L’oasi felice UE

Ott 18 • L'opinione, Prima Pagina • 147 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 14 ottobre 2019. IL 14 ottobre  del 1964 Martin Luther King è premio Nobel per la pace.

Sondaggi Demos (N.d.r. Italia)

Il Carroccio primo partito al 30,2 per cento, ma in calo di due punti rispetto a settembre. I 5 stelle sopra il Pd al 20,6 (-0,2%), con i democratici che perdono addirittura 3,2 punti percentuali nei consensi in un solo mese. FdI in crescita all’8,6 (-1,2) e FI che non si stacca dal 6,1 (-0,3%). I renziani di Italia viva, invece, si fermano al 3,9 per cento, appena sotto la soglia del 4. È questa la fotografia del sondaggio di Demos & Pi per il quotidiano la Repubblica. Tra i nuovi alleati di governo, da segnalare Leu e La Sinistra che passa dal 3,1 al 2,4 %. Omissis. Insomma, se il Partito democratico, stando all’analisi di Demos & Pi, soffre sia la formazione del governo Conte 2 e quindi la scelta di dialogare con i nemici storici del Movimento 5 stelle, sia la scissione dei renziani di Italia viva, chi non guadagna nei consensi è proprio Renzi. L’ex premier dem resta in coda nel sondaggio di popolarità, senza riuscire nemmeno a superare Silvio Berlusconi. Molto critica anche la posizione di Nicola Zingaretti che sembra essere fortemente danneggiato dalle nuove evoluzioni sul fronte dem, così come il partito che cala di oltre tre punti.

(Il Fatto Quotidiano 05/10/2019)

Seehofer lancia l’allarme sugli arrivi dei migranti

L’allarme sull’immigrazione è di quelli pesanti e arriva da chi meno te lo aspetti. Il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, si è reso conto che gli sbarchi dei migranti nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo hanno raggiunto livelli ormai insostenibili. In un rarissimo mea culpa, Seehofer ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Bild che la Germania deve aiutare i governi che più risentono dei flussi migratori, anche perché il rischio che l’attuale situazione possa essere addirittura peggiore di quella del 2015 esiste ed è concreto. “Dobbiamo aiutare di più i nostri partner europei a controllare le frontiere esterne dell’Unione europea – ha detto Seehofer – li abbiamo lasciati soli per troppo tempo. Se non faremo qualcosa, assisteremo a una nuova ondata di rifugiati come nel 2015, forse anche peggio di quattro anni fa”. Omissis. Il problema è che Seehofer non dice come uscire dall’impasse, e si limita a concludere con una classica frase di circostanza che vuol dire tutto e niente: “Lavoreremo con la nuova presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, così da fare il possibile perché tutto non si ripeta”. Una promessa alquanto vaga e aleatoria. Il segnale che qualcosa in Europa sta andando storto arriva dalla GreciaAtene è al collasso e non riesce più a far fronte a quella che ormai è una vera e propria emergenza nazionale. Da quando la Turchia di Recep Tayyp Erdogan ha allentato le maglie, flotte di migranti sbarcano quotidianamente sulle isole greche. I centri di accoglienza sono allo sbando, le condizioni dei rifugiati pessime. Omissis.

(Federico Giuliani Ottobre 2019 Inside Over)

L’Olanda non si chiamerà più Olanda

Omissis. Dopo anni di confusione il governo vuole però dare un’immagine nuova del Paese, più attenta a tutte le sue regioni e meno incentrata su Amsterdam, la sua città più famosa e turistica (nel 2018 è stata visitata da 18 milioni di persone). Il governo spera anche di allontanare un’idea un po’ stereotipata dei Paesi Bassi, legata al quartiere a luci rosse e ai coffee shop dove si può fumare marijuana, di Amsterdam. D’ora in poi, nei documenti ufficiali si userà quindi il nome di Paesi Bassi, secondo un accordo raggiunto dal Comitato per il turismo, il governo e gli imprenditori più importanti. Il nuovo nome sarà ufficialmente presentato al festival musicale di Eurovision, che si terrà nella città olandese di Rotterdam nel maggio del 2020, e durante le Olimpiadi di Tokyo. Cambierà nome anche la nazionale di calcio, nota in tutto il mondo come Holland, mentre il sito del turismo, che al momento si chiama Holland.com, si impegnerà a promuovere tutte le zone del Paese e non solo le più note. Omissis.

(Il Post domenica 06/10/2019)

Erdogan vuole espandersi nel Mediterraneo e ricattare l’Europa

Omissis. Il presidente turco sogna di essere il leader più influente del Mediterraneo orientale. La questione dei giacimenti a largo di Cipro: la vera battaglia Ankara la sta combattendo a suon di trivellazioni. Nelle acque antistanti l’isola di Cipro infatti, vengono scoperti dei giacimenti di idrocarburi tra i più grandi e potenzialmente importanti dell’intero Mediterraneo. Un’occasione troppo ghiotta per Erdogan per implementare la sua politica in questo versante: poter avere anche una minima parte di quei giacimenti, darebbe alla Turchia una forte influenza in questa zona strategica del Mediterraneo. Omissis. Erdogan ha dalla sua non solo le trivellazioni, ma anche un’altra arma forse ancora più importante: quella relativa alla presenza di migranti all’interno del suo territorio. La Turchia da sola ospita tanti profughi, soprattutto siriani, quanti ne ospita l’UE sommando tutti e 28 gli attuali paesi membri. Sono più di 3,5 milioni i migranti presenti, per mantenerli Ankara dal 2016 batte cassa. Dopo la crisi scaturita dalle migliaia di profughi che arrivano nel nord Europa in quell’anno tramite la rotta balcanica, la Germania si fa promotrice di un accordo tra UE e Turchia: tre miliardi di Euro ogni anno vengono versati da Bruxelles al governo turco per mantenere i siriani all’interno del territorio del paese anatolico ed evitare nuove partenze. Omissis. Erdogan, da quando la questione relativa ai giacimenti ciprioti appare sempre più impellente, torna a minacciare di far partire dalle proprie coste migliaia di migranti verso l’Europa. Omissis. Ma, sotto questo fronte, il braccio di ferro è solo all’inizio: è in questo specchio d’acqua del Mediterraneo orientale che le varie parti in causa stanno attuando una delle partite politiche (e non solo) più importanti a cavallo di Europa e Medio Oriente. La minaccia all’Europa: i migranti vengono usati da Erdogan anche in relazione alla crisi aperta lungo il confine siriano. A poche ore dall’inizio dell’operazione “Primavera di pace”, il presidente turco si è scagliato contro l’Europa minacciando esplicitamente il vecchio continente che continua a chiedere di stoppare le azioni militari: “Se continuate a chiamarla ‘invasione’ o ‘occupazione’ – afferma Erdogan – apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati siriani e li manderemo da voi”

(Mauro Indelicato 10/10/201)

Aggressione terroristica a Manchester

Un 41enne di colore ha seminato il terrore nel centro commerciale Arnadale con un coltello simile a un machete. Dopo avere ferito quattro persone, è stato neutralizzato con un Taser. Non è chiaro se sia un estremista islamico.

La città rivede l’incubo del 2017.

( La Verità 13 ottobre 2019)

Lavoro, Club Med cerca personale per i suoi resort: 500 i posti vacanti

Buone notizie per i lavoratori del turismo, arriva una nuova campagna di assunzioni da Club Med, con 500 posizioni aperte per lavorare nei suoi resort.

Le offerte di lavoro sono per professionisti dell’accoglienza, addetti alla reception, camerieri, bartender, addetti alla pulizia delle camere, chef, magazzinieri, istruttori sportivi, DJ, animatori per bambini, estetisti e terapisti di Spa. I lavoratori verranno impiegati nei resort presenti soprattutto in Italia, in Francia e in Portogallo.

(Libero.it 12 ottobre 2019)

UE, nuova Commissione slitterà a dicembre

Lo slittamento della nuova Commissione è un rischio concreto, quasi una certezza. Nella migliore delle ipotesi, infatti, l’insediamento della nuova Commissione europea slitterà di un mese e quindi non potrà avvenire prima del mese di dicembre.

È quanto spiegano fonti europee dopo la bocciatura da parte del Parlamento europeo, anche della candidata francese Sylvie Goulard, la commissaria designata da Emmanuel Macron per rappresentare la Francia nel team di Ursula von der Leyen. Per molti un clamoroso e potente schiaffo al presidente francese e alla tedesca che succederà a Juncker.

Macron, ovviamente, non è rimasto a guardare. Anzi. Ha parlato di una bocciatura frutto di “risentimento, se non di bassezza” e nel corso di una conferenza stampa a Lione ha aggiunto di “non capirne” i motivi. “Mi sono battuto per un portafoglio, ho proposto tre nomi. Mi hanno detto ‘il vostro nome è formidabile, lo prendiamo’, e poi, alla fine, mi dicono ‘non lo vogliamo più’. Bisogna che mi spieghino”, ha commentato il capo dell’Eliseo. Omissis.

(Qui Finanza 11 ottobre 2019)

Comments are closed.

« »