Cinque rivendicazioni

Ott 18 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 691 Views • Commenti disabilitati su Cinque rivendicazioni

Candidato UDC Agrari al Consiglio nazionale

Il commercio e il turismo in Ticino sono depressi a causa di una costante erosione del potere d’acquisto dei residenti, del rincaro del costo della vita e di una progressiva degenerazione dei tempi e dei costi legati alla mobilità.

Le contadine e i contadini ticinesi e svizzeri producono alimentari sempre più di qualità e a km 0. Prodotti rincarati in quanto soddisfano le innumerevoli richieste volute dalla nostra popolazione in ambito ambientale, del benessere degli animali, di sicurezza e dell’igiene.

Le rivendicazioni che portiamo a Berna  nell’interesse dei cittadini e della vitalità del nostro Cantone sono concrete. Con la libera circolazione il numero di frontalieri che entrano in Ticino, in pochi anni è più che raddoppiato. I salari dei residenti ne risentono. Il commercio interno ne risente. Un controllo delle condizioni di lavoro è praticamente impossibile, considerata anche la complicità dell’offerta lavorativa. Con queste premesse, fintanto la Svizzera non tornerà a un sistema di contingentamento del mercato del lavoro, la terza corsia dell’autostrada A2 da Lugano in giù, per ovvi motivi, non va realizzata. Non farebbe altro che portare ulteriore mobilità da e per l’Italia, a scapito del nostro mercato del lavoro, del territorio e dell’ambiente in generale.

Siamo favorevoli a realizzare il più presto possibile il completamento del collegamento  nazionale A2-A13 verso Locarno. Questo tracciato porterebbe solo benefici a livello ambientale, al commercio interno, al turismo e all’occupazione delle numerose residenze secondarie  presenti. Porterebbe ordine ed efficienza alle importanti aree logistiche e lavorative cantonali (Cargo, trasporti vari, Posta) presenti. A scanso di equivoci, ricordiamo che in passato gli agricoltori erano già stati tra i fautori della realizzazione del collegamento A2-A13 con il tracciato denominato Variante 98, poi incomprensibilmente abbandonato dalle nostre autorità.

Siamo contrari alla tassa sul CO2 che non farebbe altro che rincarare la vita nel paese, deprimere il commercio interno e accrescere la mobilità legata agli acquisti oltre confine.

Sosteniamo la lotta al riscaldamento climatico. In un lucido bilancio delle prestazioni ambientali fatte dal Ticino all’interno della Confederazione, possiamo dire che il Ticino, con la sua impressionante presenza di verde, è di fatto un polmone della Svizzera e il suo contributo alla lotta di CO2, con l’elevatissimo tasso di copertura boschiva, è indiscutibile. In agricoltura, coltivare in presenza di una dominante copertura boschiva diventa molto oneroso ma importantissimo. Riusciamo comunque a pulire, per esempio, anche le selve castanili e l’attività agricola in generale produce con tanto lavoro una ragnatela notevolissima di biodiversità, indispensabile e insostituibile all’interno della monocoltura bosco.

Il Ticino deve già sopportare le immissioni causate dalla presenza di collegamenti autostradali e ferroviari di valenza internazionale. Il Ticino è inoltre regolarmente investito dalla cupola di inquinamento generato dalla vicina Italia, dove a pochi km di distanza risiedono più abitanti che in tutta la Svizzera e dove è evidente che, già solo nei sistemi di riscaldamento e isolazione delle abitazioni, esiste un margine di manovra immenso rispetto a quanto già realizzato da noi. Su questa situazione la Confederazione, nell’ambito della lotta al riscaldamento climatico e dell’accordo sui ristorni, dovrà concentrare gli sforzi tutelando gli interessi svizzeri del nostro cantone.

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