Dolorose insostituibilità

Set 23 • L'opinione, Prima Pagina • 119 Views • Commenti disabilitati su Dolorose insostituibilità

Black Rot

Re Roger Federer è morto. Beh, non proprio come la Regina in Inghilterra, ma quantomeno è morta la sua carriera tennistica. Il lutto e le cerimonie funebri per i due eventi sono stati quasi paragonabili a causa di queste due personalità e carriere, simili per molti aspetti: entrambi i protagonisti, infatti, hanno goduto per anni delle più alte simpatie a livello mondiale, sono stati altamente competenti nelle loro rispettive attività (il ruolo monarchico da un lato, le prestazioni tennistiche di alto livello dall’altro) e, soprattutto, nessuno dei due si è mai lasciato tentare di interferire sconsideratamente negli eventi politici. La loro partenza quasi simultanea è forse molto più di una coincidenza.

La Regina Elisabetta II come monarca e Re Roger come tennista sono stati entrambi personaggi straordinari. La questione è se – in Gran Bretagna come in Svizzera – qualcuno possa garantirne una degna successione. In Inghilterra, Carlo III avrà difficoltà a salvare la monarchia e a tenere unito il Commonwealth. Nel mondo del tennis svizzero, la situazione è altrettanto desolante. Ma quando si tratta della Svizzera, non mi preoccupo tanto del tennis, quanto piuttosto di quanto segue.

Nella recente «cerimonia d’addio» elvetica, Roger Federer è stato descritto non solo come un grande dello sport, ma anche come il più straordinario ambasciatore della Svizzera e dei suoi valori nel mondo. Questo non solo perché giocava un tennis eccellente, ma perché ha incarnato al meglio l’essenza, i valori e la mentalità della Svizzera – diligenza, competenza e intelligente ed educata riservatezza politica (proprio come la Regina) – in tutto il mondo, conquistando così molte simpatie. Sono pienamente d’accordo con questo, ma la cosa mi dà comunque da pensare.

Perché, c’è proprio bisogno di un atleta d’eccezione come Federer (e come lui, al momento, non se ne vedono altri) come «ambasciatore» per portare nel mondo le nostre convinzioni e i nostri valori fondamentali, per posizionare il nostro Paese nel mondo guadagnandone la comprensione e la simpatia? Non sarebbero piuttosto il ruolo e la funzione precipui di personalità politicamente responsabili? Ma in questo senso, purtroppo, l’avvenire in questo Paese appare almeno altrettanto cupo quanto quello dei nostri futuri successi tennistici. Un esempio lampante della miseria attuale è la mancata diffusione a livello internazionale di una chiara posizione svizzera sulla neutralità dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Ma appunto: se non si sa in tempo se giocare una smorzata o un passante nell’angolo in basso a sinistra, e la palla finisce in rete, nel tennis si perde il gioco e la partita! E questo vale anche per la politica.

Comments are closed.

«