Il fine giustifica i mezzi

Nov 1 • L'opinione, Prima Pagina • 72 Views • Commenti disabilitati su Il fine giustifica i mezzi

Black Rot

Dopo il loro recente successo elettorale, i (rosso)Verdi e i Verdi liberali, vogliono entrare al più presto in Consiglio federale. Ufficialmente, per portarvi un cambiamento nella politica climatica. Ma certamente non solo per questo. Nelle menti rossoverdi si pensa già a una politica di governo notevolmente più eurofila. Poiché, alla luce dell’attuale costellazione politica, un’immediata modifica della formula magica appare poco probabile, tentano di raggiungere l’obiettivo in un altro modo.

Invece che mediante una poco attuabile destituzione dell’attuale governo, il Consiglio federale dovrebbe essere reso più favorevole all’UE tramite una riassegnazione dei dipartimenti. Sono così in atto delle manovre per relegare il consigliere federale Cassis – reo di non aver trovato soluzioni nelle questioni inerenti all’UE – nel Dipartimento militare, sostituendolo al Dipartimento degli affari esteri con il consigliere federale Berset. Ci si attenderebbe da quest’ultimo che riesca meglio a tirare i sindacati dalla parte dell’UE e che sia a Bruxelles ancora più disponibile ai compromessi di quanto lo sia Cassis (il PS auspica addirittura l’adesione all’UE!). L’attuale direttrice del Dipartimento militare Amherd, dovrebbe poi ereditare il suo dipartimento degli Interni, rendendone la politica più eurofila.

Queste manovre sono estremamente preoccupanti. Già il solo loro annuncio mette enormemente sotto pressione il PLR e il PPD. Perché entrambi questi partiti, a causa dei risultati elettorali, devono temere di perdere presto o tardi un seggio in Consiglio federale (il PLR uno dei suoi due, il PPD il suo unico). E perciò i due partiti, rispettivamente i loro consiglieri federale Cassis e Amherd, si supereranno in futuro nell’intervenire il più possibile a favore dell’UE, in modo che sia il rappresentante o la rappresentante dell’altro partito, quando sarà il momento, a dover cedere il proprio seggio  a un/una Verde o Verde liberale.

Il senso della manovra è chiarissimo: tocca ai rossoverdi preparare il terreno ai migliori (= favorevoli all’UE) presupposti possibili in vista delle prossime votazioni (iniziativa per l’autodeterminazione, accordo-quadro). A questo scopo ogni mezzo è buono e giusto, il fine giustifica i mezzi, come diceva Machiavelli.

 

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