Elezione consiglio federale: cambierà la formula magica?

Nov 1 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 76 Views • Commenti disabilitati su Elezione consiglio federale: cambierà la formula magica?

Il rinnovo delle camere dello scorso 20 ottobre potrebbe scombussolare la rielezione del Consiglio federale, cambiando pure l’attuale formula magica. Il rinnovo è scadenzato nella prima sessione del nuovo quadriennio per il periodo 2019-2023 che inizierà il 2 dicembre e terminerà il 20 del mese.

È vero, manca ancora l’attribuzione di ben 21 seggi al Consiglio degli Stati e più precisamente nei seguenti cantoni: Argovia (2), Basilea Campagna (1), Berna (2), Friburgo (2), Ginevra (2), San Gallo (2), Svitto (1), Soletta (1), Ticino (2), Vaud (2), Vallese (2), Zurigo (1) e Zugo (1), quasi la metà della camera alta. Questi seggi verranno attribuiti fra il 3 e il 24 novembre prossimo.

Quindi la forza finale dei vari partiti è ancora provvisoria. Nel quadriennio 2015 – 19 questo consesso era così formato: PPD 14 deputati, PS e PLR 12 deputati a testa, UDC 6, Verdi 1 e PBD 1. Sicuramente il prossimo Consiglio degli Stati avrà un’altra fisionomia.

Basta vedere come sono stati ripartiti i seggi finora assegnati: PLR 7, PPD 9, UDC 4, PS 3, Verdi 2.  Quindi il PLR deve ricuperare ben 5 seggi, il PPD 5, l’UDC 2, il PS ben 9 e il PBD 1, mentre le formazioni ecologiste sono in vantaggio di 1 seggio. L’attribuzione dei seggi ancora liberi potrebbe veramente presentare una distribuzione ben diversa dall’ultima legislatura. Ad esempio, il PLR manterrà il seggio in Argovia, Basilea Campagna, Ginevra, Ticino, Vaud e Zurigo? Il PPD a Friburgo, San Gallo, Ticino, Vallese 2 seggi, avrà ancora tutti questi seggi? Inoltre, l’UDC manterrà pure i seggi in Argovia, Zugo e il secondo seggio a Svitto? Ci sembra molto più problematico che il PBD  mantenga il seggio nel Canton Berna e che il PS riconquisti 9 seggi agli Stati. Inoltre, nel secondo turno vi potrebbero essere alcuni seggi che siano appannaggio dei partiti ecologisti e più precisamente nei cantoni di Berna, Ginevra, Vaud e Zurigo.

Per ritornare al titolo del nostro scritto, la rielezione dell’attuale Consiglio federale sta stuzzicando l’appetito delle formazioni ecologiste che, con ben 28 eletti del partito Ecologista Svizzero e 16 del Partito Verdi Liberali, totalizza 44 seggi. L’UDC ha 53 eletti + 1 Lega e 1 UDF. Il PS 39 + 2 PS-SOL. Il PLR 29 seggi, il PPD 25. Le altre formazioni minori PEV 3 e PBD 3. Ora, il seggio che si vorrebbe conquistare è quello dell’attuale ministro degli esteri, il ticinese Ignazio Cassis.  Egli ci sembra che finora non abbia mantenuto le promesse che ci si aspettava, però prima di esonerarlo pretendiamo di sapere chi lo dovrebbe sostituire e, se sì, deve proprio essere la regione di lingua italiana farne le spese?

L’ex Consigliere Federale Christoph Blocher, in un’intervista rilasciata alla “NZZ am Sonntag”, quale avveduto politico, propone che, se la formula magica dovesse mutare, oltre PLR sia anche il PS a  rinunciare a un seggio a favore dei verdi liberali.

La proposta ci pare sensata.

Noi però pensiamo che attualmente, se il Consiglio federale dovesse cambiare, si  pensi a sostituire il seggio del PPD che esce meno ridimensionato da queste elezioni. Partito che troppe volte però si è schierato con Ecologisti,  PBD e PS.

Ricordiamo però che la rielezione dei sette ministri avviene in ordine di anzianità di appartenenza al Consiglio federale, quindi si dovrà partire da Maurer, (eletto nel 2009), Sommaruga (2010), Berset (2012), Parmelin (2016), Cassis (2017), Amherd (2019) e Keller-Sutter (2019).

Quindi le sorprese potrebbero essere più di una.

 

FRG

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