16.11.2013 – Congresso UDC Ticino a Ponte Tresa – Intervento di Gabriele Pinoja

Nov 17 • Dal Cantone, Dall'UDC • 2162 Views • Commenti disabilitati su 16.11.2013 – Congresso UDC Ticino a Ponte Tresa – Intervento di Gabriele Pinoja

Gabriele Pinoja Presidente UDC Ticino

Gabriele Pinoja
Presidente UDC Ticino

Caro Sindaco, Caro Consigliere Nazionale, Presidente onorario, Cari colleghi, amiche e amici,

 

L’ultima volta che ci siamo incontrati in un Congresso era il mese di marzo dello scorso anno, proprio una settimana prima  delle elezioni comunali.

Come sempre accade, in quel momento eravamo con un tasso elevato di adrenalina, pieni di speranze e carichi di ottimismo.

E i risultati non ci hanno deluso, visto che a livello di consensi le elezioni ci hanno fatto percentualmente e numericamente crescere rispetto al 2008.

L’UDC,con le comunali 2012 è cresciuta, e quello era il primo obiettivo di legislatura.

All’appello elettorale mancavano però le elezioni di alcuni comuni, tra cui Mendrisio e Lugano. In quest’ultimo abbiamo assistito più che altro allo scontro politico tra LEGA e PLR  e, soprattutto, a quello mediatico tra Borradori e Giudici vanificando, diciamocelo, qualsivoglia tentativo da parte di tutti gli altri partiti di far emergere un minimo di dibattito politico sui temi più importanti.

Un peccato, visto quanto oggi tristemente si può constatare.

Situazione finanziaria del comune in grave crisi, e le promesse che i leader facevano saranno assolutamente disattese e non mantenute, salirà il moltiplicatore, si introdurrà la tassa sul sacco e magari si rinuncerà a qualche progetto. La corsa alle cadreghe era troppo importante, quindi non si poteva rivelare una situazione che invece era già conosciuta.

 

Siamo a 18 mesi dalla prossima tornata elettorale, che inizierà nell’aprile 2015 con le elezioni cantonali.

Saranno per noi delle elezioni importanti, siamo ad una svolta, l’UDC vuole crescere per aumentare la propria presenza nel Cantone e, soprattutto, vuole crescere per riconfermare la nostra presenza in Consiglio Nazionale a Berna.

Come diceva bene l’amico Rusconi in un’intervista dell’altro ieri su un portale, “Siamo un partito di sostanza, ma ci manca l’apparenza”. Pierre, hai perfettamente azzeccato il problema, sì perché le persone valide all’interno del partito che regolarmente si prodigano nel proporre atti in Parlamento e in Consiglio comunale ci sono. Molto probabilmente non siamo capaci a mediatizzarli a sufficienza, forse dovremmo scegliere modi e sistemi più popolari e semplici, io per primo, come il gruppo parlamentare, dovrei essere più “mediatico”.

Dobbiamo tenere in considerazione che una parte dei media ci aiuta poco! Quante volte delle nostre posizioni non sono state veicolate poi, riprese da altri partiti, son finite sui giornali? Quante volte abbiamo sporto reclamo alla TSI o RSI per averci tagliato fuori da un dibattito? La par condicio non è sempre rispettata e questo lo sappiamo. Siamo coscienti di questo problema. Ecco perché, da parte mia come pure da parte di tutta la direzione del partito, ci sarà l’impegno di essere più presenti, soprattutto in occasione dei prossimi importantissimi appuntamenti non solo elettorali, come ad esempio la votazione contro l’immigrazione di massa.

Se non ci faranno passare tramite TV, passeremo sui portali, se una testata ci eviterà vorrà dire che ci orienteremo su altre. I social network giocano a nostro favore, quindi li utilizzeremo e ci faremo sentire. Il mondo tecnologico è in continua evoluzione e noi ci  adattiamo.

Dove sono certo che i media non mancheranno di avvicinarci, già lo stanno facendo, sarà certamente per la questione rapporti UDC – LEGA.

È giusto così probabilmente, quindi con la massima  chiarezza e  come è nel mio stile, senza lasciar spazio a dubbi, illazioni e false interpretazioni, eccovi come la penso: con la LEGA a livello cantonale,  non ci sono problemi particolari.

L’UDC porta avanti la propria politica  e la LEGA la propria. Si può affermare che spesso ci siamo trovati con opinioni e prese di posizione simili. Si può anche dire che la LEGA è il partito che più sovente ha votato come noi, mi riferisco soprattutto al Gran Consiglio. Soprattutto sui temi legati all’Europa, che si ripercuotono anche a livello cantonale, la pensiamo allo stesso modo.

La LEGA però è diventata anche partito di maggioranza relativa in Consiglio di Stato, e gioco forza questo ruolo lo deve onorare .

Le posizioni che è costretta a, o che vuole, prendere  in Governo non sempre collimano con le nostre. Il nostro capogruppo Marco Chiesa sono certo che nel suo intervento porterà alcuni importanti esempi.

Noi, a differenza di loro, rappresentiamo in Parlamento  un partito all’opposizione, il quale spesso e volentieri ha delle convinzioni ben diverse da ciò che il Governo ci propone. Abbiamo una linea politica chiara, in ambito economico, sociale, nell’istruzione e nella salvaguardia delle istituzioni.

È molto importante quindi che, prima di tutto, la gente sia informata sulle nostre prese di posizione e di come la pensiamo.

È molto importante che, credendo in noi e votandoci, sicuramente certi valori della Svizzera verrebbero salvaguardati, che certi sprechi dell’amministrazione pubblica verrebbero evitati, che prima di tutto favoriremmo le nostre aziende, i nostri artigiani, che sarebbe lo Stato ad aiutare l’economia e non il contrario, che le cariche nei consigli d’amministrazione statali e parastatali non sarebbero solo a beneficio dei soliti, anche se incapaci, che la sicurezza alle frontiere, come nei centri, è e sarà sempre una priorità.

Il nostro partito ha le idee in chiaro e sa cosa vuole.

Ciò che più conta  oggi è la posizione che il nostro partito può assumere in ambito cantonale, soprattutto nella volontà di crescere come rappresentanza in Gran Consiglio.

È un obiettivo fondamentale che ci siamo posti; riteniamo di avere persone valide, le quali sicuramente potrebbero degnamente ricoprire, non solo la carica di Gran Consigliere, ma anche quella di Consigliere di Stato.

Valuteremo quindi ogni scenario possibile, con un occhio rivolto alle esperienze delle passate elezioni e con un occhio verso i possibili scenari futuri.

Ma, come dicevo, mancano ancora 18 mesi alle elezioni, e non è sicuramente oggi che possiamo decidere quali strade intraprendere, quali eventuali alleanze magari potrebbero aiutarci a crescere.

Siamo sicuramente aperti a discuterne, come d’altronde lo siamo sempre stati, ma questo avverrà non prima della seconda metà del prossimo anno.

È anche vero che si sarebbe sicuramente potuto ipotizzare prima un determinato scenario per l’elezione in Consiglio di Stato ma, purtroppo, la bocciatura del nostro atto parlamentare che prevedeva la reintroduzione della congiunzione delle liste non lo permette. Peccato veramente, visto che tale possibilità non avrebbe in ogni modo nociuto né a noi né, per esempio, alla LEGA..

In vista delle elezioni ci stiamo comunque già seriamente preparando: la direttiva ha dato incarico a cinque membri della stessa di iniziare la preparazione della Campagna elettorale, mentre altri si occuperanno della preparazione di un documento elettorale al fine di presentare le nostre posizioni in ogni ambito politico.

Il comitato cantonale sarà  regolarmente aggiornato sui lavori.

Il mio intervento a questo congresso non vuole però limitarsi agli aspetti elettorali, benché siano importanti, ma vorrei, senza tediarvi comunque troppo, entrare un po’ più nel merito di alcuni temi fondamentali che stanno caratterizzando questa legislatura .

Una legislatura che per le finanze del  Cantone, è partita benino, ma è in netto peggioramento con le previsioni del 2014.

A seguito della crisi che stiamo vivendo a livello finanziario, nell’ambito del mercato del lavoro, con l’aumento della disoccupazione soprattutto giovanile, con la forte concorrenza estera che impone alle imprese di assumere manodopera a basso costo, a seguito di ciò dicevo, anche le finanze del Cantone subiscono le conseguenze.

Finanze malsane non significa un male a sè stante, ma è un male che si propaga in tutti gli ambiti, dal sociale all’istruzione, alle istituzioni, ecc. … Ecco quindi che, per correre ai ripari senza fare inutili e ingannevoli giochetti contabili alla voce delle uscite, e per far quadrare i conti, è necessario fare proposte concrete che permettano riscontri reali e immediati.

In questo discorso si inserisce quindi, per esempio, l’amnistia fiscale.

Ma cos’è prima di tutto quest’amnistia? Probabilmente tutti ne avete già sentito parlare ma, visto l’argomento estremamente tecnico, allo stesso probabilmente non si è data la dovuta attenzione. Con termini semplici vorrei spiegarvi l’importanza che la stessa riveste.

In pratica, viene data la possibilità a quei cittadini che hanno dei soldi risparmiati, ma attualmente non dichiarati, di dichiararli a condizioni favorevoli. Già oggi un cittadino può regolarizzare la propria situazione, ma il costo è importante. Con l’amnistia il costo diminuisce del 70 %.

Già nel 2009, il nostro partito aveva  lanciato quest’iniziativa parlamentare, poi bocciata per pochi voti in Parlamento nel 2012.

Oggi UDC, LEGA, PPD e Liberali l’hanno riproposta e la commissione
tributaria, quella che si occupa insomma delle imposte, l’ha accettata – a parte i socialisti – e verrà votata in Gran Consiglio settimana prossima.

Gli effetti positivi che porterà sono almeno due: nuove entrate per il Cantone, si stimano circa 20 Mio. di franchi, e nuovi soldi che rientrerebbero nelle nostre banche in Ticino, visto che probabilmente quei capitali non dichiarati oggi si trovano fuori dal cantone, se non all’estero.

Sempre in tema fiscale, la deputazione in Gran Consiglio – questa volta in riferimento ai frontalieri che, ricordo, nel frattempo hanno quasi raggiunto la quota di 60’000 – ha proposto una modifica con la quale vi è in effetti la possibilità che le imposte che essi devono pagare, vengano leggermente alzate. Concretamente è anche questa è una modifica che dovrebbe  permettere un aumento delle entrate per lo Stato.

Per quanto riguarda il contenimento delle uscite, da anni ripetiamo che gli sforzi da parte del Consiglio di Stato sono minimi se non nulli.

A parte qualche giochetto contabile, dove ad esempio si  riducono gli ammortamenti o si riversano oneri sui comuni, non vi è una chiara volontà di diminuirle. A più riprese abbiamo ribadito di intervenire dove concretamente ciò è possibile, ma non siamo stati ascoltati anzi, a consuntivo le stesse aumentano sempre. Gli esempi di mala gestione si sprecano: si pensi soltanto ai milionari sorpassi di spesa che regolarmente viviamo sia nelle opere realizzate dallo Stato sia in quelle dove viene dato un sussidio. Il famoso +30%, una regola ormai consolidata e regolarmente ripetuta

Se nell’economia privata lavorassimo così, mi chiedo a quanti fallimenti assisteremmo.

Tutto ciò è inammissibile, ma possibile. Con questo malandazzo si accontenta a destra e a sinistra, e alle elezioni i favori vengono ricambiati.

Staccandomi dai temi economici, due parole anche sulla sicurezza.

Ciò che stiamo vivendo in Ticino, cantone di frontiera, ma anche in tutto il resto della Svizzera, è un continuo peggioramento delle condizioni di sicurezza.

È un dato di fatto che assistiamo a una crescente situazione di disagio legata all’aumento dei furti, delle rapine …, atti di vandalismo, scontri nelle piazze, liti e quant’altro.

È una situazione alla quale non siamo abituati, è una situazione che non vogliamo e quando sento che qualcuno dice che in fondo dobbiamo adeguarci a questo mondo globale, all’Europa tutta unita, vado su tutte le furie, e mi dico: perché mai bisognerebbe accettare di stare peggio di come stavamo?

Per l’UDC il tema della sicurezza è un tema fondamentale, e molte iniziative contro quel perverso e indesiderato fenomeno di avvicinamento all’Europa, non vanno solo a toccare gli aspetti economici, ma anche e soprattutto quelli della sicurezza. A questo proposito lanceremo oggi la petizione che vi sarà presentata alla trattanda 6 dal nostro segretario cantonale.

Come avete sentito recentemente, oltre al problema della libera circolazione delle persone, la quale sta provocando problemi non solo di sicurezza, ma anche economici e sociali, oggi siamo confrontati con l’annoso problema dei richiedenti d’asilo.

È un tema delicato, attuale e importante. Lo stesso deve essere affrontato e risolto, ma sta creando non pochi problemi alle località prescelte per quegli insediamenti temporanei o definitivi che siano.

La mancanza totale o quasi di dialogo tra le autorità federali, cantonali e comunali è la principale causa sulla non idoneità di alcune  località prescelte. L’esempio del Locarnese con  l’insediamento presso l’ex-caserma di Losone è eloquente. La presenza di 200 richiedenti l’asilo sarà un deterrente importante, e le ripercussioni a livello turistico e immobiliare nella regione si faranno sentire, oltre che aumentare la paura all’interno della popolazione.

Quest’imposizione dell’autorità federale, basata sulla nuova legge sull’asilo, è mal recepita sia dalle autorità sia dalla popolazione.

Vien da pensare che, se Christoph Blocher fosse ancora al dipartimento federale di giustizia e polizia,  avremmo magari avuto una situazione migliore dell’attuale..

Per quanto riguarda le forze di polizia e delle dogane, non siamo rimasti con le mani in mano e recentemente abbiamo inoltrato una mozione che chiede il raddoppio degli agenti di polizia e delle guardie di confine. La stessa è forse un po’ provocatoria, ma sappiamo per certo che è in parte condivisa anche dal capo del dipartimento istituzioni. Speriamo che grazie ad essa un passo verso un necessario miglioramento venga fatto.

 

Potrei continuare, approfittando della presenza dei media, per esprimere ulteriori pareri su temi altrettanto importanti, ma credo sia giusto dare spazio a chi mi seguirà con i prossimi interventi.

 

Il messaggio finale che voglio dare a tutti voi, fedeli amici dell’UDC, e a tutti coloro che in un qualche modo avranno echi di questo congresso è questo.

 

L’UDC c’è , e ci sentirete, è un partito serio, organizzato, formato da persone capaci e attive.

Un partito che, anche se con numeri per ora contenuti in Ticino, fa parte del più grande partito svizzero.

Un Partito con la P maiuscola, il quale ha salvato la Svizzera nel 1992 e ancora diverse volte negli ultimi 21 anni.

Noi lo seguiamo  e cercheremo di farlo crescere anche in Ticino, sostenendo e promuovendo tutte le valide idee delle quali siamo pienamente convinti.

 

Siamo fieri di essere Svizzeri, siamo fieri di essere dell’UDC.

 

VIVA la Svizzera, VIVA L’UDC.

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