Falsari del Consiglio federale?

Giu 14 • L'opinione, Prima Pagina • 251 Views • Commenti disabilitati su Falsari del Consiglio federale?

Patanegra

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Come scrive la NZZ nella sua edizione del 7 giugno, il Consiglio federale ha agito di nuovo con cifre false. Per il proposto potenziamento della socialità a favore dei disoccupati anziani sono stati indicati 90 milioni di franchi, nonostante che delle precedenti stime di esperti abbiano già calcolato dei costi fra i 270 e i 300 milioni. O si sono di nuovo sbagliati i calcoli oppure si agisce presentando delle cifre false per incoraggiare l’accettazione di una proposta voluta politicamente (questa volta si tratta di ottenere l’appoggio della sinistra, mediante un potenziamento del budget sociale, al progetto della consigliera federale Keller-Sutter, al fine di tentare di affossare l’iniziativa UDC per la limitazione, in attesa della prevedibilissima votazione sull’acccordo-quadro con l’UE).

Ciò risveglia brutti ricordi. I calcoli sono già stati totalmente sbagliati in occasione della votazione sull’adesione a Schengen/Dublino; i costi sono poi risultati dieci volte superiori a quelli indicati. È lecito chiedersi come avrebbe votato il popolo conoscendo i costi effettivi. Con cifre altrettanto false si è agito per la votazione sulla penalizzazione del matrimonio; in questo caso, il Tribunale federale ha poi annullato la decisione. Per motivi redazionali rinuncio a elencare i molti altri casi (il nostro giornale ha solo 8 pagine).

È sorprendente come, subdolamente, si sbaglino così spesso i calcoli quando una proposta è a favore dell’UE e contraria alla volontà dell’UDC. Personalmente, non credo molto che si tratti di casi «casuali», sono piuttosto dell’avviso che siano scientemente costruiti. Tutto ciò mi fa concludere che si voglia imporre politicamente la definitiva integrazione nell’UE, costi quello che costi.

Se il Consiglio federale vuole questa integrazione, allora lo dica forte e chiaro, e non cerchi di realizzarla con dei trucchetti dalla porta di servizio. Per esempio oggi, 7 giugno, avrebbe potuto dire: Firmeremo, senza se e senza ma, l’accordo-quadro con l’UE, perché con il nostro «campo d’allenamento SEE per l’adesione all’UE» (Ogi) del 1992 la cosa non ci è purtrppo riuscita. Dopo aver discusso con il Municipio di Berna, le celebrazioni del SÌ all’accordo-quadro avranno luogo il 1° agosto (dalle ore 18.00 fino alle ore 07 del 2 agosto) sulla Piazza federale; per eventuali contro-dimostrazioni sono previste, il 33 agosto (oops! Intendevamo dire il 32 di agosto, dalle ore 18.00 alle 18.05), due piazzette nella città di Berna, l’una davanti alla «Henkersbrünneli» (fontanella del boia), l’altra nel quartiere «Galgenfeld» (campo delle forche).

 

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