Gruppo parlamentare UDC: SÌ alla protezione della popolazione, NO a una tolleranza mal concepita

Nov 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 14 Views • Commenti disabilitati su Gruppo parlamentare UDC: SÌ alla protezione della popolazione, NO a una tolleranza mal concepita

Il gruppo parlamentare UDC alle Camere federali ha preso le decisioni seguenti, in vista della sessione invernale:

  • Il gruppo UDC ha adottato una lista di rivendicazioni contro il terrorismo islamico.
  • Poiché la pandemia di Covid-19 provoca gravi perdite fiscali, il gruppo UDC chiede un consolidamento delle finanze federali per evitare un aumento delle imposte. È fuori questione toccare il freno all’indebitamento che ha dato prova della sua efficacia.

Il gruppo UDC ha designato all’unanimità Guy Parmelin, Alex Kuprecht e Andreas Aebi quali candidati alla presidenza del Consiglio federale, del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale.

La tolleranza mal concepita della sinistra ecologista minaccia la sicurezza degli abitanti della Svizzera

Dall’inizio dello scorso mese d’ottobre, molte persone sono state letteralmente massacrate da islamisti nei paesi vicini. Gli aggressori di Vienna avevano delle relazioni anche in Svizzera. Non bisogna dunque più chiedersi se, bensì quando, uomini e donne si faranno decapitare, pugnalare o abbattere con colpi d’arma da fuoco in Svizzera. La politica degli ambienti eco-socialisti è responsabile dell’arrivo in Svizzera di sempre più numerosi migranti le cui origini non sono chiaramente stabilite e fra i quali possono quindi trovarsi dei terroristi. Nel Parlamento federale, la sinistra ecologista impedisce sistematicamente l’inasprimento di leggi e antepone gli interessi dei malfattori alla necessità di proteggere la popolazione svizzera.

Per l’UDC, la protezione della popolazione e la lotta al terrorismo islamico sono una priorità assoluta. Il gruppo parlamentare UDC ha perciò approvato oggi un documento che riassume le sue rivendicazioni in vista della sessione invernale delle Camere federali. Queste proposte comprendono diverse misure come l’espulsione sistematica delle persone pericolose, la revoca della cittadinanza svizzera ai criminali con doppia nazionalità, come pure la sorveglianza delle comunità confessionali islamiche radicali. I richiedenti l’asilo la cui identità non sia chiara o che provengano da regioni a forte presenza di gruppi estremisti, devono essere posti in istituti chiusi finché il loro potenziale di pericolosità non sia accertato. Inoltre, l’importazione diretta di gruppi di rifugiati tramite i cosiddetti programmi di reinstallazione, deve cessare quando le persone interessate provengono da regioni a forte presenza di gruppi terroristici.

Il gruppo UDC chiede una sessione straordinaria sulla lotta al terrorismo islamico

Allo scopo di realizzare il più rapidamente possibile le sue rivendicazioni, il gruppo UDC chiede l’apertura di un dibattito speciale durante la sessione invernale. Esso depositerà degli interventi in questo senso alle due Camere e proporrà di organizzare una sessione straordinaria su questa tematica. In una mozione d’ordine, il gruppo chiede che gli interventi tuttora pendenti in Consiglio nazionale per il rafforzamento della lotta al terrorismo, siano trattati durante la sessione invernale. Si tratta delle mozioni seguenti: 19.3301. Revoca sistematica della cittadinanza ai “viaggiatori della jihad” con la doppia cittadinanza!; 19.3306. Nessun diritto al ritorno per i “viaggiatori” della jihad!; 19.3376. Intervento sistematico contro reduci della jihad e sostenitori del terrorismo; 19.4005 del gruppo UDC. Arrestare la diffusione dell’islam radicale in Svizzera!; 19.3598. Aiuti sociali facili ai jihadisti? Basta!

L’UDC ritiene che la legge federale sulle misure di polizia di lotta contro il terrorismo debba essere messa in vigore il più rapidamente possibile. Essa invita perciò i Verdi, il PS e i Verdi liberali, come pure le loro sezioni giovanili, a rinunciare al referendum.

Abbiamo bisogno di finanze stabili, altrimenti le imposte aumenteranno per tutti

La crisi dovuta alla pandemia di Covid-19 provoca nello stesso tempo un aumento delle spese pubbliche e un calo degli introiti fiscali. L’esercizio 2020 registrerà un mancato introito di diversi miliardi di franchi alle casse federali. La Confederazione prevede infatti delle entrate ordinarie inferiori di circa 4 miliardi di franchi all’importo preventivato. Un deficit dell’ordine di 20 miliardi di franchi si sta intravvedendo per l’anno in corso, ossia quasi un terzo del budget annuale della Confederazione.

La situazione delle finanze rimarrà tesa nel 2021. Il preventivo 2021 prevede un deficit di diversi miliardi e un massiccio calo delle entrate. Parallelamente, la pandemia di Covid-19 continuerà ad aggravare le finanze pubbliche. Di fronte a questi prevedibili sviluppi, l’UDC insiste sul mantenimento della disciplina budgetaria e del rigoroso freno all’indebitamento che l’85% dei votanti ha accettato nel 2001. Queste difficili prospettive finanziarie non impediscono tuttavia al PS, ai Verdi e ai Verdi liberali di comportarsi come se il denaro crescesse sugli alberi e gettare a piene mani dalla finestra i soldi duramente guadagnati dai contribuenti – per esempio, distribuendo all’estero dei regali supplementari per 230 milioni di franchi a titolo di aiuto allo sviluppo. L’UDC è stata il solo partito a tentare di frenare queste velleità spenderecce in seno alla commissione parlamentare. Essa esige che le finanze federali siano ristabilite, altrimenti dei massicci aumenti delle imposte minacciano il ceto medio.

Il gruppo parlamentare nomina all’unanimità Guy Parmelin, Andreas Aebi e Alex Kuprecht

Durante questa sessione invernale, il Parlamento federale procederà, come d’abitudine, alla nomina dei presidenti del Consiglio federale, del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Durante la sua seduta odierna, il gruppo UDC ha designato all’unanimità il consigliere federale Parmelin, il consigliere agli Stati Alex Kuprecht e il consigliere nazionale Andreas Aebi quali candidati a queste funzioni. Esso sostiene anche i candidati degli altri partiti ai posti di vicepresidente.

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