De Fetus Vitae: novella per cittadini e politici

Ott 18 • Lettori, Prima Pagina • 174 Views • Commenti disabilitati su De Fetus Vitae: novella per cittadini e politici

Gli uomini sono creature viventi e da ciò si può dedurre che la condizione essenziale della vita è la morte. Non tutti gli esseri viventi possono usufruire del diritto alla vita. Tra questi possiamo annoverare gli embrioni abortiti (prima e dopo la 12° settimana di vita; termine di legge ove l’aborto è consentito in Svizzera con eccezioni). Quando si tocca questo tema, certe frange schierate ideologicamente giustificano tale atto come azione «libera» nei confronti della gravida. Libertà che però è mal interpretata e fuorviante nella realtà dei fatti. Il giusto valore della libertà è il compimento di azioni responsabili che non cagionano danno a nessun individuo. L’interruzione volontaria di gravidanza non può trovare alcun fondamento basato sulla sensiblità emotiva, quali ad esempio scopi egoistici di de-responsabilizzazione o di possibili malformazioni cromosomiche (basti citare la trisomia). Evidentemente per casi eccezionali l’interruzione di gravidanza è giustificabile, sotto il proflio morale ed etico, quando la gravida è in pericolo di vita o affinità del genere. Un tabù da scardinare nell’opinione pubblica è che non sempre l’aborto è una volontà della gravida bensì di figure esterne (familiari, medici, compagno). Ricordo ai sostenitori di questa pratica omicida che tutti gli umani (anche voi) sono stati feti nel grembo della propria madre e che sono nati vivi. Per citare un dato statistico, nel 2018 in Svizzera ci sono stati 10’457 aborti (terza causa di morte dopo le neoplasie e le malattie cardiovascolari). Tollerare un atto di questo genere (paragonabile all’omicidio fetale) è assai contrapposto al diritto della vita. Il comune denominatore che intercorre tra un bebè e un feto sono gli impulsi del cuore e gli stimoli del sistema nervoso (basti pensare che al 21° giorno, il cuore del feto pulsa e che prima della 12a settimana, il sistema nervoso è sviluppato a tal punto da riconoscere la sensazione di dolore). Tale articolo riassume intrinsecamente concetti etici (dalla filosofia antica sino alla medicina scientifica) e morali (fondamenti biblici) fornendo giustificazioni differenti per il medesimo tema di riflessione. Invito i cittadini (specie i giovani) e i politici a rimembrare nelle nostre coscienze che il dono dell’amore fecondo è procreatore della vita e sviluppo delle nostre comunità composte da pargoli accuditi da madri e/o padri.

 

Alex Bernasconi, Giubiasco

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