Per un equilibrio ragionevole tra salute ed economia, no a un altro lockdown

Nov 27 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 16 Views • Commenti disabilitati su Per un equilibrio ragionevole tra salute ed economia, no a un altro lockdown

In questa seconda ondata di Coronavirus l’UDC raccomanda: nervi saldi ed equilibrio tra salute ed economia. Per questo l’UDC, in un atto parlamentare, si è opposta all’attuazione automatica dello stato di necessità. Secondo noi, le misure drastiche anti-covid non devono essere decise solo dal Governo, devono passare anche dal Parlamento. Noi chiediamo che lo stato di necessità governativo debba avere un limite temporale (dai 3 ai 6 mesi); il tempo giusto per far fronte all’emergenza, passato il quale occorre un consenso parlamentare. Il nostro partito condivide le attuali scelte governative di non chiudere le attività economiche ma di prendere delle misure puntuali per evitare troppi contagi e ospedalizzazioni, il tutto appellandosi alla responsabilità personale della popolazione. Bisognerebbe però controllare che le disposizioni emanate siano rispettate, per questo invitiamo il Governo a eseguire puntuali controlli e sanzionare chi sgarra. Gli ultimi episodi di assembramenti dimostrano che non sono le misure a essere sbagliate, è piuttosto il non rispetto delle stesse a fare difetto. Un maggior controllo da parte delle polizie cantonali e comunali è imperativo. Le attuali polemiche nei social media e il pressing sul governo da parte di chi ha il salario assicurato indipendentemente dal fatto che vi sia o no un lockdown, non aiutano nessuno. L’economia non è un mostro pilotato da tre o quattro sadici rapaci contro il genere umano. Ma altro non è che l’insieme di persone in carne e ossa che devono lavorare per vivere. Durante l’ultimo lockdown si è visto che ci sono state molte conseguenze nefaste su tante fasce della società, in particolare dei ceti medio bassi. Il lockdown non è oggi una soluzione! Salute ed economia, che piaccia o no, sono le due facce della stessa medaglia. Pensiamoci a tenerle unite con senso di responsabilità e ragionevolezza, facendo in modo che prima di chiedere nuove misure vengano invece rispettate quelle già emanate. Durante la prima ondata (marzo e aprile), il Governo si è comportato bene. Ha saputo anticipare gli eventi mantenendo comunque i nervi saldi. Il lockdown è infatti stato introdotto come ultima ratio. Anche il confinamento è stato strutturato in modo tale da penalizzare il meno possibile i vari settori economici. Ci auguriamo che, anche con la seconda ondata, il Governo mantenga la stessa capacità di analisi e non subisca le pressioni della piazza – da chi non ha nulla da perdere – e non proceda con decisioni estreme o ridondanti. Decisioni ondivaghe, ambigue e, peggio ancora, rimangiate e modificate in continuazione, non farebbero altro che allentare la coscienza generale per la gravità del momento e rendere inefficaci gli interventi preventivi. Per questo ci vuole un certo controllo democratico sulle misure e per questo siamo contrari allo stato di necessità automatico. Lo stato di necessità andrà decretato solo con il consenso del Gran Consiglio e il lockdown generalizzato va evitato.

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