Presa di posizione di HelvEthica Ticino sul Summit al Bürgenstock

Giu 28 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 43 Views • Commenti disabilitati su Presa di posizione di HelvEthica Ticino sul Summit al Bürgenstock

Pubblichiamo qui di seguito un comunicato del movimento «HelvEthica Ticino» con il quale concordiamo al 200%

«Non tutti i percorsi che possiamo immaginare oggi consentono alla Russia di partecipare». Con questa affermazione, al limite del grottesco, il consigliere federale Cassis conferma l’inusitata inconsistenza di questo Consiglio federale e di alcuni suoi esponenti in particolare.

Come sia possibile anche solo concepire un qualsivoglia dialogo di pace tra due belligeranti in assenza di uno di essi, sfugge alla logica. Votato al fallimento, il summit al Bürgenstock si è confermato tale, e pure in modo imbarazzante. Si rimane basiti nel constatare come persone senzienti, che ricoprono cariche di alta responsabilità, possano immaginare di spendere milioni di denaro dei contribuenti per un summit che altro non è stato che una commedia degli orrori, con assenze significative, presenze fulminee, carenza di qualsivoglia processo costruttivo o decisionale ma che, soprattutto, porta la firma dello sceneggiatore di Washington a cui il Consiglio federale mostra ormai da tempo di essere fedele più di quanto non lo sia nei confronti dei suoi cittadini e della Costituzione Svizzera.

In flagrante violazione della neutralità sono state imposte sanzioni a un paese belligerante, dal quale ora si pretende peraltro che riconosca il nostro paese come affidabile medium imparziale ai fini del processo di pace.

In flagrante violazione della neutralità si reiterano esercitazioni con la NATO, non perdendo occasione per suggerire la pressante necessità di collaborare con questo organismo, dichiaratamente di parte e ben attivo sul fronte ucraino, sempre contro lo stesso paese belligerante che subisce le nostre sanzioni.

Un triste spettacolo di sussiego al padrone di Washington che i cittadini svizzeri non possono più tollerare. Il signor Cassis e la signora Amherd abbiano il coraggio di far seguire fatti consistenti ai loro proclami di neutralità, oppure si dimettano, perché a questo punto si può persino temere che simili azioni politiche mettano in pericolo l’incolumità della Svizzera, trascinata a forza in un conflitto che non le appartiene e che la grande maggioranza dei cittadini sa bene di non volere.

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