Funivia Alta Vallemaggia – Leventina: ritirato il relativo messaggio

Giu 28 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 40 Views • Commenti disabilitati su Funivia Alta Vallemaggia – Leventina: ritirato il relativo messaggio

Lo scorso 19 giugno, il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha ritirato il Messaggio Nr. 8358 del 15 novembre 2023. L’oggetto si riferiva al credito, di franchi 800’000 per l’elaborazione del progetto di massima del collegamento Alta Vallemaggia – Leventina tramite una funivia tra Fusio e Ambrì.

Da mesi, regolarmente sulla stampa cantonale leggiamo articoli, a favore o contro questo avveniristico progetto, che collegherebbe le due valli.

In data 30 aprile 2019, il Consiglio di Stato incaricava il Dipartimento del territorio di procedere a uno studio di fattibilità per determinare le potenzialità e le possibili soluzioni sostenibili per un collegamento tra l’Alta Vallemaggia e la Leventina. Per allestimento dei mandati necessari di tale studio vennero, già allora, stanziati 350’000 franchi!

I costi per la realizzazione di questo progetto sono stimati in trentatré milioni di franchi, con un’approssimazione del 30%, mentre i costi d’esercizio e di manutenzione ordinaria a 1’500’000 di franchi l’anno e i costi di manutenzione straordinaria a franchi 400’000 annui.

In Vallemaggia l’Associazione Comuni di Vallemaggia (Ascovam) e Antenna Vallemaggia sono state subito favorevoli a questo progetto, e anche al metrò alpino Bosco Gurin – Val Formazza (di cui scriveremo in un prossimo articolo). Verso lo scorso 20 novembre, fu organizzata dai due enti a Cavergno, una giornata di riflessione. All’incontro parteciparono rappresentanti dei Municipi, Patriziati e associazioni, deputati al parlamento cantonale e privati cittadini. Naturalmente il consenso, se non fu unanime, fu ampio.

Le giustificazioni addotte dall’esecutivo cantonale per il ritiro del messaggio sono le seguenti:

  • l’approfondimento per la realizzazione della funivia in concomitanza con altri progetti infrastrutturali, coordinando le tempistiche e sfruttando le relative sinergie;
  • approfondire l’impatto dell’inserimento della funivia nella rete di trasporto pubblico;
  • confrontare i costi di manutenzione e gestione con altre infrastrutture di trasporto stradali e ferroviarie indicandone l’indotto dei posti di lavoro creati.

Fra le voci contrarie a questo progetto vi è stato il capogruppo dell’UDC, Sergio Morisoli, che così si è espresso: «Questo passo rappresenta una vittoria per la responsabilità finanziaria e una coerenza del governo alla chiara indicazione ancora recentemente fornita dai Ticinesi, ovvero che non tollerano più lo spreco di denaro pubblico per progetti esagerati, esorbitanti e, come in questo caso, pure inutili.                               

Le recenti votazioni popolari hanno dimostrato ancora una volta la volontà dei cittadini di imporre una maggiore disciplina finanziaria, sia sulla spesa corrente, sia sugli investimenti.

UDC Ticino è fermamente convinta che il Cantone debba focalizzarsi su una gestione oculata delle risorse, evitando di avviare progetti superflui e onerosi che non portano alcun beneficio concreto alla popolazione.

Il forte sostegno al decreto Morisoli, l’opposizione alle misure compensatorie della cassa pensione, che ha sfiorato di poco la maggioranza, la netta bocciatura dell’acquisto dello stabile EFG e l’approvazione della riforma fiscale, sono chiari indicatori del desiderio di cambiamento dei cittadini. Essi chiedono che il Cantone faccia finalmente i propri compiti finanziari, investendo laddove necessario, ma con la dovuta oculatezza, evitando sprechi e riducendo il prelievo fiscale a carico di cittadini e PMI.

Pertanto, non possiamo che rallegrarci della giusta decisione del Direttore del DT e del Consiglio di Stato di non regalare 800’000 franchi a clientele politiche per un progetto che non vedrà mai la luce, perché non rispetta nemmeno lontanamente gli intenti iniziali, ossia quello di creare un collegamento veicolare tra le due valli.

Le reazioni veementi dei partiti e dei loro rappresentanti alla comunicazione del ritiro del messaggio, non fanno che confermare gli enormi interessi clientelari che si nascondono dietro la voce investimenti pubblici, che questi partiti rappresentano egregiamente.

UDC Ticino continuerà a vigilare e a battersi affinché le risorse pubbliche siano impiegate con saggezza e a beneficio di tutti i cittadini ticinesi».

Pure il portavoce di Movimento Montagna Viva, Germano Mattei, in un comunicato degli scorsi giorni, definisce: «provvida decisione, per un progetto non sostenuto in valle, che crea scetticismo dato che non porterebbe che altri problemi, nessuna soluzione – eccetto che per Fusio -, per il futuro della Lavizzara ci vuole ben altro. La soluzione auspicata è la galleria monotubo a semafori o pure con treno navetta.

Impatti minimi in tutti i sensi e grande vantaggio per il futuro della Media e Alta Lavizzara. Vantaggi evidenti e misurabili, non teorie, per un possibile sviluppo economico e sociale a lungo termine.

Per concludere, fra le notizie raccolte si dice che la funivia trasporterebbe 60 persone all’ora, ma quanti la utilizzerebbero?»

Vedremo poi se il messaggio, in futuro sarà ripresentato e le eventuali modifiche apportate.

FRG

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