OFIMA: nessuna rinuncia!
Sussidi cantonali
Nel numero del 22 marzo scorso avevamo già scritto ampiamente in relazione al possibile sussidio che la Società Anonima OFIMA, iscritta al registro di commercio ticinese dal 3 gennaio 1950, nel cui attuale Consiglio di amministrazione ci sono ben 8 i ticinesi su 18 membri (ultimo aggiornamento al registro del 10 aprile corrente). Ebbene, OFIMA ha deciso di non rinunciare alla richiesta di sussidio cantonale di un milione mezzo per il restauro globale del palazzo amministrativo situato in via Selva a Locarno.
Questo edificio, quasi tutto in vetro, è un bene culturale di importanza cantonale, ma sul quale la commissione parlamentare del GC chiedeva un passo in dietro, vista la situazione delle finanze del Canton Ticino. L’OFIMA, nel 2023, ha realizzato un utile di 5,3 miliardi! Per rinunciare al sussidio, la società in questione pretendeva in cambio la rimozione dell’edificio dall’elenco dei beni protetti, in quanto la stessa causerebbe alla società una perdita economica dato che vi sono delle limitazioni nello sfruttamento del palazzo.
La commissione, con un rapporto sottoscritto da buona parte dei membri, indica al legislativo cantonale di concedere un importo di soli 510mila franchi, invece che un sussidio cantonale di un milione e cinquecento trentamila franchi.
L’importo che OFIMA destina ai previsti interventi è di circa 14 milioni e mezzo.
Il messaggio del Consiglio di Stato, presentato dal Dipartimento del territorio, è datato 6 dicembre 2023.
L’attuale azionariato delle Officine idroelettriche della Maggia è composto da:
BVKW e Città di Zurigo entrambe con il 10%, AXPO 30%, ALPIQ e IWB con il 12.5% a testa, Ticino 20% e EWB 5%. Il capitale sociale è di cento milioni di franchi, inoltre OFIMA detiene il 50% della società Aegina SA, proprietaria del bacino del Gries e della centrale di Altstafel.
Nel rapporto della commissione della gestione del Gran Consiglio del 5 novembre, leggiamo quanto segue:
«Tuttavia, la vera forza finanziaria di Ofima non si trova tra i dati contabili dell’azienda, ma nei suoi azionisti. Poiché “vendita del prodotto”, ossia l’energia elettrica ricavata dallo sfruttamento delle acque ticinesi, è acquistata dagli azionisti a prezzo di costo. Il vero profitto, pertanto, lo traggono gli azionisti stessi, che perlopiù rivendono il prodotto a prezzi di mercato, evidentemente molto più alti del costo di produzione.
Gli azionisti:
- 30%: AXPO
Con sede a Baden, AXPO è un’azienda svizzera attiva nel settore dell’energia, opera in 30 paesi in Europa e negli Stati Uniti. Ha chiuso l’anno fiscale 2022/2023 con un utile netto di 3,39 miliardi di franchi svizzeri (fonte rapporto annuale 2023), molto superiore ai 594 milioni dell’anno precedente. Un aumento dovuto in parte anche dall’aumento delle tariffe elettriche per la popolazione. Gli azionisti di AXPO sono perlopiù enti pubblici svizzeri.
- 12.5% Alpiq
Alpiq è una delle principali aziende energetiche svizzere, specializzata in produzione, fornitura e trading di energia elettrica. Ha sede a Losanna e opera in diversi paesi europei. Come si evince dal rapporto annuale del 2023, Alpiq ha riportato un utile netto di circa 1.3 miliardi di franchi svizzeri, registrando un notevole aumento rispetto all’anno precedente. Gli azionisti di Alpiq sono EOS Holding SA 33.33%, Schweizer Kraftwerksbeteilgungs-AG 33.33% e “Consorzio azionisti di minoranza svizzeri” l’altro 33.33%; solo nell’ultimo consorzio sono rappresentate alcune realtà pubbliche, gli azionisti sono per la maggior parte privati.
- 12.5% IWB
IWB è un’azienda di servizi pubblici con sede a Basilea, specializzata in fornitura di elettricità, principalmente detenuta dal Canton di Basilea-Città. L’utile netto di IWB nel 2023 è di 128 milioni di franchi svizzeri (fonte IWB Annual Report 2023).
- 10% BKW
BKW è un’importante azienda svizzera che opera nel settore dell’energia, con sede a Berna. Il Canton Berna è il principale azionista (46%), affiancato da altre entità pubbliche e private. Dal rapporto 2023 si evince che ha registrato il secondo miglior utile netto della sua storia: 488 milioni di franchi svizzeri.
- 5% EWB
EVB (o Energieversorgung Basel AG) è una società di fornitura di energia con sede a Basilea. Si occupa principalmente di distribuzione di energia elettrica. I principali azionisti sono la città di Basilea e altri comuni circostanti. Si tratta, rispetto agli altri azionisti, di una realtà molto più contenuta (fatturato di 1,98 milioni di franchi). Ciononostante, è significativo il fatto che ha conseguito un utile netto di 116’750 franchi, “grazie” all’aumento dei prezzi dell’energia. Tutto ciò si evince dal rapporto annuale di EVB 2023.
Altri azionisti sono per il 20% il Canton Ticino e la città di Zurigo con il 10%.
Tutte le aziende azioniste hanno vissuto una congiuntura, nel 2023, estremamente positiva, aumentando significativamente gli utili dell’anno precedente. Una situazione dovuta, tra le vari aspetti, anche all’aumento delle tariffe elettriche per la popolazione.
Sommando gli utili netti delle aziende detentrici del 70% delle azioni di OFIMA, per l’anno 2023, arriviamo ad un dato approssimativo di 5’306’000’000 di franchi svizzeri.
È utile ripeterlo e riformularlo, per favorire la comprensione e non destare il sospetto che vi sia un errore di battitura: l’utile netto nel 2023 delle aziende azioniste di OFIMA è di 5 miliardi e 306 milioni di franchi svizzeri.»
In questo rapporto troviamo poi: «Nel capitolo 3 si è ampiamente dimostrato che non solo l’azienda OFIMA gode di ottima salute finanziaria, ma i suoi azionisti sono veri e propri colossi economici. Questa considerazione della situazione economica del proprietario permette alla Commissione di abbassare l’aliquota del sussidio. Va precisato che nella Legge non vi è una soglia minima, ma è verosimile ritenere che un abbassamento dal 30% al 10% dell’aliquota sia largamente tollerabile in termini di tenuta giuridica e all’interno del margine di ponderazione che il legislativo ha tra le sue facoltà.
Oltre alla ponderazione della forza economica del richiedente, la Commissione ha pure tenuto in considerazione il cambiamento di prassi dell’Ufficio dei beni culturali, che a seguito della riduzione di oltre il 20% del fondo d’investimenti (passato da 13.7 a 10.7 mio nell’attuale legislatura) ha comportato in forma generalizzata una riduzione dell’aliquota.»
Il rapporto della Commissione della gestione, relatore Fabrizio Sirica (PST) è firmato con riserva da Agustoni (Centro), Caroni (Centro) e Galeazzi (UDC).
FRG
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