L’asterisco di genere della superstizione

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Dalla Weltwoche del 17.06.2021 l’editoriale di Roger Köppel

Roger Köppel, Consigliere nazionale e caporedattore della Weltwoche

Le parole padre, madre, figlio, figlia non possono più comparire negli scritti ufficiali del parlamento americano. È vietato tutto ciò che può consentire di trarre conclusioni sull’identità biologica di una persona. Sono consentite solo espressioni neutre come genitori o figli.

Anche in Svizzera il linguaggio «sensibile al genere» è in ascesa. La televisione svizzera ha iniziato da tempo a utilizzare una scelta di parole «non discriminatoria». Il governo federale ha quasi 200 pagine di linee guida per l’uso del linguaggio corretto rispetto al genere. La riformattazione della lingua parlata e scritta è in pieno svolgimento.

In origine, l’obiettivo era quello di aumentare la consapevolezza delle donne presunte oppresse, tramite un’enfasi linguistica visibile. Ma, a seguito della scoperta e del moltiplicarsi delle identità e delle preferenze sessuali, è stato necessario trovare nuovi segni. Il punto attualmente culminante è l’asterisco di genere (*) per tutti coloro che non sentono di appartenere ad alcun sesso.

Cosa c’è dietro? Molti considerano lo stile gender ridicolo, un pasticcio, ma nel complesso ancora piuttosto innocuo. Io la vedo in modo molto diverso. Per me, il linguaggio di genere è un attacco alla società libera. Si vuole  inculcare nella gente un pensiero sbagliato, una realtà inventata.

L’ideologia gender è il marxismo biologico: costruisce una pseudo-realtà di gruppi di vittime che possono essere moltiplicati a piacimento e che hanno diritto a un risarcimento, essendo discriminati e disprezzati a causa del loro reale o immaginario sesso.

Per due aspetti, il linguaggio di genere significa una ricaduta dietro l’illuminismo e la scienza.

Primo: gli ideologi gender classificano le persone in base alla biologia o alle preferenze sessuali. Quello che uno fa, non è niente. Che uno sia uomo, donna, gay, etero, lesbica o trans, è tutto. Il linguaggio di genere rigetta le persone nella prigione dei loro antenati, nella prigione dei loro geni.

Contro la libertà di prestazione, il linguaggio di genere solleva la mancanza di libertà delle comunità di discendenza biologico-sessuale. Divide e differenzia l’umanità in tribù di presunte minoranze sessuali oppresse. Tutti possono essere vittime e chiedere soldi.

Secondo: le sette del gender evocano un culto della biologia, mentre allo stesso tempo si fanno beffe della biologia. Non sono gli organi sessuali biologici a determinare l’identità sessuale. Gli esseri umani possono scegliersi da sè la propria gabbia biologica. E cambiare ancora e ancora. Il sesso non è una questione di organi, ma di volontà personale. L’essere umano diventa il creatore di sè stesso.

L’asterisco di genere mira alla totale fluidificazione e gestibilità dell’ego sessuale liberato dal corpo. È il simbolo di questa moderna superstizione, che eleva l’essere umano a creatore e designer della propria biologia. L’essere umano nato con il pene può essere donna, e quello nato con la vagina può senza problemi essere uomo.

Come questo biologismo settario possa distruggere delle vite, è dimostrato dal caso del canadese David Reimer. Reimer nacque maschio nel 1965. Durante la circoncisione, parte del suo pene andò distrutta. Un famoso psichiatra, John Money, consigliò ai genitori di castrare il ragazzo e educarlo come femmina. Questa sperimentazione umana ebbe una tragica fine.

Brenda, alias David, si ribellò contro la falsa identità impostale. La biologia era più forte della teoria dello psichiatra pazzo. Ci furono interventi chirurgici di riassegnazione sessuale, ma David Reimer non ritrovò più il senno. All’età di 38 anni si suicidò. Il concetto pericolosamente maniacale di Money – il sesso sarebbe inculcato, non innato – si è sviluppato fino a diventare la base di quell’antiscientifica ideologia gender, che ora si sta diffondendo nel linguaggio anche da noi.

L’errato pensiero gender sta dilagando come un tumore. Corrode il linguaggio, per poi da lì installarsi nei nostri cervelli. I suoi sostenitori si considerano l’avanguardia di una razza moralmente superiore di persone particolarmente sensibili e premurose. Chi rifiuta i loro codici linguistici si rivela essere un individuo inferiore, un reazionario e oppressore, da emarginare e combattere con tutti gli strumenti della diffamazione.

Quello che un tempo era la fascia al braccio nei partiti politici totalitari, oggi è l’uso corretto del linguaggio gender, un segno di mancanza di libertà, del gregge, del collettivo addestrato, una sorta di tatuaggio, un segnale che uno appartiene ai buoni e che si è obbedientemente sottomesso al loro pensiero, al loro parlare e alle loro pretese di potere politico.

Il linguaggio è lo strumento più preciso per descrivere la realtà. Le parole spiegano meglio di quanto facciano le immagini.  Ogni tentativo di ristrutturare con la forza il linguaggio, è un attacco al pensiero. L’ideologia gender crea discorsi sbagliati, scritti sbagliati, pensieri sbagliati, vittime sbagliate, colpevoli sbagliati, politica sbagliata e azioni sbagliate.

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