderei il tasto reset. Sono perlopiù marchiati a fuoco ed emarginati dai media. Un Silvio Berlusconi, che ha dimostrato di sapersi rimettere in piedi dopo ogni sconfitta e il cui programma per il suo paese non è niente male, confido che saprebbe trovare, mediante il tasto reset, degli approcci non convenzionali per la soluzione dei problemi in Italia. Lo stesso vale per Donald Trump, che durante il suo primo anno di presidenza ha dimostrato di essere comunque in grado di affrontare la difficile battaglia e di battersi contro tutte le resistenze da parte della politica, dell’amministrazione e dei media. Proprio perché tali politici sono più capaci della media, si ha paura di loro e li si combattono su tutti i fronti. Le teste mediocri sono più innocue e, appunto, in politica hanno più successo…

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