Giuda nel Giardino dei Getsemani di Palazzo federale
Pur di farci sottomettere all’UE, a Berna si è perso ogni pudore e si sta facendo di tutto per buttare alle ortiche la nostra indipendenza e la nostra libertà, con il rischio della sicura rottamazione dei nostri diritti popolari! Quelle che irritano maggiormente sono le arrampicate sugli specchi per indurci a credere che l’UE sia l’unica alternativa che ci rimane, altrimenti – ci vengono a raccontare – se non si firmerà l’accordo istituzionale che riguarda il futuro economico della via bilaterale, per noi saranno cavoli amari! Il «Quartetto euroturbo» bernese – $ocialisti, progressisti, Liberali e Centro (uregiatt che non si smentiscono mai) – sta mettendo in scena uno spettacolo indegno, per quello che possiamo definire un attentato alla nostra Costituzione, calpestata solo per mero interesse da coloro che dovrebbero avere a cuore i destini della Svizzera. Questi opportunisti ambiscono a voler posare le natiche su altre redditizie poltrone, come ha già fatto Alain Berset nominato segretario generale dello sconsiglio d’Europa. Sicuramente, a qualche altra futura comoda poltrona, ci sta pensando anche il nostro – si fa per dire – ministro degli esteri e appassionato aviatore «globe-trotter». Non appena finirà la presenza in CF, Cassis – a scommetterci – lo vedremo sistemato in qualche organizzazione internazionale per poter appagare il suo incontenibile alter ego. La Baume-Schneider, invece, considerata la sua limitata consistenza in CF, continuerà a fare la comparsa producendo «simpatici danni» e nulla più! Per quanto riguarda Martin Pfister non dobbiamo meravigliarci, bensì preoccuparci! Infatti, è il ministro della difesa: vatti a fidare!
Beat Jans è notoriamente il propugnatore dell’immigrazione e delle porte aperte alle orde che ci stanno invadendo. Naturalmente arrivano esclusivamente figli di brave donne, accuratamente selezionati per favorirne l’inclusione. Infatti, l’aumento esponenziale della criminalità in Svizzera la dice lunga su cosa ci stiamo portando in casa! Come affermato dal consigliere nazionale Pascal Schmid, che citiamo: «Le conseguenze di questa folle politica d’asilo sono allarmanti, in particolare per quanto riguarda la sicurezza interna. Non passa giorno senza stupri, accoltellamenti, sparatorie e furti. Lo stato di diritto fallisce di fronte ai criminali richiedenti d’asilo. Sono spesso condannati a pene troppo miti con la solita condizionale e nessuna espulsione». Oltre a ciò, le accuse di razzismo che ci vengono rivolte e tollerate: Berna china il capo e tace!
E i nostri «verdurieri», apostoli della Gretina, da che parte stanno? Pretendono(sic!!) «una maggiore integrazione con l’Unione Europea per difendere i salari e i diritti dei lavoratori, avvertendo sui rischi di un isolamento politico e sociale per la Svizzera». Beata ingenuità! Se servilmente dovessimo firmare i bilaterali III senza fare un «cip», poveri noi e povera Svizzera! La dispotica UE sulla libera circolazione non transige e non vuol sentir parlare di clausola di salvaguardia! Altro che protezione dei salari e diritti dei lavoratori. Quindi, manodopera a basso costo e tante schiene fredde da mantenere! Ricordiamo quanto affermato recentemente da Nigel Farage: «la cosa migliore per il Regno Unito, è stata l’uscita dall’UE».
Intanto, pur di convincerci, Cassis nei panni d’ affabulatore, dichiara: «La modalità di voto sui nuovi accordi con l’Unione Europea riguarda la corretta applicazione del diritto costituzionale: non bisogna farsi guidare dalle emozioni».
Alla più che pertinente domanda: «Anche il Consiglio federale sta cercando di limitare il primato della politica?» Senza la minima esitazione rispondiamo: SÌ, purtroppo è così!
Chapeau invece alla presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter e a Guy Parmelin che hanno dimostrato di non gradire affatto la confezione del «pacco» avvelenato che ci stanno preparando questi inaffidabili statisti d’operetta.
Siamo pienamente convinti, che il raggiro è più che certo, altrimenti non ci si spiega perché si vogliano sottoporre i «disaccordi bilaterali III» a un referendum facoltativo invece che obbligatorio. Chissà per quale motivo? Semplice, per costringerci a tagliarci gli attributi, quelli che gli emuli di Giuda Iscariota non hanno! Quindi, rimandiamo il «pacco» ai mittenti, ipocriti pseudo patrioti che ci stanno scientemente svendendo alla fallimentare UE, facendoci credere che lo fanno per il bene del paese!
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