L’oasi felice UE

Gen 13 • L'opinione, Prima Pagina • 10 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho raccolto queste informazioni il giorno 19 dicembre 2022, il 19 dicembre 1974, prodotto dalla Micro Instrumentation and Telemetry System, entra in commercio il primo personal computer: l’Altair 8899, il cui costo è 495 dollari.

Com’è iniziata l’inchiesta su Parlamento Europeo e Qatar

I servizi segreti belgi indagavano dal 2021, ma la svolta è arrivata solo lo scorso luglio dopo un’irruzione a casa di Antonio Panzeri. È passata ormai quasi una settimana dall’inizio del caso sulle presunte pressioni del Qatar sul parlamento europeo: da venerdì scorso la polizia belga ha arrestato quattro persone, tra cui l’ex parlamentare europeo italiano Antonio Panzeri e la greca Eva Kaili, vicepresidente del parlamento fino a pochi giorni fa, quando è stata costretta a lasciare l’incarico. Le indagini non sono concluse, e ci sono ancora molti dettagli che non si conoscono. Secondo diversi media internazionali, è possibile che nei prossimi giorni la procura federale belga, che si sta occupando del caso, allarghi l’inchiesta a decine di altri tra europarlamentari e assistenti. Nel frattempo, sono emersi nuovi importanti dettagli su come è iniziato tutto, e sui fatti che hanno portato gli investigatori belgi ad avviare le indagini. Ne ha scritto mercoledì il quotidiano belga Le Soir, che era stato tra i primi a svelare l’esistenza del caso. Secondo quanto riferito al giornale da fonti anonime informate dei fatti, le indagini andrebbero avanti da più di un anno e sarebbero iniziate non su iniziativa della procura federale belga, ma della Sûreté de l’État, ovvero i servizi segreti belgi. Già nel 2021 i servizi segreti belgi avevano cominciato a indagare su possibili interferenze di un paese straniero in Belgio: non era tanto la possibile corruzione a interessare l’intelligence belga, quanto la minaccia alla sicurezza nazionale. Alle indagini dei servizi segreti, secondo le fonti di Le Soir, avrebbero collaborato anche i servizi di intelligence di altri cinque paesi europei, di cui però non viene fatto il nome. La svolta ci sarebbe stata però solo lo scorso luglio, quando i servizi segreti belgi erano entrati di nascosto nell’appartamento di Panzeri a Bruxelles e avevano trovato 700mila euro in contanti. Non li avevano sequestrati allora, dato che non c’erano ancora accuse formali nei suoi confronti, ma quella grande somma di denaro era diventata la prima prova di un possibile caso di corruzione internazionale.

Dopo quell’incursione, l’indagine che fino allora era coperta da segreto di Stato era stata quindi declassificata e ne era stata informata la procura federale belga, che il 12 luglio aveva avviato anche l’inchiesta giudiziaria. Le Soir scrive che quando la polizia belga venerdì è entrata nell’appartamento di Panzeri e ha trovato 600mila euro in contanti non sarebbe rimasta particolarmente sorpresa, dato che appunto i servizi segreti erano già stati lì di nascosto e avevano già appurato la presenza di quel denaro (non è chiaro però dove siano finiti i 100mila euro di differenza tra le due perquisizioni). In tutto, la polizia belga ha sequestrato a Panzeri e Kaili circa un milione e mezzo di euro in contanti. A casa di Kaili sono stati trovati 150mila euro, mentre altri 600mila euro sono stati sequestrati venerdì a suo padre mentre lasciava un hotel di Bruxelles con una valigetta piena di soldi. Non si sa dove stesse andando, ma è possibile che qualcuno lo avesse avvisato che la polizia belga stava conducendo perquisizioni a casa della figlia e di altri politici e che avesse cercato di nascondere il denaro prima che la polizia arrivasse anche da lui.

( Post Konrad  dicembre 2022)

Il Parlamento Europeo ha un problema con le lobby?

Se ne riparla per via dello scandalo sul Qatar, che forse spingerà a cambiare alcune regole interne. Al parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo i lobbisti sono ovunque: grazie a un pass speciale di colore marrone possono frequentare i bar, le sale conferenze e gli uffici dei parlamentari. Della loro presenza ubiqua, assolutamente parte del panorama per chi frequenta il parlamento, si sta riparlando in questi giorni dopo lo scandalo della presunta corruzione di alcuni parlamentari europei da parte del Qatar, oggetto di una inchiesta della procura federale belga. Nelle istituzioni europee il lobbismo è un’attività legittima e regolamentata, portata avanti da gruppi di interesse di natura più varia che vogliono contribuire al processo democratico. Da tempo però, gli esperti di trasparenza e le ONG che si occupano di lobbismo temono che il parlamento europeo sia eccessivamente vulnerabile alle influenze esterne. Per esempio, da parte di paesi non democratici o ostili al progetto di integrazione europea, che intendono condizionarne le decisioni a proprio vantaggio, come secondo la procura belga avrebbe fatto il Qatar negli ultimi mesi. Le campagne di influenza da parte dei paesi stranieri, in particolare, sono fra le attività di lobbismo meno regolate all’interno dell’Unione europea, e quindi più problematiche. Da una decina d’anni, le organizzazioni esterne che vogliono influenzare il processo legislativo dell’Unione europea sono tenute a iscriversi al Registro per la trasparenza, una banca dati che permette all’Unione di monitorare la loro attività e sapere per esempio in quale ambito lavorano, quanto spendono ogni anno e quanti dipendenti hanno. A oggi, il Registro contiene 12.450 organizzazioni, fra cui 3.493 ONG, 2.632 associazioni di categoria, 972 sindacati o associazioni professionali, e così via. Funziona più o meno allo stesso modo anche al Congresso statunitense, mentre alcuni parlamenti, come quelli italiano, non consentono alle lobby di lavorare dentro ai palazzi dove hanno sede le istituzioni (col risultato, secondo alcuni, di una maggiore opacità). Il lobbismo comporta sempre cercare di avanzare interessi di parte in un dibattito pubblico: ma in generale viene considerato illegittimo e pericoloso quando un gruppo di interesse usa il proprio capitale – economico o politico – per avvantaggiare sé stesso, a discapito dell’interesse generale. E si trasforma in un’operazione di corruzione quando funzionari o parlamentari di una istituzione prendono una decisione in cambio di un vantaggio molto concreto: soldi, favori, vantaggi per sé o per i propri parenti o colleghi. Nelle istituzioni europee il lavoro delle lobby è regolamentato da un codice di condotta, che impone per esempio di «evitare di ottenere né cercare di ottenere informazioni o decisioni in maniera disonesta», di «arrecare pregiudizio alle istituzioni dell’Unione», ma anche di non «indurre i deputati al parlamento europeo, i membri della Commissione o i funzionari delle istituzioni dell’Unione a contravvenire alle disposizioni e alle norme di comportamento a essi applicabili». Sono norme piuttosto generiche, e infatti ogni istituzione europea nel tempo si è dotata di un proprio codice etico e di un organismo che si occupi di trasparenza. Omissis.

(Post Konrad  dicembre 2022)

L’Iran cerca la Russia per migliorare la sua marina

Fonti della difesa israeliane avvertono che l’Iran sta approfittando dei suoi recenti maggiori legami con la Russia per cercare di migliorare la sua marina militare. Teheran, oltre a possedere un arsenale di missili balistici di tutto rispetto, valutato come il più consistente tra i paesi della regione, da tempo sta lavorando per ottenere uno strumento navale in grado di proiettare la sua potenza nei mari contigui al Golfo Persico, ovvero per trasformare la sua marina facendole fare un salto rispetto alla condizione di green water navy. Per parlare di marina iraniana, però, dobbiamo precisare che nel paese esistono due rami delle «Forze Armate» che operano sul mare: da un lato la marina militare propriamente detta, dall’altro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica – IRGC – meglio noto come pasdaran. Quest’ultimo, infatti, nel corso degli anni ha fatto un salto di qualità passando dall’avere a disposizione unità sottili – barchini, motoscafi, ecc. – a utilizzare unità di tonnellaggio maggiore come catamarani e navi multiruolo (derivate da mercantili civili) che sono usate per operazioni di sabotaggio e guerriglia nel quadro generale della «guerra asimmetrica» che Teheran sta conducendo nella regione estesa del Golfo Persico, che comprende ora anche le acque del Mar Rosso e del Golfo di Aden. La marina militare iraniana, al contrario, risulta essere sostanzialmente ferma dal punto di vista delle nuove acquisizioni, avendo a disposizione una manciata di fregate e corvette (6+3) e tre sottomarini classe Kilo, a cui si affiancano battelli molto più piccoli: 15 classe Ghadir e uno classe Nahang, classificati come midget, e uno classe Fateh, definito come costiero. Anche la componente da assalto anfibio riflette una dottrina che guarda più alle operazioni in aree limitrofe che a distanza, dato il tonnellaggio delle unità in dotazione (31 in totale). Si tratta, in linea generale, di vascelli di vecchia costruzione (con qualche eccezione), fattore che implica una sostanziale inadeguatezza ad affrontare le operazioni navali moderne, soprattutto in acque lontane dal territorio nazionale. Omissis.  Secondo il comandante della marina iraniana, il contrammiraglio Shahram Irani, le unità navali iraniane sono ora presenti nell’Oceano Indiano, nell’Atlantico e nel Pacifico e stanno scortando container mercantili e petroliere di proprietà o noleggiate dall’Iran, ma per il momento si tratta di un’attività velleitaria stante le condizioni della marina iraniana. L’eventuale cooperazione con la Russia potrebbe però ribaltare questa situazione nel medio/lungo periodo.

(inside over Paolo Mauri dicembre 2022)

 

Comments are closed.

« »