Un accordo quadro per sottomettere la Svizzera all’UE

Feb 23 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 1551 Views • Commenti disabilitati su Un accordo quadro per sottomettere la Svizzera all’UE

Piero Marchesi
Presidente UDC Ticino

La sottoscrizione dell’accordo quadro con l’Unione europea causerebbe la morte della democrazia diretta e dell’indipendenza della Svizzera. No, non è un’esagerazione. Quando un Paese sovrano e indipendente come il nostro decidesse di adottare dinamicamente – che in verità significa automaticamente o sistematicamente – il diritto internazionale, rinuncerebbe di fatto all’autodeterminazione. È contrario ai principi della Svizzera dove il suo popolo, il Sovrano, è chiamato a esprimersi su svariati temi che toccano la vita comune. Con l’accordo quadro la Svizzera non potrà più adottare leggi in contrasto con il diritto internazionale e ben peggio, dovrà adeguarsi ai cambiamenti legislativi decisi da Bruxelles senza poter influire sui contenuti. Questo avrebbe una grave ripercussione in particolare sull’immigrazione, perché ad esempio non sarebbe più possibile espellere i criminali stranieri e attuare una preferenza indigena nel mercato del lavoro. Equivarrebbe ad aprire ai ladri le porte di casa nostra, lasciarci saccheggiare, limitandoci a guardare. A pagarne le spese in particolare saranno i Cantoni di frontiera come il Ticino, che da anni subisce le conseguenze della libera circolazione delle persone. I lavoratori frontalieri in dieci anni sono passati da 30’000 a 65’000 unità e, sommati ai lavoratori stranieri, hanno oramai superato quelli svizzeri (50,2% a fine 2018). I ticinesi senza lavoro sono in continuo aumento ed è sempre più difficile fornire una prospettiva futura ai giovani del Cantone. I costi sociali causati dalla libera circolazione sono esplosi e non è neppure stimabile il danno economico e sociale che si accumulerà nei prossimi decenni. Il giovane che non lavora non è autosufficiente, farà fatica a formarsi una famiglia e non potrà garantirsi attraverso la previdenza professionale una vecchiaia economicamente sostenibile. Sarà ancora lo Stato a dover intervenire con i soldi dei contribuenti. La sottoscrizione dell’accordo istituzionale peggiorerà ulteriormente le condizioni quadro perché salteranno anche quelle poche protezioni dei lavoratori ticinesi, rendendo il danno sociale ancora peggiore. Care e cari svizzeri, non dobbiamo farci illudere da chi ha sempre considerato un’opportunità questa standardizzazione della Svizzera all’Europa, abbiamo potuto appurare più volte che mentivano sapendo di mentire. Lo fanno pure ora affermando che se non firmassimo l’accordo quadro avremmo grosse difficoltà nei rapporti con l’Unione europea. La Svizzera deve rimanere un Paese sovrano e indipendente, per questo dobbiamo lottare contro qualsiasi tentativo di sottomissione, che una volta avveniva con la forza e le guerre, oggi con accordi capestro.

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