Iniziativa-espulsioni: quattro anni senza applicazione. Cosa possono pensare le vittime?

Nov 28 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1521 Views • Commenti disabilitati su Iniziativa-espulsioni: quattro anni senza applicazione. Cosa possono pensare le vittime?

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Giusto quattro anni fa, il 28 novembre 2010, popolo e cantoni hanno approvato l’iniziativa popolare per l’espulsione degli stranieri criminali e rifiutato il controprogetto delle Camere federali. E non si sa ancora quando il nuovo articolo costituzionale sarà effettivamente applicato e imposto. Toni Brunner, presidente del partito, e Adrian Amstutz, presidente del gruppo parlamentare, hanno perciò indirizzato oggi una lettera ai consiglieri agli Stati che esamineranno questo oggetto il prossimo 10 dicembre. Le differenze fra le versioni d’applicazione sono enormi. Si continueranno a espellere circa 500 criminali stranieri l’anno o si passerà fino alle 18’000 espulsioni come esige la versione approvata da popolo e cantoni? La risposta a questa domanda è d’importanza capitale, perché non concerne soltanto la sicurezza, la prevenzione e le finanze pubbliche, bensì è anche una questione di equità nei confronti delle persone che rispettano le nostre leggi.  

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Lettera ai consiglieri agli Stati:

 

Applicazione dell’iniziativa sull’espulsione: chi pensa alle vittime?

 

Signore consigliere e signori consiglieri agli Stati,

quattro anni sono passati da quando, il 28 novembre 2010, popolo e cantoni hanno approvato l’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali, respingendo chiaramente il controprogetto della Confederazione. Durante questo periodo, si è parlato molto, si è soprattutto tergiversato e nessuno straniero criminale è stato espulso dalla Svizzera in più di quanti ne erano espulsi prima dell’accettazione dell’iniziativa. Ecco perché questo articolo costituzionale approvato da popolo e cantoni non ha attualmente nemmeno un effetto preventivo.

Ci siamo permessi di allegare alla presente un breve schema che illustra le differenze fra le versioni d’applicazione attualmente in discussione. Il Consiglio federale e la Commissione delle istituzioni politiche del vostro consiglio mantengono una modalità d’applicazione che non modifica in nulla l’attuale numero di espulsioni, ossia circa 500 l’anno. Queste due varianti comprendono infatti una clausola per i casi di rigore. In altre parole, rinunciano al sistema automatico che soddisfa la volontà del popolo e che è stato chiaramente approvato e voluto dal sovrano. Cosa significa concretamente una clausola per i casi di rigore? In pratica, non ci saranno più espulsioni, perché i giudici troveranno sempre un motivo per evitare di comminare tale sanzione: l’assassino X ha un figlio in Svizzera (anche se non se n’è mai occupato), lo stupratore Y ha già vissuto alcuni anni in Svizzera ed è quindi ben integrato perché ha fatto grandi progressi in prigione nell’apprendimento della lingua italiana, eccetera. Questa modalità di applicazione è tanto meno comprensibile, considerando che il popolo ha già respinto esplicitamente il controprogetto e il suo margine d’apprezzamento che è stato ribattezzato “clausola per i casi di rigore”. Voi, quali consigliere/consiglieri agli Stati, state ignorando bellamente il mandato del vostro cantone sostenendo questa clausola per i casi di rigore.

Basandosi sull’iniziativa d’attuazione, il Consiglio nazionale ha perlomeno mantenuto l’automatismo e stilato una lista precisa dei reati considerati. Nella versione accettata dal popolo, l’iniziativa per l’espulsione con un automatismo chiaro e netto (riservato il diritto internazionale cogente) avrebbe per effetto circa 18’000 espulsioni l’anno, sulla base delle cifre del 2012.

Avete opposto all’iniziativa Ecopop l’argomento secondo il quale non è accettabile che solo 16’000 stranieri al netto possano immigrare in Svizzera ogni anno. E avevate ragione. Ricordatevi tuttavia, che l’espulsione di 10-20’000 stranieri criminali farebbe posto a persone che vorrebbero venire in Svizzera a lavorare rispettando le regole. Si potrebbero perciò aumentare di un ugual numero i contingenti.

Passate perciò dalle parole ai fatti e vegliate, mercoledì 10 dicembre, a che il mandato esplicito dato dal popolo e dai cantoni sia finalmente concretizzato – nell’interesse della sicurezza del nostro paese. Abbiate anche un pensiero per le vittime. Noi, come certamente la popolazione svizzera, non le dimenticheremo certamente!

Con i migliori saluti,

 

UNIONE DEMOCRATICA DI CENTRO

 

Toni Brunner                                                                          Adrian Amstutz

Presidente del partito                                                    Presidente del gruppo

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