NO alla creazione di dipendenze

Gen 21 • Prima Pagina • 169 Views • Commenti disabilitati su NO alla creazione di dipendenze

Affinché i nostri media non si trasformino in «Pravda» al servizio del regime

Quali «quarto potere» nello Stato, i media hanno il compito di creare trasparenza e di sorvegliare le autorità. Ecco perché i media devono essere indipendenti – soprattutto di fronte ai tentativi dello Stato di influenzarli. L’indipendenza giornalistica è il loro bene più prezioso. Sarebbe sbagliato e pericoloso che lo Stato ponga i media sotto il suo controllo. La democrazia e lo Stato di diritto ne sarebbero gravemente danneggiati. I media devono continuare a controllare lo Stato – e non viceversa. 

La molteplicità mediatica è importante per la democrazia. Il cambiamento strutturale costituisce certamente una grande sfida per i media, ma questo settore deve (e può) assumersi questo compito in maniera indipendente e sotto propria responsabilità. Il mercato e la concorrenza devono assicurare la molteplicità dell’offerta. Questo compito non può in alcun caso essere delegato all’amministrazione federale.

Un comitato parlamentare interpartitico ha presentato i suoi argomenti contro il pacchetto di misure a favore dei media. Nel frattempo, hanno aderito al comitato più di 90 parlamentari attivi ed ex-deputati del PLR, dell’Alleanza di centro, dell’UDC, dell’UDF e della Lega. I seguenti quattro argomenti sono al centro della campagna di voto del comitato parlamentare:

  1. Le sovvenzioni aprono la via alla regolamentazione statale del settore dei media.

Chi paga comanda – questo principio vale anche in politica. Dei media indipendenti e critici sono importanti in tutte le democrazie. I media non devono farsi portavoce dei governi, devono, al contrario, analizzare le attività delle autorità e anche criticarle.

  1. Le sovvenzioni creano delle dipendenze finanziarie.

La distribuzione di sovvenzioni da parte dello Stato favorisce l’emergere di media non redditizi che non sono assolutamente in grado di stare in piedi da soli. Mantiene così in vita dei media che i consumatori in realtà non vogliono. Dei media che dipendono dal denaro pubblico, sono un pericolo per la democrazia.

  1. Le sovvenzioni cementano le strutture e frenano l’innovazione.

La legge proposta favorisce e sostiene unilateralmente alcuni modelli di business: solo i giornali in abbonamento e i portali online a pagamento ne beneficerebbero. Questo intervento è quindi ingiusto, arbitrario e distorce massicciamente la concorrenza. Le piccole start-up avranno ancora più difficoltà a decollare se le sovvenzioni rafforzano le offerte esistenti e consolidate.

  1. Le sovvenzioni diluiscono la responsabilità dello Stato e delle imprese private.

Il compito dello Stato è quello di definire le condizioni quadro, mentre le imprese private, compresi i media, devono affrontare la concorrenza e le sfide economiche. Il ruolo dello Stato non è certo quello di salvaguardare strutture obsolete e sostenere aziende deboli.

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