Stupido popolo?

Apr 18 • L'opinione • 1840 Views • Commenti disabilitati su Stupido popolo?

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Riflessioni politologiche sul risultato del 9 febbraio della votazione sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa

 

Il 9 febbraio l’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa è stata accettata dalla maggioranza di popolo e cantoni, a sorpresa di molti e a costernazione di alcuni. Da allora, gli oppositori all’iniziativa hanno fatto a gara – considerato l’esito tirato della votazione – ad esprimersi con scenari catastrofici e alti lai sul “passo falso di un popolo votante accecato dal populismo”. Ci sono persone dell’avviso che lo stupido popolo non abbia capito correttamente la problematica e che perciò auspicano un’applicazione “light” o addirittura una ripetizione della votazione in altra forma (SÌ o NO all’Europa). Permettetemi qui di seguito qualche riflessione politologica. Faccio capo a tre importanti documenti: VOX-Nachbefragungen zur Abstimmung über die Masseneinwanderungsinitiative (sondaggi VOX sulla votazione sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa), analisi sulle campagne inserzionistiche dell’Università di Berna (Progetto Année politique suisse), e rapporto della Commissione di controllo parlamentare dell’amministrazione CPA all’indirizzo della CdG.

 

„Presa in considerazione la rottura con l’Europa“

 

Così, per esempio, titolava rammaricata la NZZ del 4 aprile in merito ai risultati dell’analisi VOX. Il giornale, che ha combattuto all’ultimo sangue l’iniziativa, ammette così giustamente che i cittadini erano perfettamente in chiaro circa i possibili rischi concernenti i rapporti con l’UE e che la crescente apertura in politica europea viene recepita come una minaccia. I cittadini presunti “stupidi” hanno perciò saputo molto bene su cosa stavano votando.

 

I cittadini vittime della propaganda di voto?

 

Quante volte si è accusata l’UDC di vincere le votazioni solo grazie all’impegno finanziario di Christoph Blocher nella propaganda, perché il cittadino se ne lascerebbe influenzare. La votazione del 9 febbraio dimostra il contrario: secondo analisi dell’Università di Berna, tre quarti delle inserzioni inerenti all’iniziativa contro l’immigrazione di massa sono state effettuate dal fronte degli oppositori. I cittadini presunti “stupidi” non si lasciano quindi manipolare da qualsivoglia propaganda a pagamento. 

 

I piagnistei sull’astinenza dalle urne della gioventù

 

Ci si è poi lamentati dappertutto nei media che i giovani sarebbero stati in maggioranza contrari all’iniziativa ma che, con la loro bassa partecipazione al voto (17%) sarebbero proprio loro i colpevoli dell’esito “fatale” della votazione. È peraltro totalmente sbagliato affermare, come ha fatto l’istituto GfS di Berna di Claude Longchamp – sui cui sondaggi si basavano le analisi VOX – che i giovani vanno a votare meno spesso. Le ultime ricerche dimostrano il contrario (vedi per esempio l’articolo nella NZZ am Sonntag del 13.04.2014 a titolo “Stimmfaule Jugend? Ganz im Gegenteil! (Gioventù senza voglia di votare? Al contrario!). Ben oltre il 40% dei (quindi assolutamente non così svogliati) giovani ha votato SÌ, il che, considerata la situazione di partenza (UDC completamente sola contro tutti gli altri), è un risultato notevole e da prendere sul serio. Ben oltre l’UDC, hanno votato a favore della sua iniziativa anche i giovani di altri schieramenti politici.

 

È stato il Ticino l’ago della bilancia?

 

In Ticino ci si vanta un po’ che i SÌ ticinesi sarebbero stati decisivi in questa votazione. Potrebbe anche essere così, visto l’esito di misura, ma questa riflessione è doppiamente problematica.

L’argomentazione ticinese è comprensibile, perché viene avanzata nella speranza che, grazie ad essa, il cantone meridionale abbia finalmente un maggiore ascolto nella Berna federale.  Ma dà anche dei falsi segnali: perché l’immigrazione di massa e la libera circolazione delle persone sono lungi dall’essere un problema esclusivamente ticinese, per la cui soluzione solo i Ticinesi devono rivolgersi in ginocchio alla Berna federale. Il problema tocca tutto il paese. E se la votazione è stata vinta, non lo è stata (solo) grazie ai Ticinesi, bensì perché la consapevolezza delle problematiche tematizzate innanzitutto da UDC Svizzera (inclusa l’espulsione degli stranieri criminali) è cresciuta con il tempo anche in quelle regioni (e soprattutto nelle città) che finora dogmaticamente votavano contro l’UDC.

 

Dubbia correttezza degli oppositori

 

Un rapporto pubblicato a inizio aprile 2014 del Controllo parlamentare dell’amministrazione (CPA) all’indirizzo delle Commissioni della gestione (CdG) critica aspramente l’applicazione della libera circolazione delle persone. Circa l’8% degli immigranti dall’UE/AELS, venuti in Svizzera ufficialmente a titolo di lavoratori retribuiti, non ha lavorato qui un solo giorno, rimanendo tuttavia nel paese oltre un anno quali presunti lavoratori. Un ulteriore 13% è rimasto senza lavoro per almeno due mesi all’inizio del suo soggiorno, nonostante già al momento dell’entrata avrebbe dovuto presentare un contratto di lavoro valido. Eccetera. 

 

Questo rapporto del CPA esiste già da novembre dello scorso anno. Secondo la NZZ, a quanto si dice una pubblicazione immediata sarebbe stata possibile, ma gli avversari dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa all’interno della CdG l’avrebbero impedita. Perfino la NZZ – favorevole all’immigrazione di massa – ha trovato ciò “sconcertante”. Di fatto, se queste “benedizioni” della libera circolazione delle persone fossero state rese note prima, il SÌ all’iniziativa contro l’immigrazione di massa sarebbe risultato ben più netto. Non oso pensare come sarebbe risultata la votazione su Schengen/Dublino se il popolo fosse stato a conoscenza della verità prima di recarsi alle urne (costo 15 volte superiore a quello preventivato, errore fondamentale riguardo alla promessa riduzione della criminalità transfrontaliera e possibilità di rinvio dei richiedenti l’asilo secondo Dublino, ecc.).

 

Perciò, chi prende a pretesto il risultato di misura della votazione per ostacolare l’applicazione o addirittura per chiedere una nuova votazione sullo stesso tema, prende il popolo svizzero per stupido e ne pagherà lo scotto alle prossime elezioni.

 

Comments are closed.

« »