Legge sul CO2, quella di Murphy e quella del Menga

Gen 7 • L'opinione, Prima Pagina • 200 Views • Commenti disabilitati su Legge sul CO2, quella di Murphy e quella del Menga

Sacerdoti e sacerdotesse dell’ecologia, sono in fibrillazione. Hanno lanciato l’anatema contro l’inquinamento globale. Lo vogliono sconfiggere usando armi di distruzione di massa: nuovi inopportuni balzelli, che andranno ad abbattersi sulla già tartassata popolazione, con conseguenze nefaste per l’economia, di questi tempi già a rischio di collasso. Abbiamo l’impressione, che ancora una volta, avremo a che fare con una “legge del Menga”, con quel che segue e che non è necessario esplicitare.

Come sempre, dobbiamo comunque atteggiarci a “primi della classe”, illudendoci di poter salvare il mondo. Forse, c’è ancora qualcuno convinto che l’inquinamento, proveniente, ad esempio, dalla vicina Lombardia – una delle zone più inquinate è la Pianura Padana – arrivato a Chiasso, grazie alle nuove tasse che vorrebbero imporci, come d’incanto si dissolverà. Oppure, che le migliaia di autovetture provenienti dall’Italia, Francia e Germania e che giornalmente entrano in Svizzera, grazie alle nuove imposizioni e gabelle varie, non inquineranno più! Non tutti possono permettersi di acquistare auto ibride, che a quanto sembra inquinano altrettanto, se non di più!

Citiamo: La Federazione europea per i Trasporti e l’Ambiente (T&E) ha affermato che le auto elettriche ibride plug-in (PHEVs) inquinano più di quello che si dice (sic!!) emettendo quantità notevoli di CO2 nell’aria.”

Ovviamente, gli ecologisti sull’argomento tacciono e volano basso!

Questa nuova legge sul CO2 produrrà un aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo. I trasportatori di merci, a seguito del rincaro del carburante, di certo non lavoreranno in perdita per soddisfare le fregole ecologiste! Si dovranno anche sostituire gli impianti di riscaldamento e i costi andranno a incidere ulteriormente sulle pigioni. Il caro-alloggio, soprattutto in Ticino, incide molto sul reddito della popolazione. Suvvia! Pagheremo di più e inquineremo di meno, facendo felici i guru dell’ecologia, forse disposti a tornare all’età della pietra?

E gli altri Paesi cosa stanno facendo? A che servono gli obiettivi di Parigi? Sicuramente a incrementare la burocrazia. “Se qualcosa può andar male, lo farà in triplice copia.” (Legge di Murphy) Oltre a fare gonfiare i portafogli dei soliti furbi.

Vogliamo dare uno sguardo alla classifica dei principali untori dell’inquinamento globale? Eccola. Ai primi posti troviamo il gigante cinese. Seguono gli USA, l’India, la Russia, e il Giappone, per citarne alcuni. Poi c’è l’Italia che, guarda a caso, data la vicinanza, contribuisce all’aumento del nostro CO2. Forse grazie al pendolarismo dei frontalieri? Argomento sul quale – stranamente – i sacerdoti e le sacerdotesse dell’ecologismo nostrano, glissano ipocritamente!

L’inquinamento non conosce confini. Non si ferma in dogana e lo importiamo, complici gli alisei, tutti i giorni.

“La maggior parte delle città italiane (l’85% del totale !!) sono sotto la sufficienza e scontano il mancato rispetto negli anni soprattutto del limite suggerito per il Pm2,5 (polveri fini) e in molti casi anche per il particolato, Pm10. Fanalini di coda sono le città di Torino, Roma, Palermo, Milano e Como (voto 0) perché nei cinque anni considerati, non hanno mai rispettato nemmeno per uno solo dei parametri, il limite di tutela della salute previsto dall’OMS.” (Citazione da Nuova Ecologia). Geograficamente, Milano e Como non sono agli antipodi dai nostri confini!

Noi “petits suisses”, come amano definirci i galletti francesi, spesso in senso spregiativo, non potremo salvare il pianeta. Certo, possiamo contribuire a migliorare l’ambiente, ma non saranno di certo nuove esose tasse a renderlo più pulito.

Questa nuova legge sul CO2 andrà a colpire il ceto medio, già gravato dall’aumento del carovita sempre in salita, così come gli affitti. Di certo, i Paperon de’ Paperoni, che come ben sappiamo abbondano, non s’accorgeranno del salasso. Continueranno a spostarsi con i loro jets, poiché l’aumento dei biglietti aerei, a loro fa un classico baffo! Quindi, il referendum è più che mai necessario e va sostenuto per non rimanere con le braghe di tela e con le pezze a tergo!

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