Legittima difesa: si avvicina l’ora della resa dei conti…

Feb 7 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 184 Views • Commenti disabilitati su Legittima difesa: si avvicina l’ora della resa dei conti…

Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste)

Se l’iniziativa dovesse essere bocciata, partirà un ricorso al Tribunale federale per chiedere di rifare la votazione

Domenica 9 febbraio, a quasi quattro anni di distanza dal lancio dell’iniziativa popolare sul rimborso dei costi per la legittima difesa, conosceremo finalmente la decisione del Popolo. Anche se il Consiglio di Stato ha giocato sporco contro la stessa, allegando al materiale di voto un opuscolo informativo con affermazioni false, illegali e tendenziose che certamente hanno indotto indebitamente molti votanti a respingere l’iniziativa credendola contraria al diritto federale, io resto molto ottimista sull’esito della votazione e prevedo una percentuale di consensi superiore al 60% . Ma dico già fin d’ora che nel malaugurato caso in cui l’iniziativa fosse respinta partirebbe un ricorso al Tribunale federale con la richiesta di annullare e ripetere la votazione proprio a causa del fuorviante opuscolo informativo.

La faziosità del giornalista Lorenzo Erroi

Comunque, come detto, resto fiducioso sull’esito della votazione, malgrado anche la faziosissima presentazione dell’iniziativa fatta su La Regione dello scorso 1. febbraio dal giornalista Lorenzo Erroi, il quale in ben tre  articoli pubblicati in quell’edizione,  ha dedicato  228 righe per dire peste e corna dell’iniziativa e solo 23 righe per riportare le ragioni degli iniziativisti. Questi  non sono neppure stati interpellati e  non hanno dunque avuto la possibilità di replicare alle sue critiche e a quelle di tale Annamaria Astrologo,  docente di diritto penale svizzero all’università dell’Insubria a Como da lui intervistata, la quale dopo aver forse consultato gli astri si è anche permessa di esprimere dubbi sulla costituzionalità dell’iniziativa per la presunta violazione del principio della parità di trattamento, infischiandosene del fatto che tanto il Parlamento quanto il suo consulente giuridico avevano già approvato la ricevibilità dell’iniziativa considerandola dunque conforme alla Costituzione.  Oltretutto, l’esperta di diritto penale svizzero ha anche criticato alcune parti del testo dell’iniziativa senza accorgersi che le stesse erano state riprese dal Codice penale, e ha pure criticato la lacunosità del testo  (che non precisa né i termini, né le modalità per ottenere il rimborso dei costi), ignorando totalmente che questa questione era già stata esaminata dal Gran Consiglio, il cui consulente giuridico aveva concluso che queste “lacunosità” tecniche potranno benissimo essere risolte con l’aggiunta di qualche articoletto alla nuova legge  dopo l’eventuale approvazione dell’iniziativa da parte del Popolo.

Perché denigrare l’impegno civico dei promotori?

Era insomma proprio difficile superare in faziosità gli sforzi per affossare l’iniziativa fatti dal giornalista Erroi, il quale ne ha fatto una questione ideologica, scrivendo che “ormai è chiaro: non è per i rimborsi che si sta giocando l’ennesima battaglia della destra nostrana; sulla legittima difesa si va cercando un confronto tutto diverso: si tratta di cogliere un’occasione qualsiasi per fomentare l’insicurezza percepita, l’impressione che ormai aggressioni e rapine siano un fenomeno diffuso”.  Eh già, lo sanno tutti che rapine, furti, aggressioni, terrorismo e violenza sono un’invenzione della “destra nostrana” e che la Regione non riporta mai notizie di cronaca nera che potrebbero accrescere l’insicurezza percepita dai suoi ingenui e candidi lettori… Non è forse stata la deputata del PPD, Sabrina Gendotti, contraria all’iniziativa, a presentare nel luglio scorso  al Consiglio di Stato un’interrogazione con la quale esprimeva preoccupazione per la recrudescenza di alcuni atti criminali, come gli assalti ai bancomat, le infiltrazioni mafiose e il possibile finanziamento del terrorismo di matrice islamista? Qualora l’iniziativa dovesse risultare vincente, facendo magari da apripista in Svizzera (come già successo con il burqa), la vittoria avrà per me il dolce suono di una fragorosa pernacchia rivolta a chi si è permesso di denigrare l’impegno civico profuso dal sottoscritto,  dai   membri del comitato promotore e da altri cittadini e politici a favore di un’iniziativa sottoscritta da 9’248 cittadini, fra cui molti abbonati e lettori de La Regione.

Il PLR è ancora rappresentativo dei propri elettori?

Da notare che, in caso di successo, quanto chiede l’iniziativa entrerà immediatamente in vigore. Ricordo che,   nel settembre scorso, il controprogetto presentato da una minoranza di deputati in alternativa all’iniziativa e in accordo con gli iniziativisti era stato bocciato in Gran Consiglio da 50 deputati (su 86 presenti), fra cui 23 membri del PLR,  23 dell’area rossoverde e 4 del PPD.  In quell’occasione, il 100% dei deputati del PLR e dei partiti rossoverdi presenti votarono dunque contro il controprogetto, rendendo così inevitabile la votazione popolare. Sarà interessante vedere fino a che punto questi partiti sono ancora rappresentativi della loro base elettorale.  Dopo la sberla che il PLR ha ricevuto alle ultime elezioni federali, con la perdita dello storico seggio al Consiglio degli Stati,  il vicesindaco di Lugano, Michele Bertini, ultima vittima illustre di un partito che ha fatto dell’arroganza la sua bandiera , aveva dichiarato: “Vedo un PLR che non sa parlare alla popolazione. Non possiamo far finta di nulla e ignorare le preoccupazioni dei cittadini. Non bisogna alimentare le paure della gente, ma  neppure ignorarle” (cfr. il Corriere del Ticino  del 18.11.19).  Come dargli torto, dopo che di recente il comitato cantonale del PLR si era schierato all’unanimità (una sola astensione) contro l’iniziativa, prendendo oltretutto la decisione senza confronto fra le parti?

In qualunque modo andrà a finire la votazione di domenica, invito tutti a festeggiare o a consolarsi guardando il bellissimo documentario del regista Dimitris Statiris,  intitolato “Apollo 13”, che verrà trasmesso quella stessa sera su LA 1 nell’ambito del programma “Storie”. Ci sarà una piccola sorpresa per i simpatizzanti del Guastafeste…

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