Partito islamico? Ma vogliamo scherzare!

Mar 21 • All'ombra del minareto, L'opinione, Prima Pagina • 433 Views • Commenti disabilitati su Partito islamico? Ma vogliamo scherzare!

In Iran le donne si stanno ribellando agli Ayatollah, ed era ora! Noi invece ci stiamo facendo incantare! Quello iraniano è un regime oscurantista, tipico prodotto della teocrazia e del fanatismo di stampo religioso, acerrimi nemici del progresso e della libertà. Qualcosa in Iran sta cambiando, e questo cambiamento lo si deve alla gioventù di questo paese, che comincia a mal sopportare certe assurde imposizioni, di certo non in linea, ad esempio, con l’emancipazione femminile, avversata dai religiosi.  

Provatevi a immaginare le nostrane suffragette progressiste – spesso, anche a sproposito – sulle barricate, a essere obbligate a doversi coprire le chiome con un niqab, dopo aver speso una cifra per farsi la permanente, la tinta o le mèche. Ma per favore! Eppure, in Iran, da oltre una quarantina d’anni, alle donne viene imposto questo demenziale obbligo. Chi transige finisce in galera, nelle mani dei fanatici pasdaran, le guardie della rivoluzione/involuzione islamica! Questo regime teocratico andato al potere dopo la caduta dello Scià di Persia Reza Pahlavi (dalla padella alla brace!), ha imposto alla popolazione la legge islamica, la sharia, improponibile per noi occidentali che, in fatto di «dittature» e imposizioni dovute al fanatismo religioso, ne sappiamo qualcosa: inquisizione, crociate, guerre di religione e stragi varie, come quella dei catari e non solo! Recentemente, è apparso un video che documenta un acceso battibecco fra una giovane iraniana e un religioso, a proposito del velo non indossato – a detta dell’inviperito fanatico inquisitore iraniano – come sharia comanda! La ragazza non s’è fatta intimidire dalle minacce proferite dal religioso di regime, e lo ha letteralmente mandato «a quel paese», togliendosi dal capo il velo e infischiandosene delle minacce di provvedimenti esemplari.

Sempre a proposito di «rivoluzioni», quelle che dovrebbero portare il progresso, citiamo un passaggio di un articolo firmato dal politologo e saggista statunitense Edward Luttwak:«Nessuno pensava che davvero potesse avere successo una rivoluzione che ponesse come modello un ritorno alla sharia, alla tradizione islamica. Nessuno immaginava che, tornando in patria dopo una teoria infinita di rivolte e di scontri, Ruhollah Khomeini potesse cambiare tutto con il discorso tenuto il 5 febbraio del 1979, che vale la pena citare: “Grazie alla tutela del sacro legislatore, il profeta Maometto, dichiaro presidente Barzagan, e avendolo nominato io, a lui si deve obbedienza. La nazione deve obbedirgli. Questo non è un governo come gli altri. È un governo basato sulla sharia. Opporsi a questo governo significa opporsi alla sharia islamica e ribellarsi alla sharia, ribellarsi al governo della sharia viene punito dalla nostra legge, una pena pesante secondo la giurisprudenza islamica. Ribellarsi al governo di Dio è ribellarsi a Dio. Ribellarsi a Dio è blasfemia”». (fdc). Ma di quale Dio stiamo parlando? (n.d.r.)

Tutti, nel mondo islamico, sono consapevoli che la pena tradizionale per la blasfemia è la morte: se sono d’accordo, beati loro, ma da noi non se ne parla!

Mentre cominciano a palesarsi segnali di ribellione in paesi nei quali la libertà è ancora un miraggio, si continua a cianciare di tolleranza, di dialogo, di aperture e riconoscimenti in ambito religioso.

Citiamo ancora Luttwak: «La complessa serie di circostanze che ha portato al potere gli Ayatollah è rimasta così negletta essenzialmente perché all’epoca gli osservatori occidentali non sono riusciti a capirne la portata ideologica, presi com’erano a ragionare soprattutto di petrolio; portata che ora, nel perdurare dell’instabilità del Medio Oriente appare molto più evidente» (fdc)

Intanto, un Carneade che di nome fa Besim Fejzulahi, in Svizzera vorrebbe fondare il partito islamico, come no! Andiamo bene. Quatti quatti, eccoli qui i seguaci del Profeta! Sarà comunque opportuno vederci chiaro, ma come sappiamo, per poter vederci chiaro, bisogna interpellare un oftalmologo e poi far capo a un ottico e certamente non al salumiere. Le fette di salame soddisfano il palato, ma impediscono la vista. Quindi diamoci una mossa, stiamo in campana e soprattutto svegliamoci che sarebbe ora!

Comments are closed.

« »