La vacca è stufa di farsi mungere!

Mag 13 • L'editoriale, Prima Pagina • 3109 Views • Commenti disabilitati su La vacca è stufa di farsi mungere!

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Il prossimo 5 giugno, fra altri oggetti, voteremo l’iniziativa per un equo finanziamento dei trasporti (Iniziativa della vacca da mungere). La metaforica vacca da mungere è, ovviamente, ancora una volta la già super tartassata categoria degli utenti della strada. Siano essi automobilisti, motociclisti o conducenti di veicoli pesanti – che, globalmente, forniscono alla Confederazione qualcosa come più di 9 miliardi di franchi l’anno in tasse e imposte – ancora una volta “cornuti e mazziati”. Sì perché, mentre si ritrovano confrontati con una rete stradale nella quale negli ultimi decenni non si sono investite che le briciole – circa il 36% – del gettito generato dal traffico stradale (tasse e imposte sui carburanti, tassa sul traffico pesante, vignetta autostradale), buona parte di questo denaro è stato dirottato a favore di una ferrovia incapace di autofinanziarsi e le cui tariffe sono in continua crescita.

Nel frattempo, la situazione sulle nostre strade è diventata insostenibile: intasamenti causati da colli di bottiglia presso praticamente tutte le grandi città e gli agglomerati più importanti causano, dopo un tragitto più o meno fluido da una città all’altra, dei ritardi di ore per accedere dalla periferia al centro. Il traffico del pendolarismo lavorativo – che tanto colpisce il Ticino (Mendrisiotto, Malcantone, Piano di Magadino, eccetera) è certamente in parte dovuto all’eccesso di lavoratori frontalieri che, mattina e sera, percorrono il tragitto casa-lavoro-casa ma, soprattutto, è causato dall’insufficiente capacità della rete autostradale che, negli anni, non è mai stata adeguata al crescente fabbisogno. Aumenti di corsie, laddove necessario, gallerie, circonvallazioni ed efficienti strade d’accesso, sono state tralasciate o rinviate nel tempo, per dirottare i fondi generati dalla strada – che, essendo tasse, dovrebbero essere vincolate alla prestazione, ossia all’utilizzo a favore dell’infrastruttura stradale –  su altri scopi (cassa generale della Confederazione), in particolare sull’infrastruttura ferroviaria che, finanziariamente, è a dir poco fallimentare.

I mugugni e le lamentele degli automobilisti – amplificate nella Berna federale da lobbies e organizzazioni di categoria – hanno finto per smuovere un po’ le acque. Dopo aver fatto digerire al popolo nel 2014 il FAIF (Finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria), si è pensato di dare infine ascolto alle giuste rivendicazioni degli utenti della strada. E al vaglio del Parlamento c’è ora il Fondo per il finanziamento delle strade nazionali e del traffico d’agglomerato, il cosiddetto FOSTRA, il quale contiene dei progetti concreti almeno per migliorare alcuni tratti particolarmente problematici della nostra rete stradale. Finalmente, direte voi, qualcosa si muove! Sì … ma …  

Perché c’è un ma, e non di scarsa importanza: come si finanzia il FOSTRA? Facile e prevedibile la risposta: mungiamo ancora un po’ la vacca. Ed ecco che il Consiglio federale propone, nel suo progetto FOSTRA, l’aumento di 4 centesimi del litro di carburante. Ebbene NO, la vacca è stufa di farsi mungere! E i primi sintomi di questa insofferenza li ha evidenziati la recente decisione della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale che, a netta maggioranza, ha respinto questa proposta di finanziamento. Un buon segnale – speriamo sia il primo di tanti altri – che, magari involontariamente per alcuni di coloro che l’hanno dato, rende più opportuno che mai il SÌ all’iniziativa per un equo finanziamento dei trasporti, il prossimo 5 giugno.

L’iniziativa, infatti, assicura annualmente 1,5 miliardi di franchi in più da investire nell’infrastruttura stradale, senza toccare ulteriormente il portamonete dei contribuenti. Si tratta semmai di rivedere un po’ il dettaglio degli interventi previsti nel FOSTRA ma, in linea di massima, che vada a favore di un progetto piuttosto che di un altro, si tratta sempre di denaro destinato all’ampliamento e alla manutenzione della rete stradale.

Un’iniziativa, quindi, non in antagonismo al FOSTRA, bensì che ne copre la non indifferente lacuna del finanziamento.

Infine, per cercare di convincere coloro che – perlopiù dimenticandosi di farne parte loro stessi – considerano la categoria degli automobilisti come una piaga da combattere, è bene sottolineare una cosa: al contrario del falso assunto “trasporto pubblico = rotaia”, il 75% dei mezzi pubblici viaggia su strada. L’iniziativa per un equo finanziamento dei trasporti va quindi a beneficio di tutti gli utenti, che siano privati o pubblici.

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