F-35: Attenzione allo schianto!

Dic 10 • L'opinione, Prima Pagina • 324 Views • Commenti disabilitati su F-35: Attenzione allo schianto!

Rolando Burkhard

Benjamin Franklin: «If you fail to plan, you are planning to fail»

Da qualche tempo, le nostre autorità federali, il DDPS in primis, hanno annunciato l’intenzione di acquistare, per il rinnovamento urgente delle nostre forze aeree, un totale di 36 aerei ad alte prestazioni F-35 da un produttore americano. Il progetto ha suscitato diffidenza. I circoli di sinistra hanno già lanciato un’iniziativa contro l’acquisto. La loro iniziativa politica si realizzerà senza dubbio, per cui ci si può aspettare un altro referendum sull’acquisto degli aerei. L’opposizione di sinistra (un comitato composto dal PS, dai Verdi e dal Gruppo per una Svizzera senza esercito) all’acquisto di aerei è puramente ideologica. Non si tratta tanto del tipo di aereo, ma di indebolire l’esercito e persino di abolirlo completamente a tappe.

Una ragione in più per le autorità di dimostrare chiaramente la necessità dell‘acquisto. Altrimenti, il prossimo referendum difficilmente sarà vinto. Perché ci sono al momento davvero troppe domande senza risposta, che non sono affatto poste solo dalla sinistra ideologica. Eccone alcune. Sto deliberatamente giocando all’avvocato del diavolo, menzionando gli argomenti che inevitabilmente verranno opposti al DDPS da sinistra, ma anche da destra.

Informazioni confuse sui costi

Il DDPS aveva inizialmente annunciato il costo dell’acquisto di questi 36 jet per poco più di 5 miliardi. Qualche giorno fa, l’importo è stato improvvisamente rivisto al rialzo a più di 6 miliardi. Solo Dio sa se questi includano tutti i costi (per la manutenzione, i pezzi di ricambio, la formazione dei nostri piloti, ecc.) 6 miliardi: un 6 seguito da 12 zeri. Volevo scoprire matematicamente quanto sarebbe costato uno solo di questi gioielli tecnologici. Beh, la mia piccola calcolatrice, che uso per sommare i miei pagamenti quotidiani, purtroppo riesce a calcolare solo fino a 8 cifre. Una pecca, perché con essa non ho mai potuto comprendere veramente la spesa totalmente fuori controllo per il nostro Stato sociale, che è ancora di un intero numero decimale superiore ai 6.000.000.000.000 di franchi svizzeri destinati ai super jet. L’ho quindi semplicemente calcolato manualmente: un solo esemplare di questi jet delle meraviglie ci costa (cifre attuali, con riserva di ulteriori aumenti di prezzo!) circa 168 milioni di franchi. Ho dovuto deglutire tre volte: basta una piccola disattenzione di un pilota e 168 milioni di franchi sono carbonizzati!

È davvero necessario questo costoso acquisto?

Non ne sono tanto sicuro. A suscitare i miei dubbi, non è tanto la questione dell’importo totale per l’acquisto – per il quale il DDPS sta giocando con noi un po’ al «gatto col topo» – quanto piuttosto l’urgenza dell‘acquisizione di tali super (-costosi) aerei per la nostra sicurezza. Così, sono indeciso. Ecco le mie riflessioni:

Una cosa è chiara, vale a dire che le nostre forza aeree hanno bisogno di rinnovare la flotta di velivoli che stanno invecchiando. Ma a quale scopo, mi chiedo? Perché lo scopo determina anche la scelta del tipo di aereo. È chiaro che abbiamo sempre bisogno di una forza di polizia aerea funzionante. Ma questo non richiederebbe necessariamente un aereo da combattimento di quinta generazione altamente equipaggiato come l’F-35, perché sarebbero sufficienti dei modelli meno sofisticati. E allora? Sicuramente non vogliamo attaccare nessuno con i nostri 36 bombardieri «stealth» altamente armati e schermati da radar, ma semplicemente vogliamo essere in grado di difenderci efficacemente nel caso dovessimo essere attaccati da qualcuno.

E allora ci si può chiedere:

Un attacco aereo alla Svizzera (da parte di chi?) sembra abbastanza improbabile per molti anni a venire (e, se del caso, sarebbe anche prevedibile con largo anticipo). Questo, perché una sovranità aerea sulla Svizzera e/o bombardare/distruggere il nostro paese non sarebbe di alcuna utilità per un nemico. Se si volesse invadere il nostro paese, allora sarebbe necessario conquistare il territorio il più intatto possibile, con forze di terra. Inoltre, anche con 36 jet ad alte prestazioni, non saremmo comunque in grado di fare molto per contrastare un massiccio attacco aereo nemico.

Non sarebbe allora molto meglio investire in un’eccellente difesa aerea da terra (terra-aria), o in una difesa aerea con elicotteri di grande capacità (aria-aria)? Israele, per esempio, produce missili adeguatamente efficaci. Questi elicotteri potrebbero essere adeguatamente equipaggiati per la difesa aerea e potrebbero essere portati in posizione di lancio nelle regioni di confine in tempo utile. Nel frattempo, potrebbero anche essere utilizzati per trasporti interni urgenti su larga scala (per esempio in caso di catastrofi) in tempi di pace. Sarebbe necessario addestrare un numero corrispondente di piloti di elicotteri e di specialisti nella difesa aerea, invece di una manciata di piloti ad alte prestazioni per i 36 F-35.

Oltre alla difesa aerea – come già spiegato e motivato – la difesa terrestre dovrebbe essere almeno mantenuta al livello attuale o, meglio ancora, ampliata: penso a un potenziamento delle forze corazzate, dell’artiglieria e della fanteria. E si potrebbe forse – per favore non ridete ora, perché sono abbastanza serio – anche riattivare le abolite truppe di ciclisti. I ciclisti: non sono pretenziosi piloti di alte prestazioni, ma combattenti vicini alla gente, che possono essere schierati senza alta tecnologia e persino senza benzina, per la gioia dei nostri attivisti climatici, anche di notte (a una distanza fino a 50 km, formavano la forza schierabile più rapidamente assieme alle truppe locali di granatieri, che conoscevano molto bene il territorio, per combattere le truppe nemiche già penetrate, e gli atti di sabotaggio); i ciclisti erano quindi anche rispettati a livello internazionale, persino temuti, il loro potenziale deterrente era notevole. Non dimentichiamo una cosa: i Talebani, vicini al popolo, hanno vinto la guerra d’invasione per mezzo di combattimenti a terra, nonostante la supremazia aerea statunitense praticamente assoluta.

Lo ammetto: non sono uno specialista in materia militare. Ho fatto la mia «carriera» militare con i ciclisti e con le truppe carriste, arrivando solo al grado di maggiore nella polizia militare. Le mie opinioni sui bisogni e le possibilità della nostra difesa possono quindi essere approssimative e, verosimilmente, avversate se non addirittura un po’ ridicolizzate dai professionisti.

Politica di sicurezza intelligente significa anche avere pronto un piano B

Tuttavia, in vista della possibile sconfitta in votazione popolare (come per l’acquisto del «Gripen»), credo che valga la pena dare più peso alla questione della motivazione nell’attuale battaglia politica sull’acquisto dell’F-35. Oggi, e non solo a sinistra, la proposta sembra rispondere piuttosto ai desideri di disporre di un giocattolo da parte di generali ambiziosi che non vogliono apparire in ritardo in termini di tecnologia di volo rispetto alle controparti straniere, che non a soddisfare le reali esigenze della nostra difesa.

Quindi penso che l’ammonimento di Benjamin Franklin «If you fail to plan, you are planning to fail» (Se non riesci a pianificare, stai pianificando di fallire) sia giusto.  Perciò, il DDPS e le autorità dovrebbero iniziare a pensare già oggi a un’alternativa, una sorta di piano B, pronto nel cassetto in vista del «worst case».

Magari sotto forma di un controprogetto preparato considerando le richieste dell’iniziativa.  Non penso tanto a una proposta alternativa per l’acquisto di un altro dei jet da combattimento in valutazione, ma a un concetto globale di politica di difesa, magari tenendo conto delle mie modeste proposte per una migliore difesa aerea e terrestre. Questo, anche per non rinunciare ai crediti concessi all’esercito, aprendo la strada all’abolizione dello stesso, cioè per evitare che i 6 miliardi concessi vengano dirottati – sotto la pressione socialista – nel già superdotato pentolone dei fondi per il nostro esagerato aiuto sociale.

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