L’oasi felice UE

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Dr. Francesco Mendolia

Ho raccolto queste notizie il giorno 15 dicembre 2021. Il 15 dicembre 1944 disperso in guerra l’aereo con a bordo il musicista Glenn Miller.

Il Parlamento tedesco ha approvato la nomina di Scholz

Da questa settimana, per la prima volta in sedici anni, la Germania ha un nuovo cancelliere. Mercoledì il Bundestag, il parlamento tedesco, ha indicato il leader dei Socialdemocratici Olaf Scholz come successore di Angela Merkel. Il parlamento ha approvato la nomina di Scholz con 395 voti a favore (il minimo era 369). Poco dopo, Scholz si è presentato dal presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, che lo ha nominato ufficialmente nuovo cancelliere.

Scholz deve ancora dimostrare in che modo, esattamente, il suo governo si differenzierà da quello di Merkel: ma qualche segnale c’è. Dal punto di vista dell’economia, ha sintetizzato il Financial Times, il nuovo governo «vuole fare due cose apparentemente inconciliabili: aumentare gli investimenti pubblici senza discostarsi dalle stringenti norme tedesche sul contenimento del debito pubblico». Dal 2009 infatti l’obbligo di mantenere il pareggio di bilancio è stato inserito nella Costituzione tedesca.

Concretamente, le principali proposte del governo in materia economica sembrano escludersi a vicenda: nel documento si legge che il governo vuole aumentare il salario minimo del 25 per cento, finanziare la costruzione di 100mila nuovi appartamenti all’anno e creare un fondo da 50 miliardi per combattere il riscaldamento globale in uno dei paesi dell’Europa occidentale più legati ai combustibili fossili: in sintesi, superare le prudenti politiche dei governi Merkel. Al contempo però, non prevede di aumentare in modo significativo le tasse esistenti né di introdurne altre.
Questo perché nella nuova maggioranza devono convivere sia i socialdemocratici e i verdi, progressisti sui temi economici, sia l’FDP, molto più liberale e conservatrice. Il risultato è che le tre forze del governo saranno costrette a una certa creatività per far quadrare i conti.

Su altri temi, i tre partiti sembrano più allineati: per esempio sull’atteggiamento da tenere nelle istituzioni europee. Già in campagna elettorale «nessuno dei tre partiti ha promesso radicali cambiamenti nel suo approccio con l’Europa», ha osservato il Guardian. Nel documento programmatico del governo, lungo 178 pagine, si legge per esempio che la Germania deve rimanere «l’ancora di stabilità dell’Europa».

Ci sono due però. Primo: è inevitabile che qualsiasi importante decisione presa in ambito interno – come l’aumento del salario minimo o la legalizzazione della marijuana, un’altra proposta contenuta nel programma – potrebbe innescare una discussione anche nei singoli Stati membri, e quindi avviare un dibattito nell’Unione europea. Secondo: come consigliere in materia economica ed europea, Scholz ha scelto Jörg Kukies, ex banchiere di Goldman Sachs ma, soprattutto, uno dei creatori del cosiddetto Recovery Fund quando era collaboratore di Scholz al ministero delle Finanze. E chissà cosa ne pensa Kukies dell’idea di rendere permanente uno strumento come il Recovery Fund, che negli ultimi giorni è stata lanciata anche dal presidente francese Emmanuel Macron.
Più in generale, per quanto riguarda la politica estera, i tre partiti sembrano voler abbandonare la proverbiale prudenza di Angela Merkel, una dei leader europei più disponibili al dialogo con gli avversari politici dell’Europa come Russia e Cina. La nuova ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, ha già fatto diverse dichiarazioni combattive che fanno pensare a un atteggiamento piuttosto proattivo, una volta che sarà entrata in carica. «Abbiamo una rivalità sistemica con alcuni regimi autoritari, e dobbiamo compiere ogni sforzo per difendere l’ordine internazionale fondato sul diritto», aveva risposto di recente a una domanda dello Spiegel su Cina e Russia. «L’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina non sono negoziabili per noi», ha detto nella sua prima visita ufficiale in Francia, commentando il tema del momento, almeno nei circoli della politica estera europea.

(Il post Konrad dicembre 2021).

Migranti, respinto il ricorso di Orbán. La legge interna non batte quella UE

Smacco inatteso per il leader ungherese Viktor Orbán, costretto ad adeguarsi al verdetto dei sommi giudici. La Corte costituzionale ungherese ha respinto un ricorso del governo sulla vicenda della supremazia del diritto europeo su quello nazionale. La questione era stata sollevata dalla ministra della Giustizia, Judit Varga, contro una sentenza della Corte di giustizia dell’UE (CGUE). La sentenza aveva riconosciuto una violazione del diritto UE da parte di Budapest per il fatto che deportasse migranti al confine con la Serbia e – secondo la guardasigilli – avrebbe determinato la permanenza indiscriminata di molti migranti nel Paese. La Corte costituzionale magiara ha riconosciuto che il governo ha il diritto di attuare misure proprie in aree nelle quali l’UE non ha intrapreso iniziative adeguate a un’attuazione comune delle regole europee. Tuttavia, non si è espressa sulla supremazia delle leggi ungheresi su quelle europee in tema di immigrazione, affermando che l’interpretazione della Costituzione ungherese non può essere indirizzata a prevalere su una sentenza europea. La sentenza aggiunge che tale diritto può sussistere solo in casi eccezionali, cioè nel caso di mancanza di una precisa legislazione o normativa giuridica degli organi dell’Unione europea. Si tratta di una battuta d’arresto per il primo ministro Orbán, che da subito ha fatto fronte comune con la Polonia quando la Corte costituzionale polacca ha stabilito la supremazia del diritto nazionale – e soprattutto della Costituzione polacca – sul diritto europeo. Varsavia per questo è stata condannata dall’UE e i fondi del recovery congelati. Orbán sperava che anche la Corte costituzionale ungherese seguisse le orme di quella polacca e invece si è sbagliato. Tanto da dover ammettere, suo malagrado, che il suo governo dovrà adeguarsi a quanto stabilito. Omisssis

(il Giornale .it dicembre 2021)

La Commissione Europea ha presentato una proprosta di direttiva per migliorare e regolamentare le condizioni dei lavoratori delle piattaforme digitali

Si parla quindi anche dei cosiddetti rider, i fattorini che fanno servizio di consegna a domicilio attraverso piattaforme come Glovo, Deliveroo, Just Eat e Uber Eats, e dei driver, cioè gli autisti dei servizi di taxi come Uber.Se approvata, la direttiva potrebbe avere effetti molto profondi: milioni di persone in tutta Europa potrebbero essere riconosciute come lavoratori dipendenti – c’è tutta una serie di criteri molto precisi per stabilirlo – e ottenere nuovi diritti, garanzie e benefit; inoltre, le piattaforme potrebbero essere costrette a cambiare in maniera radicale il modo in cui operano. Anche questa norma sarà discussa da Consiglio e Parlamento e potrebbe cambiare moltissimo, se e quando sarà approvata: ma intanto è un dettagliato punto di partenza da cui partire.

(Il post Konrad dicembre 2021).

Parlamento e Consiglio hanno trovato un accordo per estendere al 2032 l’apprezzato regolamento che ha azzerato i costi del roaming, il sovrapprezzo richiesto fino al 2017 per telefonare e navigare all’estero nei paesi dell’Unione Europea.

L’accordo contiene fra le altre cose il rinnovo della cosiddetta fair use policy, una clausola del regolamento che permette agli operatori telefonici di stabilire un tetto ai gigabyte e ai minuti di telefonate che si possono consumare all’estero, che il Parlamento aveva chiesto di abolire. Verrà invece rafforzato l’obbligo per gli operatori telefonici di garantire la stessa qualità agli utenti che provengono da un altro paese dell’Unione Europea (avete notato che oggi molto raramente il vostro smartphone riesce a collegarsi alla rete 4G, all’estero?). Nelle prossime settimane l’accordo verrà sottoposto al Coreper, cioè il consiglio dei rappresentanti permanenti dei governi all’Unione Europea, e quindi alla plenaria del Parlamento europeo. Non dovrebbero esserci sorprese: ci si aspetta un’approvazione definitiva nei primi mesi del 2022.

(Il post Konrad dicembre 2021).

 

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