Lublino e la Polonia conservatrice

Set 22 • Dal Mondo, In terza, L'opinione, Prima Pagina • 174 Views • Commenti disabilitati su Lublino e la Polonia conservatrice

Dr. Alessandro von Wyttenbach Presidente onorario UDC Ticino

Una manifestazione culturale è stata l’occasione per visitare la città di Lublino in Polonia. Lublino è un capoluogo di provincia di 340mila abitanti, 160 Km a sud di Varsavia, tipica del profondo del paese. Una città verde, dall’aspetto pulito e curato, appena fuori della città storica vi è un grande parco alberato. La città storica offre resti di monumenti medievali, per il resto costruzioni di varie epoche soprattutto di stile neoclassico. Un castello neogotico custodisce una rarità della Polonia, la cappella della Trinità con affreschi di stile bizantino del XV secolo. La città storica non è deturpata da costruzioni moderne. Infatti, la città moderna si è sviluppata con palazzi commerciali, un centro commerciale, moderni alberghi e il nuovo centro filarmonico con la sua orchestra, tutta fuori dal centro storico. La città storica dispone ancora dei piccoli, vecchi negozi e di molti ristoranti, nessuna vetrina delle marche internazionali del lusso uguali in tutto il mondo. Nessun imbrattamento da bombolette spray. La domenica, la città vecchia si riempie di famiglie con tanti bambini. In ossequio al principio che l’uguaglianza di diritti tra uomo e donna è una necessaria evoluzione culturale della società che deve avvenire dal basso all’alto e non imposta politicamente dall’alto, nessuna bandiera o simbolo arcobaleno. Un’attrazione assolutamente unica è in centro città una grande fontana con un programma coreografico di zampilli che dura un’ora, uno spettacolo affascinante a disposizione dei cittadini e per la gioia dei bambini. Il crescente benessere è dimostrato da un parco automobili moderno. Il trasporto pubblico è costituito da autobus e originali filobus a doppia trazione elettrica e diesel (non deturpati da pubblicità). Il traffico è vivace e intenso, fluido e senza imbottigliamenti. Non esistono discoteche o piazze con spacciatori di droghe. Non si vedono migranti, una città dove ci si sente sicuri giorno e notte. In contrasto con l’opulento occidente poche persone in sovrappeso. Attraente e curato è l’abbigliamento della popolazione. Con il caldo, i giovani vestono ovviamente gonne e calzoncini molto corti, ma molte donne vestono gonne lunghe o sopra i malleoli dai colori allegri. Non si vedono giovani sbracati con blue jeans sfrangiati o bucati alle ginocchia. Gente vestita decentemente è un bel vedere. Per il visitatore di Lublino vi è però un grosso problema: quasi tutti conoscono solo il polacco. Il personale degli alberghi e ristoranti è gentile, ma mastica solo qualche parola di inglese, fare un’ordinazione al ristorante su menu in polacco è problema – Lublino non è comunque una città per buongustai… Chiedere un’informazione ai passanti è impresa pressochè impossibile, tutte le scritte anche delle strade sono in lingua polacca. Ciò ha due motivi. Lublino non conosce turismo internazionale, in una settimana di soggiorno ho notato solo tre targhe di auto da fuori della Polonia – probabilmente di uomini d’affari. Ma c’è anche un motivo storico: sotto la dittatura comunista era obbligo per i cittadini polacchi imparare l’odiato russo, da qui una certa avversione contro le lingue straniere. Lublino è insomma un po’ «una riserva» di popolazione autoctona. Certo c’è ancora molto da fare in Polonia, l’UE dovrebbe forse spingere maggiormente l’insegnamento di almeno un’altra lingua europea a scelta. Per concludere le osservazioni, la Polonia dà molto fastidio all’UE perché sa fare progressi economici e soprattutto vivere bene anche con un tenore di vita inferiore, con il suo governo chiaramente conservatore e cattolico, alieno dalle idee della sinistra che dominano la politica dell’Europa occidentale. Una visita istruttiva.

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