Protesta del comitato promossa in tribunale

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Facebook censura di nuovo «No al matrimonio per tutti»

Dopo diverse ingiustificate censure contro post e pagine del Comitato del «No al matrimonio per tutti», soprattutto nel mese di luglio, Facebook ha ora bloccato la pagina in lingua italiana del nostro comitato nazionale per oltre una settimana.

Martedì mattina, 14 settembre, abbiamo quindi depositato una petizione presso il tribunale distrettuale di Willisau, chiedendo che il blocco di Facebook sia revocato su base superprovvisoria. Chiediamo anche che Facebook non possa cancellare e bloccare i post senza giustificazione e senza la possibilità di commentare. Molti amministratori di pagine Facebook l’hanno già sperimentato: a un certo punto ricevono un messaggio da Facebook che singoli post sono stati bloccati.

Nel nostro caso, con un’affermazione generica e accusatoria senza fondamento: il comitato «NO al matrimonio per tutti» sta istigando odio su Facebook.

Una affermazione senza fondamento che costituisce una diffamazione nei nostri confronti L’istigazione all’odio sulla base dell’orientamento sessuale è un reato ufficiale e può essere perseguito ai sensi del 261bis Codice penale. La procedura di reclamo di Facebook spesso non porta ad alcun risultato. Non c’è una giustificazione dettagliata per il blocco dei post o delle pagine.
Su Facebook non c’è nemmeno un indirizzo per prendere contatto. Non ci sono rappresentanze ufficiali e manca un indirizzo chiaro per contattare Facebook in molti paesi, compresa la Svizzera.

Spesso, non vengono bloccati solo i singoli post, ma Facebook impedisce anche la pubblicazione di nuovi post. La pagina Facebook in lingua tedesca del comitato del NO è stata bloccata più volte per alcuni giorni, cosa che un portavoce di Facebook ha poi successivamente descritto succintamente come una semplice svista.

Da giorni, la pagina in lingua italiana del comitato del NO è completamente chiusa.
L’arbitrarietà di Facebook è in contrasto con qualsiasi norma procedurale

Altre procedure dubbie di Facebook sono diventate di dominio pubblico questa settimana:
https://www.heise.de/news/Facebooks-XCheck-Sonderregeln-fuer-Millionen-Accounts-von-Prominenten-6191019.html

Fortunatamente, diverse iniziative parlamentari sono già stata presentate a Berna:
https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20213380
https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20204431
https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183306

Per inciso, l’attuale blocco è stato provocato da un articolo copiato da “Ticinonews”: https://www.ticinonews.ch/ospiti/piero-marchesi-matrimonio-per-tutti-no-non-lo-voglio-YX4550450

Ognuno è libero di giudicare da solo se questa è istigazione all’odio.

Oltre a quanto sopra, il Comitato nazionale sta considerando di intraprendere un’azione diretta tramite un avvocato irlandese contro Facebook nella sua sede europea in Irlanda.

 

Per il comitato:

Piero Marchesi – Marco Romano – Fabio Regazzi – Alberto Siccardi – Edo Pellegrini – Pietro Vanetti 

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