Lo sfruttamento idroelettrico della Maggia – Metamorfosi di una valle

Dic 1 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 463 Views • Commenti disabilitati su Lo sfruttamento idroelettrico della Maggia – Metamorfosi di una valle

È fresca di stampa un’opera che racconta la straordinaria trasformazione della Vallemaggia tra il 1950 e il 1966, quando la valle divenne un pilastro nella produzione di energia idroelettrica. Il volume riunisce le prospettive di venti autori, ciascuno con il proprio sguardo critico e specialistico, per ripercorrere un viaggio che va oltre la cronaca: dalla «valle com’era» alla costruzione imponente degli impianti idroelettrici e agli interrogativi sul loro futuro, in un contesto mondiale segnato dai cambiamenti climatici, dalle crisi energetiche e dai nuovi orientamenti della politica su questo tema.

Con una narrazione che intreccia storia, economia, ambiente e antropologia, il libro offre una visione completa delle sfide e delle opportunità legate alla gestione delle risorse idriche, tra passato, presente e un futuro ancora tutto da scrivere. Un’opera destinata a chiunque voglia comprendere le implicazioni di una delle infrastrutture energetiche più iconiche del nostro paese.

Christian Vitta, Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), ha redatto la prefazione del volume. Nel suo intervento odierno, oltre a essersi congratulato con gli autori del libro per l’iniziativa, ha sottolineato come gli impianti della Vallemaggia contribuiscano in modo importante alla produzione cantonale e nazionale di energia idroelettrica, coprendo quasi la metà del fabbisogno di elettricità del canton Ticino, garantendo oltre un centinaio di posti di lavoro e contribuendo altresì a mantenere sul nostro territorio delle rinomate competenze. Ha inoltre colto l’occasione, più in generale, per ricordare l’importanza del settore idroelettrico per il cantone e le sfide future con cui esso è confrontato.

Da parte sua Elio Genazzi, presidente del Museo di Valmaggia, ha sottolineato: «Nel 2024 ricorrono i 75 anni dall’avvio dei lavori idroelettrici della Maggia, un intervento che ha trasformato la valle, portando sviluppo economico e nuove infrastrutture, ma anche significative controversie su espropri, impatti ambientali e benefici fiscali. Gli impianti, da opere invasive, sono divenuti simboli di efficienza e sicurezza, contribuendo a mitigare eventi estremi e valorizzando il territorio. A partire dall’aprile del 2025 e per due anni, fino all’ottobre 2026, il progetto sarà completato con una mostra temporanea il cui allestimento si terrà presso la Sede 2 del Museo».

Il direttore di OFIMA, Marco Regolatti, ha evidenziato: «La scelta del Museo di Valmaggia di affrontare il tema della costruzione degli impianti idroelettrici della Vallemaggia con una pubblicazione e con una mostra, cui OFIMA ha contribuito non solo finanziariamente ma anche con testi, informazioni, dati e documenti storici, sottolinea l’importanza che rivestono gli impianti idroelettrici per la Vallemaggia e per l’intero Cantone. Come ben affrontato in vari contributi all’interno del libro, infatti, la costruzione degli impianti ha rappresentato una svolta epocale per la vita della Valle e per l’economia del Cantone. Non solo ha dato al Ticino e a tutta la Svizzera una fonte di energia elettrica sicura, economica ed ecologica, ma ha portato anche nuove infrastrutture, benessere, numerosi posti di lavoro e generato un indotto per l’economia locale e introiti fiscali non indifferenti, sui quali il cantone e i comuni possono contare ancora oggi. La presenza di OFIMA e dei suoi collaboratori in Vallemaggia ha creato negli anni un legame indissolubile tra le due realtà, che ha segnato positivamente i passati 75 anni della nostra storia idroelettrica e che segnerà oltre ogni dubbio anche quelli futuri».

Il libro è in vendita presso il Museo di Valmaggia, la Armando Dadò editore e in tutte le librerie del cantone al prezzo di 40. – franchi.

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