Il patto del Grütli secondo il «Beato» Jans
Forse il CF Jans dovrebbe dare una ripassata alla nostra storia, meditando soprattutto sul significato del Patto del Grütli stipulato nel 1291, per sancire un’alleanza fra Uri, Svitto e Untervaldo in difesa della loro libertà e indipendenza. Forse sarebbe il caso di far tesoro di quella alleanza, per non sottometterci scientemente a poteri che potrebbero rivelarsi letali e farci diventare sudditi di un altro dispotico Gessler! E non ci si venga a parlare di «clausola di salvaguardia»: l’UE, tutt’altro che democratica, l’ha sempre avversata e dubitiamo che improvvisamente Bruxelles abbia cambiato idea.
Come affermato da Marcel Dettling: «Il previsto trattato di sottomissione all’UE è l’esatto contrario del patto del 1291, è un voluminoso documento che comprende 1800 pagine di leggi, paragrafi e direttive dell’UE alle quali dovremo sottostare e tacere!» (fdc)
La firma dei bilaterali III che gli imbonitori Cassis, Jans, Berset & Co vorrebbero propinarci, equivale a un prodotto avariato che, se consumato, potrebbe fare molto male al nostro organismo. Farci sottoscrivere pedissequamente e senza fare una piega l’accordo istituzionale, è una resa incondizionata: diciamo pure un palese tradimento, che non siamo assolutamente disposti ad accettare! Siamo Liberi e Svizzeri e tali vogliamo rimanere! Questa UE allo sbando, corrotta e inetta, nello scacchiere internazionale conta come il due di picche: non vogliamo né dipendere da Bruxelles né farne parte.
Intanto in Europa è sempre un tripudio di bandiere palestinesi, ergo in favore di Hamas – organizzazione terroristica – e quindi un dichiarato allineamento con il pericoloso islamismo radicale! Estremamente interessante l’intervista rilasciata da un dissidente palestinese nella trasmissione «Quarta Repubblica». Su Hamas ne ha dette di tutti i colori, accusando l’organizzazione di essere al soldo del regime teocratico degli ayatollah a scapito della popolazione palestinese. Sinistra e benpensanti, danno l’impressione di essere ciechi, sordi e soprattutto affetti da imbecillità conclamata!
L’UE, notoriamente, è favorevole all’accoglienza indiscriminata e senza controllo di finti rifugiati, che stanno oramai invadendo il continente per poi diventare sicura mano d’opera a basso costo. Una tattica pericolosa, destabilizzante, ma che rende palate di soldi anche ai traghettatori delle ONG. Il kompagno Casarini docet, come testimoniano le intercettazioni della procura di Ragusa sull’enorme giro di soldi (abbiamo fatto il botto!!) in cambio di programmati soccorsi in mare. Ma, a detta del Beato Jans, queste sono solo fisime sovraniste, e ci assicura, citiamo: «che la firma dei bilaterali III rafforzerà la nostra sovranità, e che i nostri diritti democratici rimarranno intatti». Aggiungendo giulivamente: «cosa si può volere di più?». Ma, non ancora pago, viene a raccontarci che: «l’UE rappresenta valori come la democrazia, la certezza del diritto e l’affidabilità». (fdc)
Altro che venerdì nero! Questa è pura sfiga, una jettatura ordita per renderci succubi. Ma «l’aviatore Cassis» parla di una «necessità strategica» che ci renderà tutti felici (sic!!), Ma questi statisti dilettanti, ci stanno forse prendono per fessi? Questo accordo è un pericoloso cambio di rotta! A Cassis consigliamo di controllare bussola e sestante, prima di andare a sbattere contro un enorme iceberg e farci affondare come il Titanic!
Intanto, il segretario generale dello Sconsiglio d’Europa, l’opportunista Berset, sistemato a Bruxelles, si preoccupa della CEDU, invitandoci a non strumentalizzarla. (sic!!)
Tranquillo, tanto le espulsioni di criminali dalla Svizzera, si possono contare sulle dita di una mano e sappiamo per quale il motivo. La Corte europea dei diritti dell’uomo le vieta, quindi ce li teniamo, alla faccia della nostra sovranità e sicurezza! Intanto, a furia di sanzioni, abbiamo gettato la nostra neutralità nel water e tirato lo sciacquone, mandando letteralmente a ramengo la nostra credibilità. Ma non ancora paghi, stiamo pure facendo l’occhiolino alla NATO, pronti a impantanarci in sempre più probabili quanto pericolosi conflitti.
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