Ridurre subito i costi energetici per i privati e le aziende

Mag 13 • L'opinione, Prima Pagina • 185 Views • Commenti disabilitati su Ridurre subito i costi energetici per i privati e le aziende

Walter Wobmann (Consigliere nazionale UDC)

A causa della guerra in Ucraina, i prezzi del carburante sono aumentati massicciamente anche in Svizzera. Si riduce anche il potere d’acquisto. Questo grava sempre più sul commercio e l’industria e sul ceto medio. Mentre la sinistra vuole usare la crisi per una ridistribuzione ancora maggiore e per allargare lo Stato sociale, l’UDC chiede che i prezzi della benzina, del diesel e del gasolio da riscaldamento vengano ridotti rinunciando temporaneamente a parte delle tasse. Questo potrebbe portare a una massiccia riduzione del prezzo del carburante. Il gruppo parlamentare UDC alle Camere federali ha presentato varie proposte in tal senso. Per raggiungere una soluzione rapida, è necessario tenere una sessione straordinaria.

I prezzi del carburante sono aumentati in maniera vertiginosa e i costi aggiuntivi sono alla fine sostenuti dai consumatori. Di conseguenza, le persone anziane, le famiglie e coloro che dipendono da un’auto presto non potranno più permettersi la mobilità e il riscaldamento. Mentre i nostri paesi vicini abbassano i prezzi della benzina e del diesel, il Consiglio federale non fa nulla per combattere la perdita di potere d’acquisto dei cittadini in Svizzera.

La sinistra e i sindacati vogliono usare la crisi per una maggiore ridistribuzione, per aumenti salariali generali e un’espansione dello Stato sociale. Dal punto di vista dell’UDC, tuttavia, l’imminente inflazione deve essere combattuta con uno sgravio e non con la ridistribuzione. Il gruppo parlamentare dell’UDC alle Camere federali ha presentato delle mozioni in questo senso sia in Consiglio nazionale che al Consiglio degli Stati. Per garantire che vengano affrontati rapidamente, chiederemo anche una sessione straordinaria.

In termini concreti, le nostre proposte prevedono sgravi fiscali per privati e aziende. Per esempio, nella mozione Wobmann 22.3281 «Sgravare il ceto medio a seguito del forte aumento dei prezzi di benzina e diesel. Aumentare a 6000 franchi la deduzione delle spese professionali per il trasporto dal domicilio al luogo di lavoro» (Consiglio degli Stati: Mozione Salzmann 22.3228).

Oggi, i pendolari che dipendono da un’auto possono dedurre dalle tasse solo un massimo di 3000 franchi per le spese di viaggio da e per il luogo di lavoro. L’aumento dell’importo massimo a 6.000 franchi alleggerirebbe l’onere per i lavoratori con un lungo tragitto per andare al lavoro. Contrariamente ai pendolari che viaggiano con il trasporto pubblico, gli impiegati che dipendono da un’auto devono pagare molto di più per la loro mobilità.

Tasse più basse sono richieste anche dalla mozione Giezendanner 22.3255 «Misure di sgravio a favore della popolazione e dell’economia” (Consiglio degli Stati: mozione Chiesa 22.3244). Il Consiglio federale è incaricato di presentare al parlamento un pacchetto di sgravi temporanei per l’imposta sugli oli minerali su carburanti e combustibili. Se il conflitto in Ucraina e gli alti prezzi dell’energia che ne conseguono persisteranno per un periodo di tempo più lungo, saranno prevedibili gravi conseguenze per la popolazione e l’economia.

Poiché si prevedono ulteriori crisi energetiche in futuro in vista del fallimento della Strategia energetica 2050, la mozione Wobmann 22.3280 «Misure di sgravio a favore della popolazione e dell’economia» (Consiglio degli Stati: mozione Knecht 22.3243) chiede un meccanismo che preveda la riduzione dell’imposta sugli oli minerali in caso di crisi – ma senza intaccare le spese vincolate, per esempio, per le infrastrutture delle ferrovie o delle strade nazionali.

C’è urgente bisogno di sostegno anche per le spese di riscaldamento. Gli alti costi energetici colpiscono soprattutto la popolazione più povera e il ceto medio. La mozione Imark 22.3289 «Ridurre l’aumento esplosivo dei prezzi di benzina, diesel e combustibile per il ceto medio e il settore commerciale” (Consiglio degli Stati: 22.3356 Mozione Chiesa) prevede quindi una riduzione di almeno il 50% – nell’imposta sugli oli minerali su carburanti e combustibili, l’obbligo di compensazione di CO2 (pagamento compensativo) e l’IVA. Questo per un massimo di 4 anni.

 

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