Neve in Ticino, siamo al termine?

Mag 31 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 39 Views • Commenti disabilitati su Neve in Ticino, siamo al termine?

Recentemente «La Regione» del 18 maggio ha pubblicato un’intervista con l’ex consigliere di Stato e già consigliere nazionale Gabriele Gendotti per il futuro sviluppo della stazione sciistista di Carì. Siamo al sud e, da quanto ne sappiamo noi, non possiamo avere sciatori sulle piste del nostro cantone il 18 marzo e il 19 del medesimo mese (San Giuseppe) i turisti a bere il caffè o a degustare un gelato sul lungolago di Ascona.

Nell’articolo in questione si evidenziano, in particolare, le difficoltà finanziare, che anche in futuro la piccola, ma interessante, stazione sciistica avrà. Il sindaco di questo comune, senza mezzi termini spiega la situazione. In primo luogo, il cambiamento climatico per le ricadute. Se si dovesse programmare un potenziamento delle infrastrutture sciistiche dell’ameno villaggio leventinese, ci chiediamo fino quando l’investimento sarebbe sufficiente e quando poi si dovrebbe rifinanziare il tutto!

Si parla di diversi milioni che vari enti, fra pubblici e privati, dovrebbero scucire, necessari in particolare, a potenziare l’impianto di innevamento programmato nella parte bassa delle piste, così che queste siano sempre percorribili da dicembre a marzo, nonostante l’innalzamento delle temperature. Il comune di Faido da solo non ce la fa e la stazione sciistica rischia di morire.

Non lontano vi è pure la stazione di Airolo che attraverso la società «Valbianca», per conto dei comuni di Airolo e Quinto gestisce la principale stazione sciistica invernale del cantone e a Pesciüm i milioni necessari sarebbero entro il 2030 fra i 15 e 20.

Poi non si deve dimenticare che in Val di Blenio la stazione del Nara, a lungo termine, necessiterà di ben 32 milioni!

L’inverno 2022/23, a quanto leggiamo, per Gabriele Gendotti, è stato il più nero della sua gerenza, meglio è andata in quest’ultimo inverno. Il potenziamento dell’innevamento artificiale programmato pe la parte bassa fa dipendere il successo della stazione leventinese. L’ex consigliere di Stato Gendotti, che dopo 12 anni si appresta a lasciare la carica, confida che la politica approfondisca e recepisca chiaramente l’entità e l’urgenza del problema, a fronte delle indubbie ricadute economiche positive che Carì genera sul territorio. L’attuale sindaco di Faido non condivide pienamente le affermazioni di Gendotti. Per le ricadute economiche e l’innevamento programmato, egli afferma, che sarebbe un errore limitare le valutazioni a questi due fattori. Per il cambiamento climatico, Nastasi afferma: «c’è da chiedersi se a certe quote abbia senso un innevamento programmato, vista la tendenza al rialzo della temperatura e alla siccità che limita l’approvvigionamento idrico necessario per i cannoni». Riteniamo che queste parole inquadrino bene il problema di questa stazione sciistica che in futuro non produrrà mai utili e il sindaco di Faido, che è sicuramente un buon amministratore del comune, in primo luogo desidera avere bilanci sani e non pozzi senza fondo che producono solo perdite!

FRG

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