Votazioni federali del 20 ottobre 2019

Ott 18 • L'opinione, Prima Pagina • 207 Views • Commenti disabilitati su Votazioni federali del 20 ottobre 2019

Arch. Vittorio Pedrocchi, Locarno

I temi di rilevanza nazionale, quali l’accordo quadro con l’UE, il miliardo e mezzo di “coesione”, il non riconoscimento dell’equivalenza borsistica nazionale, la libera circolazione senza limiti ecc., sono stati furbescamente e anche un po’ ingenuamente rimandati dal Consiglio federale al dopo-esito delle votazioni federali del 20 ottobre 2019, come dire … “stiamo a vedere cosa succede…”

E altrettanto, tali fondamentali tematiche sui futuri assetti nazionali sono state scientemente e molto maldestramente ignorate nei programmi elettorali di tutti i partiti impegnati nella campagna politica, farciti da promesse poi regolarmente disattese; unica eccezione l’UDC, la sola interprete della volontà della stragrande maggioranza del popolo svizzero che vuole conservare la sua libertà, la sua indipendenza, la sua sovranità.

Il disegno, a questo punto è evidente, perverso e pure un po’infantile: i partiti, a elezioni concluse, non avendo voluto esternare prese di posizione chiare e inequivocabili prima del voto, ritengono in tal modo di poter approvare – come del resto è avvenuto negli ultimi decenni nel disprezzo più indecente della Costituzione – le imposizioni esternate dagli influenti poteri economici presenti sul territorio elvetico e di cui molti parlamentari siedono nei Consigli d’Amministrazione.

È da molto tempo, del resto, che i cittadini svizzeri non si sentono più rappresentati dai parlamentari che siedono nelle Camere federali e a cui, con il loro voto, continuano a dare la fiducia più immeritata; fiducia regolarmente tradita e disprezzata quando si tratta di difendere i veri interessi del popolo e della nazione.

Ci si spieghi come fa, per esempio, un noto parlamentare del PS (e con lui tanti altri), che siede in 22 consigli d’amministrazione di multinazionali con sede in Svizzera e quindi lautamente foraggiato economicamente, a rappresentare gli interessi e il bene del paese quando questi sono negati per principio dalle rispettive direzioni che egli rappresenta?

Come fa questo personaggio che apertamente, durante l’ultima trasmissione di “Arena”, non ha avuto problemi a dichiarare la sua disponibilità a firmare anche domani il famigerato accordo quadro con l’UE?

Cito a questo punto la nota, attualissima e inconfutabile parabola evangelica enunciata duemila anni fa: disse Gesù: “nessun servo può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; non potete servire Dio e Mammona…”

Ci si spieghi come fanno i CEO di tutte queste multinazionali, quasi tutti stranieri, a manifestare il benché minimo interesse per il paese che li ospita, quando il loro unico, fondamentale, irrinunciabile e insaziabile scopo è quello di accumulare miliardi e miliardi ancora?

Sono i poteri economici, quindi, i veri, unici, scaltri e poco appariscenti burattinai, tramite i loro consiglieri d’amministrazione che siedono nei parlamenti, che in realtà determinano e manipolano a loro piacimento il potere politico della nazione; una modalità abbietta e perversa del resto collaudata, per diffondere tra la popolazione  in occasione di ogni chiamata alle urne,  in caso di rifiuto dei loro insaziabili interessi miliardari, un vero terrorismo economico.

L’invito al cittadino libero, indipendente e fiero di essere svizzero, a questo punto è chiaro, evidente: sappia, con queste inoppugnabili premesse, per chi e per quale partito NON VOTARE!

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