«You Only Live Twice», o: vivere o morire vaccinati oppure no?
Un po’ di umorismo, con riflessione seria
Introduzione satirica
Dopo un lungo periodo di riflessione, finalmente vorrei vaccinarmi contro il Coronavirus. Tuttavia, lo farò solo quando saranno soddisfatte le seguenti condizioni:
- Che mi sia iniettato non solo uno dei tanti vaccini disponibili, ma tutti insieme nella stessa siringa, per la mia sicurezza. Quindi un cocktail di Pfizer/BioNTech, Astra-Zeneca, Johnson&Johnson, Moderna, Curevac, Novavax, Sinopharm e Sputnik V agitato in un unico bicchierone.
- Che si dosi l’intera quantità di questa miscela in modo tale da rendere sufficiente un’unica vaccinazione per tutta la vita, senza dover ricorrere a una seconda, poi terza e quindi quarta o quinta iniezione.
- Che l’UFSP mi rilasci una dichiarazione formale vincolante autenticata che d’ora in poi non potrò più essere infettato né infettare nessun altro.
- Che l’industria farmaceutica mi confermi con atto notarile che qualsiasi «danno collaterale» a breve, medio e lungo termine in seguito alla vaccinazione con i suoi prodotti, specialmente gli effetti tardivi non ancora riconosciuti, siano esclusi al 100%.
- Che mi si confermi che, dopo la vaccinazione, non morirò di Coronavirus o di qualche altra malattia di qualsiasi tipo o di vecchiaia.
Se tutte queste condizioni saranno soddisfatte, mi convincerò a farmi vaccinare e, nel caso la morte subentri comunque, lascerò nel mio testamento il mio intero patrimonio al Consiglio federale per utilizzarlo a favore della Confederazione.
Ronco
Riflessione seria
Questa introduzione prima vista satirica di Ronco, che sembra molto critica nei confronti della vaccinazione, può far riflettere, ma contribuisce un po’ a sciogliere i nodi della discussione – che attualmente sta degenerando nel caos – sulla spinosa questione dell’obbligo vaccinale di fatto introdotto tramite certificato. Pertanto, vorrei aggiungere qui di seguito una seria riflessione su questo tema. Io stesso, che ho 73 anni, mi sono fatto vaccinare – anche se a malincuore e rimanendo estremamente scettico sull’effetto – ma ho la massima comprensione per tutti coloro che non vogliono farlo, viste tutte le incertezze che ciò comporta. Mia moglie, per esempio, medico in pensione, non si fa vaccinare.
Perché nessuno si ammala o muore a causa del coronavirus stesso. Non è una malattia. Si tratta di un virus che indebolisce le difese fisiche (immunità), soprattutto delle persone anziane, per cui delle malattie preesistenti continuano ad aggravarsi, portando nel peggiore dei casi anche alla morte.
Se non si condividono le preoccupazioni presentate satiricamente nell’introduzione, non c’è motivo di non vaccinarsi, così come si fa abitualmente, per esempio, contro l’influenza, che nel complesso non ha praticamente causato meno morti del Covid-19.
Ma il principio della responsabilità individuale deve essere sostenuto. La decisione individuale di vaccinarsi deve essere lasciata al singolo individuo. Non si deve permettere che sia imposta dallo Stato attraverso misure chiaramente anticostituzionali, come le norme di certificazione obbligatoria, quindi tramite un obbligo statale indiretto di vaccinazione.
Perché allora, dopo il quasi-divieto de facto di fumare (assolutamente valido in tutti i locali pubblici), che è già stato imposto per ragioni di salute pubblica, seguirà un divieto di bere birra e vino e poi di mangiare carne, e una regolamentazione del fitness tramite i premi di assicurazione sanitaria più alti, ecc.? Questo si tradurrà in un obbligo imposto dallo Stato di vivere una vita «più sana»? Se questa devastante pratica statale sfugge di mano, non è affatto sorprendente che ciò scateni una guerra di religione e porti a una pericolosa spaccatura della società, come sta attualmente succedendo.
Tutti dobbiamo morire un giorno, Coronavirus e vaccinazione o no. Si vive solo una volta e non – come dice il titolo di questo articolo con riferimento al film di James Bond – «solo due volte». Invece, si può morire comunque due volte: la prima politicamente come cittadino responsabile, quando in un sistema a democrazia diretta come il nostro si accetta semplicemente e senza critiche qualsiasi misura statale coercitiva che si suppone giustificata dalla politica sanitaria. La seconda volta in ogni modo, quando giunge l’ora.
Nella votazione del 28 novembre sulla modifica della legge Covid 19, io, anche se vaccinato, voterò quindi con convinzione un deciso NO, per ragioni fondamentali.
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