L’UDC è anti-vax? Ma chi lo dice?

Set 3 • L'editoriale, Prima Pagina • 165 Views • Commenti disabilitati su L’UDC è anti-vax? Ma chi lo dice?

Eros N. Mellini

«Sono deluso dalla posizione anti-vaccino che il partito ha adottato» – mi ha detto un amico l’altra sera. Sono caduto dalle nuvole, perché non mi risulta che l’UDC abbia mai preso una posizione del genere.

I pro e i contro, come in ogni partito

Come in ogni partito, anche nell’UDC c’è naturalmente chi è contrario e chi è a favore della vaccinazione. Personalmente, mi sono fatto vaccinare non appena la mia classe d’età ne ha avuto la possibilità, ma non perché creda ciecamente che il vaccino mi renda immune, bensì perché: primo, non mi lascio influenzare, né tantomeno terrorizzare, da una seppur polposa fascia di laureati in virologia all’Università di Internet che quotidianamente urlano «al lupo, al lupo» evocando vere o presunte conseguenze nefaste del vaccino (circa il 50% di chi si esprime, confrontato all’altro 50% che urla invece «dalli all’untore» chiedendo l’esecuzione sulla pubblica piazza di chi lo rifiuta); secondo, facevo ogni anno la vaccinazione contro l’influenza, non vedo perché non dovrei vaccinarmi contro quella che, tutto sommato, non è altro che un’influenza un po’ più grave e più contagiosa; terzo – un po’ come chi va in chiesa tutte le domeniche non perché creda nell’inferno e nel paradiso, ma semplicemente perché vuole assicurarsi l’accesso a quest’ultimo qualora ci fosse qualcosa di vero – perché il sacrificio richiesto è minimo rispetto al benché solo potenziale beneficio dell’immunità. In altre parole, non so se l’avere evitato l’influenza stagionale in tutti questi anni sia dovuto o no alla vaccinazione profilattica, ma resta il fatto che è stato così. E a maggior ragione, quindi, mi sono sottoposto al fastidio di un paio di iniezioni.

Nel partito c’è un sacco di gente che, come me, ha dato fiducia alla scienza e altrettanta che invece dà seguito al proprio scetticismo rifiutando la vaccinazione o addirittura avanzando teorie complottistiche. C’è spazio per tutti, ma il tema non richiede necessariamente un’unità di vedute, e quindi, in merito, non c‘è una posizione ufficiale del partito.

La guerra di religione

Quello che l’UDC non ammette è invece la guerra di religione che si è scatenata – complice una stampa sempre alla ricerca di sensazionalismo che non esita a seminare il panico – fra pro-vax e anti-vax. Per i primi, chi non si fa vaccinare è un criminale irresponsabile da mettere al rogo senza processo, per i secondi il vaccino è un’invenzione del diavolo (nella fattispecie incarnato dalle grandi aziende farmaceutiche) che provoca più danni della malattia. Per costoro, l’hobby quotidiano è diventato quello di denunciare il nesso, vero o presunto, di ogni morte con l’«iniezione fatale». Non importa che il decesso sia dovuto a un infarto, a un’appendicite, all’annegamento o a un frontale con il Trans Europa Express, la frase d’obbligo è: «era stato vaccinato qualche giorno prima». L’UDC respinge l’idea della vaccinazione obbligatoria – fortemente voluta dagli oltranzisti pro-vax – perché illiberale e non necessaria. Ognuno è responsabile dei propri atti e se, non vaccinandosi, si espone al contagio, sono i classici cavoli amari… ma per lui. Io, come vaccinato, se il farmaco funziona sono al sicuro e lui non può contagiarmi. Se invece non funziona, in materia di diffusione del Covid-19 siamo esattamente a pari livello. Una semplice questione di responsabilità individuale, pilastro portante della politica UDC.

Ma, naturalmente, stiamo parlando dell’UDC, e quindi l’occasione è ghiotta per screditarla affermando che questo atteggiamento critico è una posizione ufficialmente contraria alla vaccinazione. Questa caccia alle streghe arriva al punto di attaccare a grandi titoli degli esponenti UDC, rei di essersi fatti vaccinare in contrasto quindi con la «politica no-vax del partito».

Vivi e lascia vivere

Siamo nell’assurdo più totale. All’interno come all’esterno del partito, ognuno deve essere libero di scegliere la sua via, senza per questo dover essere additato al pubblico ludibrio dalla parte avversa. E la stampa dovrebbe avere la decenza (in effetti ne avrebbe il dovere) di informare il pubblico senza prendere palesemente posizione a favore o contro una delle due correnti di pensiero.

Vivi e lascia vivere, dovrebbe essere il motto. Anche se lasciar vivere l’UDC risulta indigesto e forse fa vendere qualche giornale in meno.

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