Miliardi all’Ucraina: NO del consiglio nazionale!
Durante la seduta delle camere dell’8 giugno scorso, al Consiglio nazionale si è discussa la mozione presentata da Fischer Roland (verde liberale, Lucerna) il 21 marzo di quest’anno, denominata «Programma di sostegno all’Ucraina. Basi legali e 5 miliardi di franchi per gli aiuti umanitari, la protezione della popolazione civile, la promozione della pace e la ricostruzione». Il Consiglio federale, in data 17 maggio, proponeva di respingere la stessa. Queste le valide motivazioni espresse dall’ Esecutivo:
«Il Consiglio federale crede nella necessità di offrire prospettive alla popolazione ucraina, duramente colpita dall’aggressione militare russa. Al di là dei vari pacchetti di sostegno già varati e che continuerà a concedere, intende anche impegnarsi per la ricostruzione del paese. In quest’ottica, nel luglio del 2022 la Svizzera ha ospitato a Lugano la «Ukraine Recovery Conference», che ha dato avvio al processo politico di ricostruzione. I «Principi di Lugano» favoriscono la trasparenza e la partecipazione democratica, assicurano il proseguimento delle riforme in Ucraina e fungono da riferimento alla comunità internazionale per pianificare la ricostruzione del paese con le autorità locali. Il Consiglio federale ha previsto di stanziare un’ulteriore somma di 1,5 miliardi di franchi a favore dell’Ucraina e delle regioni circostanti nel quadro della Strategia di cooperazione internazionale 2025-2028. Se si considera il budget di circa 300 milioni di franchi previsto per il biennio 2023-2024, nei prossimi sei anni l’Ucraina e le regioni limitrofe beneficeranno di finanziamenti aggiuntivi pari a circa 1,8 miliardi di franchi. La Svizzera fornisce così un importante contributo a favore dell’Ucraina e della sua ricostruzione. Si prevede che i costi per la ricostruzione dell’Ucraina diventeranno molto elevati. L’importo preventivato per la cooperazione internazionale (CI) non basterà a coprire interamente il contributo della Confederazione alla ricostruzione dell’Ucraina. Per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale di definire l’organizzazione istituzionale necessaria ad accompagnare il processo di ricostruzione a lungo termine. In questa fase, il Consiglio federale ritiene prematuro impegnarsi per un importo preciso e un orizzonte temporale fisso, poiché il sostegno della Svizzera dipenderà, da un lato, da esigenze tuttora difficili da quantificare e, dall’altro, dallo stato delle finanze federali. Il gruppo interdipartimentale sta attualmente esaminando le condizioni quadro legali, le opzioni di finanziamento, le modalità della partecipazione della Confederazione e il coinvolgimento del settore privato. Il Consiglio federale discuterà dei risultati di questi lavori e della necessità di una base legale nei prossimi mesi.»
Curiosando nei documenti del parlamento siamo entrati nel sito del Consiglio nazionale per conoscere come si è svolta la votazione.
Ecco come hanno votato i rappresentanti ticinesi e grigionesi: Candinas Martin (GR-Centro), scusato – Cattaneo Rocco (TI-PLR) no, Farinelli Alex (TI PLR) no, Giacometti Anna (GR-PLR), Gysin Greta (TI-Verdi) si, Locher Benguerel Sandra (GR-PS) si, Marchesi Piero (TI-UDC) no, Martullo Blocher Magdalena (GR-UDC) no, Pult Jon (GR-PS) si, Quadri Lorenzo (TI-Lega) no, Regazzi Fabio (TI-Centro) no, Romano Marco (TI-Centro) no, Storni Bruno (TI-PS) si.
Al lettore trarre le relative riflessioni.
FRG
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